Lexipedia

23.4420 · Interpellanza · 2023-12-20

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Con l’entrata in vigore della Convenzione sulle munizioni a grappolo nel 2013, la Svizzera è contrattualmente vincolata ad astenersi dall’uso di munizioni a grappolo. Nel 2018 è stato completato lo smaltimento delle scorte di munizioni a grappolo (proiettili a submunizioni), acquistate fino al 1999 ad un costo di oltre 600 milioni di franchi svizzeri. Con l’abolizione dei proiettili a submunizioni, l’artiglieria si è notevolmente indebolita: la gittata è diminuita da circa 30 a 20 chilometri e, senza questo tipo di proiettili, la potenza di fuoco è notevolmente inferiore.

Da quest’estate gli Stati Uniti forniscono all’Ucraina munizioni a grappolo che a quanto pare sono utilizzate con successo in combattimento (si veda qui, tra l’altro): https://edition.cnn.com/2023/08/17/europe/ukraine-counteroffensive-urozhaine-intl/index.html)

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  • Il Consiglio federale come valuta la fornitura e l’uso delle munizioni a grappolo statunitensi in Ucraina?

  • Quali conclusioni si possono trarre sull’uso dell’artiglieria in un combattimento moderno?

  • Quali sono gli insegnamenti per l’Esercito svizzero e il loro impiego in caso di guerra?

  • Alla luce dell’attuale guerra in Ucraina il Consiglio Federale ritiene ancora che l’abolizione dei proiettili a submunizione e il conseguente indebolimento della nostra artiglieria sia stata la giusta decisione?

  • Cosa sta facendo il Consiglio federale per aumentare il più rapidamente possibile la gittata e la potenza di fuoco della nostra artiglieria?

  • Sulla base delle conoscenze relative alla guerra in Ucraina potrebbe essere opportuno riequipaggiare la nostra artiglieria con proiettili a submunizione? In caso contrario, quali sono le alternative secondo il Consiglio federale?

Stellungnahme des Bundesrates

L’impiego di munizioni a grappolo ha gravi conseguenze umanitarie, in primis a causa del loro effetto indiscriminato e dell’elevato numero di proiettili inesplosi, ma anche per gli effetti diretti o indiretti. I proiettili inesplosi continuano a causare vittime tra la popolazione civile anche anni dopo la fine di un conflitto e ostacolano notevolmente la ricostruzione del Paese. Per questo nel 2012 la Svizzera ha ratificato la Convenzione sulle munizioni a grappolo (RS 0.515.093), che ha comportato anche un significativo rafforzamento dell’attuazione del diritto internazionale umanitario. La Convenzione è entrata in vigore il 1° gennaio 2013. La Svizzera si è quindi impegnata a non utilizzare, sviluppare, produrre o acquisire in altro modo, stoccare, trattenere o trasmettere ad altri munizioni a grappolo. Gli obblighi derivanti dalla ratifica della Convenzione sulle munizioni a grappolo sono state trasposti nella legislazione nazionale: conformemente alla legge federale sul materiale bellico, è vietato promuovere o incitare qualcuno a compiere una delle azioni sopracitate. Ad oggi la Convenzione sulle munizioni a grappolo conta 112 Stati firmatari. Al contrario della Svizzera e della maggior parte dei Paesi dell’Europa occidentale, Stati Uniti, Russia e Ucraina non hanno ratificato la Convenzione. Per quanto riguarda le domande concrete dell’interpellanza: In veste di firmatario della Convenzione sulle munizioni a grappolo, la Svizzera si impegna per far sì che quest’ultime non siano utilizzate, sviluppate, prodotte, stoccare o trasmesse ad altri, indipendentemente dalla guerra in Ucraina. Le munizioni a grappolo sono ancora utilizzate dagli Stati che non hanno ratificato la Convenzione, tra l’altro per compensare la carenza di munizioni di artiglieria. Le conseguenze a livello umanitario sono comunque gravose. Si ricorda che gli attacchi indiscriminati e sproporzionati sono vietati e costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario. Le scorte di munizioni sono un fattore essenziale per la capacità di difesa dell’Esercito svizzero. Il Consiglio federale lo aveva stabilito nel rapporto complementare al rapporto sulla politica di sicurezza del 7 settembre 2022 (FF 2022 2357). La Svizzera non utilizzerà nemmeno in futuro munizioni a grappolo o proiettili a submunizioni, il cui smaltimento è stato completato nel 2018. Le conseguenze umanitarie delle munizioni a grappolo utilizzate in Ucraina confermano tale decisione. Nel rapporto sul futuro dell’artiglieria del 2016, il Consiglio federale aveva indicato come la capacità del fuoco indiretto può essere ulteriormente migliorata senza ricorrere a munizioni a grappolo. Nei prossimi anni l’obice blindato M-109, in servizio da oltre cinquant’anni, sarà sostituito da un nuovo sistema d’artiglieria su ruote che consente un preciso fuoco d’appoggio fino a 50 chilometri. Inoltre, l’esercito sta attualmente valutando le possibilità di combattere obiettivi chiave con il fuoco a lunga gittata anche da distanze maggiori. Secondo il Consiglio federale la reintroduzione di munizioni a grappolo o proiettili a submunizioni nell’Esercito svizzero non è opportuna. Il Consiglio federale è convinto che la capacità del fuoco indiretto può essere garantita e ulteriormente migliorata senza l’impiego di munizioni a grappolo. A tal fine sono essenziali le scorte di munizioni, così come lo sfruttamento dei progressi tecnologici che riguardano i sistemi d’arma e le munizioni.