23.439 · Iniziativa parlamentare · 2023-06-15
Dipartimento di giustizia e polizia
Nella Commissione del Consiglio nazionale
Ausgangslage
Comunicato stampa della commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati del 16.01.2026
La Commissione ha approvato all’unanimità un progetto di legge elaborato nel quadro dell’iniziativa Caroni 23.439. Quest’ultimo introduce l’obbligo per il Consiglio federale di dimostrare, in un rapporto, che le condizioni giuridiche sono soddisfatte quando emana un’ordinanza in virtù degli articoli 184 capoverso 3 o 185 capoverso 3 della Costituzione. L’obbligo di motivazione si applicherà anche alle ordinanze che il Consiglio federale emana fondandosi su una competenza conferitagli da una base legale relativa alla gestione delle crisi. Nella sua analisi giuridica, il Consiglio federale dovrà valutare in particolare gli effetti sui diritti fondamentali e la compatibilità con il diritto di rango superiore. Con questo progetto, la Commissione mira a rafforzare la comprensione e la legittimità delle misure adottate dal Consiglio federale in situazioni di crisi.
Il progetto sarà trattato in linea di principio nella sessione estiva, una volta che il Consiglio federale avrà espresso il suo parere. Prima della loro pubblicazione nel Foglio federale, il progetto e il rapporto esplicativo saranno pubblicati sulla pagina Internet della Commissione entro la fine di gennaio.
Comunicato stampa del Consiglio federale del 13.03.2026
L’applicazione del diritto di necessità deve essere motivata
Il Consiglio federale e il Parlamento concordano che sia necessario rendere più trasparente l’applicazione del diritto di necessità nelle situazioni di crisi. In futuro il Consiglio federale dovrà fornire una motivazione giuridica più dettagliata per giustificare il ricorso al diritto di necessità. L’Esecutivo ha già incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di avviare i relativi lavori, sostenendo così la pertinente iniziativa parlamentare, come afferma nel parere del 13 marzo 2026.
Il ricorso al diritto di necessità si impone quando, in una grave situazione di crisi, il diritto ordinario non è sufficiente. Il diritto di necessità comprende ordinanze e decisioni che il Consiglio federale emana fondandosi sugli articoli 184 e 185 della Costituzione federale. L’Esecutivo può emanare diritto di necessità soltanto se la tutela degli interessi del Paese lo richiede, per far fronte a gravi turbamenti dell’ordine pubblico o se non può garantire in altro modo la sicurezza interna o esterna.
L’applicazione del diritto di necessità implica un doppio trasferimento di potere: dai Cantoni alla Confederazione e dal Parlamento al Consiglio federale. In tale situazione l’obbligo del Consiglio federale di motivare e giustificare le proprie misure diviene più stringente. Per questo motivo, il 19 giugno 2024 l’Esecutivo ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di esaminare come assicurarne il rispetto.
Il Consiglio federale accoglie favorevolmente la proposta del Parlamento
Il Parlamento condivide la posizione del Consiglio federale e ha elaborato un progetto di legge nel quadro dell’iniziativa parlamentare Caroni 23.439 al fine di introdurre nella legge sull’organizzazione del Governo e dell’Amministrazione (LOGA) l’obbligo del Consiglio federale di motivare l’emanazione di diritto di necessità. In futuro il Consiglio federale dovrà spiegare perché intende emanare diritto di necessità in un determinato caso, esporre le ripercussioni di tale normativa sui diritti fondamentali dei cittadini e stabilire se è compatibile con il diritto di rango superiore.
Il nuovo obbligo di motivare l’emanazione di diritto di necessità crea maggiore trasparenza per il pubblico, senza che il Consiglio federale perda la propria capacità di agire in situazioni di crisi. Pertanto, nel parere del 13 marzo 2026 l’Esecutivo accoglie la proposta del Parlamento di sancire tale obbligo nella legge.
Il Consiglio federale respinge l’obbligo di motivare le misure adottate in virtù di una legge federale per gestire una crisi
Diverse leggi federali prevedono esplicitamente che per gestire una crisi il Consiglio federale può adottare, in determinati ambiti, misure che derogano al diritto vigente. La legge sulle epidemie (LEp), ad esempio, consente al Consiglio federale di adottare le misure necessarie a combattere la comparsa e la propagazione di malattie trasmissibili. Il progetto di legge del Parlamento sull’obbligo di motivare l’emanazione di diritto di necessità prevede che l’Esecutivo fornisca una motivazione giuridica più dettagliata anche per le ordinanze di necessità basate su leggi federali emanate dal Parlamento. Il Consiglio federale respinge l’introduzione di tale obbligo nei casi citati, nei quali in passato il Parlamento ha consapevolmente concesso al Consiglio federale il margine di manovra necessario a contrastare le crisi: pertanto, non si ha alcun trasferimento di potere dal Legislativo all’Esecutivo e non occorre alcun ulteriore obbligo di motivazione.
Wortlaut
Una nuova disposizione di rango legislativo dovrebbe obbligare il Consiglio federale, nell’emanazione del diritto di necessità, a motivare sistematicamente e concretamente in che misura il ricorso a tale diritto sia consentito dal punto di vista giuridico.
Begründung
Nel recente passato il Consiglio federale ha invocato sempre più spesso le proprie competenze in materia di diritto di necessità. Anche dopo la riforma attuata con le iniziative parlamentari 20.437/20.438, l’Esecutivo conserva un ampio potere nell’emanazione del diritto di necessità. In particolare, continua a decidere autonomamente se sono soddisfatte le condizioni per il ricorso a tale diritto. Il Parlamento ha respinto fermamente qualsiasi limitazione al riguardo (in particolare un controllo preventivo da parte di una delegazione giuridica o dei tribunali).
Tuttavia, ciò che il Parlamento e l’opinione pubblica dovrebbero almeno esigere dal Consiglio federale quando invoca le sue competenze in materia di diritto di necessità è che indichi se sono soddisfatte le pertinenti condizioni giuridiche.
Un simile obbligo di motivazione è previsto per i messaggi a sostegno di disegni di atti legislativi (art. 141 della legge sul Parlamento [LParl]). Ma, sebbene possano sostituirsi o persino derogare a una legge, nel caso delle ordinanze di necessità non esiste un obbligo di motivazione corrispondente.
Pur potendo fornire volontariamente già oggi una tale motivazione, in pratica l’Esecutivo non lo fa quasi mai, o almeno non in modo sistematico e sostanziale. Le spiegazioni relative alle ordinanze di necessità si limitano a trattarne il tema concreto e di rado affrontano la questione dell’ammissibilità del diritto di necessità nel caso specifico. Inoltre, dal punto di vista formale queste spiegazioni provengono da un dipartimento e non dal Consiglio federale. E nemmeno la suddetta riforma della LParl cambierà questa situazione dal momento che non prevede un simile obbligo legale di motivazione.
Quest’obbligo non comporterebbe alcun onere aggiuntivo per il Consiglio federale dato che deve comunque effettuare le opportune considerazioni (difficilmente infatti applicherebbe il diritto di necessità senza avere chiarito in modo approfondito la questione della sua ammissibilità). In questo modo, però, il Parlamento e l’opinione pubblica beneficerebbero di una maggiore trasparenza su questo tema centrale dello Stato di diritto democratico. La misura migliorerebbe altresì la qualità e la legittimità dei processi decisionali.
Considerata la sistematica normativa, tale disposizione andrebbe idealmente integrata nella legge sull’organizzazione del Governo e dell’Amministrazione (LOGA), almeno per le ordinanze emanate sulla base degli articoli 184 e 185 della Costituzione federale. Analogamente, tale obbligo di motivazione si potrebbe prevedere – o in una legge speciale o nella LOGA – anche per le «clausole di crisi» contenute in leggi speciali (ad es. art. 6 seg. della legge sulle epidemie, art. 31 segg. della legge sull’approvvigionamento del Paese).
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 15.06.2026
Governo deve giustificare ricorso a diritto di necessità
Sulla scorta delle esperienze raccolte durante la pandemia di coronavirus o la recente crisi UBS, in futuro il Consiglio federale dovrà motivare in modo dettagliato ogni ricorso al diritto di necessità in periodi di crisi.
È quanto prevede un progetto di legge, frutto di un'iniziativa parlamentare del "senatore" Andrea Caroni (PLR/AR), adottato oggi all'unanimità dal Consiglio degli Stati. Il dossier va al nazionale.
Il ricorso al diritto di necessità si impone quando il diritto ordinario non offre una soluzione adeguata per gestire una situazione delicata. Il Consiglio federale può allora emanare ordinanze e prendere decisioni basandosi direttamente sulla Costituzione federale.
Negli ultimi due decenni, il Governo ha emanato in diverse occasioni ordinanze di necessità per gestire eventi imprevedibili. Ciò è avvenuto, in particolare, in occasione della ricapitalizzazione di UBS (2008) dovuta alla crisi dei muti sub prime, della pandemia di coronavirus (2020), del salvataggio di Axpo (2022) e dell'acquisizione del Credit Suisse da parte di UBS (2023).
Maggiore trasparenza
Il Parlamento vuole che l'esecutivo giustifichi in un rapporto che i requisiti giuridici siano effettivamente soddisfatti quando emana un'ordinanza di necessità basandosi sulla Costituzione.
Secondo il Consiglio federale, ciò non dovrebbe comportare un carico di lavoro supplementare, ha spiegato lo stesso Caroni a nome della commissione. Ma per il Parlamento e l'opinione pubblica, ciò comporterà invece una maggiore trasparenza. Nella sua analisi, il Governo dovrà esaminare in particolare gli effetti sui diritti fondamentali e la questione della compatibilità con il diritto di rango superiore.
Il progetto prevede che il Consiglio federale debba motivare anche le ordinanze di necessità che si basano su leggi federali emanate dal Parlamento. Pur sostenendo l'obiettivo del progetto, il Consiglio federale si opponeva a quest'ultimo punto.
In tali casi, il Parlamento ha volontariamente conferito al Consiglio federale la competenza di gestire una crisi. Non vi è alcun trasferimento di potere dal legislativo all'esecutivo. Non è quindi necessario prevedere un obbligo specifico di motivazione, ha affermato in aula il consigliere federale Beat Jans.
Ma per Caroni, anche in questo caso il Consiglio federale gode di un ampio margine di manovra, ciò che giustifica a suo parere, condiviso dal plenum che lo ha seguito all'unanimità, una spiegazione.
Informazioni
Segreteria della Commissione delle istituzioni politiche (CIP)
spk.cip@parl.admin.ch