Guerra in Sudan. La Svizzera deve prevedere l'invio di aiuti di emergenza per un importo di almeno 100 milioni di franchi per far fronte a questa grave crisi
23.4442 · Interpellanza · 2023-12-21
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Secondo l’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), dopo 8 mesi di combattimenti il Sudan deve far fronte a una delle crisi umanitarie più rapide al mondo e a bisogni senza precedenti.
Più di 6,7 milioni di persone sono state costrette alla fuga dall’inizio del conflitto scoppiato a metà aprile tra le Forze armate del Paese e le Rapid Support Forces. 1,4 milioni di persone si trovano ora in uno dei Paesi confinanti, Paesi che stanno già affrontando molteplici crisi (di sicurezza, economiche, climatiche ecc.) e che non sono quindi in grado di accogliere, senza un aiuto esterno, questi migranti.
La situazione è ancora più drammatica nello stesso Sudan. Il 65 per cento della popolazione non ha più accesso all’assistenza sanitaria. La maggior parte degli ospedali nelle zone di conflitto ha smesso di funzionare mentre il colera si diffonde. L’OCHA stima che 17,7 milioni di persone (il 40 % circa della popolazione) soffrano per la mancanza di cibo. La situazione sarebbe già allarmante per circa 13 milioni di persone. L’economia del Sudan, una delle più fragili del mondo, è in caduta libera. Secondo l’FMI, il PIL è destinato a diminuire del 18 per cento nel 2023. Milioni di bambini, infine, non possono più andare a scuola.
In una simile situazione, il 4 ottobre scorso il Consiglio federale ha annunciato di aver stanziato 5 milioni di franchi per il Sudan, il Sudan del Sud e il Ciad.
È un buon inizio, ma è ben lungi dall’essere sufficiente se vogliamo rispondere seriamente a questa enorme crisi e fare la nostra parte in quanto ventesima economia mondiale e Paese con una forte tradizione umanitaria, perché l’OCHA ha stimato in 2,6 miliardi di dollari il fabbisogno a breve termine delle varie agenzie ONU e internazionali nella regione. Una cifra che potrebbe rapidamente essere rivista al rialzo.
Date le circostanze, il Consiglio federale sarebbe disposto a prendere in considerazione un contributo per l’aiuto umanitario d’emergenza di almeno 100 milioni di franchi da destinare a tutta quest’area in relazione alla crisi in corso in Sudan?
In caso contrario, quale sostegno intende fornire nel 2024 a questa regione, che sta vivendo la crisi umanitaria più grave a cui il nostro mondo deve far fronte attualmente?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è preoccupato per la situazione umanitaria in Sudan, che ha continuato a peggiorare da metà aprile 2023. La Svizzera si impegna attivamente per proteggere le persone in difficoltà sia in Sudan che nei Paesi confinanti. È attiva come membro del Consiglio di sicurezza dell’ONU, attraverso le sue rappresentanze nella regione e tramite gli interventi di aiuto umanitario e di cooperazione allo sviluppo della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). Dallo scorso aprile la DSC ha aumentato in modo sostanziale l’aiuto umanitario destinato al Sudan e ai Paesi confinanti – il Ciad, il Sudan del Sud, l’Egitto e l’Etiopia – che, nonostante debbano affrontare a loro volta notevoli sfide umanitarie, stanno accogliendo un gran numero di persone in fuga. Le misure di aiuto umanitario messe in atto dalla DSC in risposta alla crisi sudanese comprendono sia contributi finanziari che l’invio di personale tecnico esperto del Corpo svizzero di aiuto umanitario a supporto di diverse organizzazioni partner. Nel 2023 il sostegno finanziario ha raggiunto i 64 milioni di franchi, di cui circa un terzo destinati al Sudan e due terzi ai Paesi vicini. Questa somma, che corrisponde a quasi la metà dei fondi umanitari investiti nell’Africa subsahariana quell’anno, è stata resa disponibile grazie a riallocazioni interne delle risorse e al fondo di emergenza per gli aiuti umanitari. Secondo stime dell’ONU, nel 2024 i bisogni umanitari continueranno ad aumentare, non solo in Sudan, ma anche in altre zone dell’Africa subsahariana, come il Corno d’Africa e la regione del Sahel. Di fronte a questa situazione critica, la DSC intende portare avanti e ampliare il suo sostegno alla popolazione del Sudan e dei Paesi confinanti, nei limiti delle sue possibilità finanziarie. A tale scopo verserà in particolare contributi alle organizzazioni internazionali. Gli importi esatti saranno comunicati nei prossimi mesi. Secondo la pianificazione del budget, la DSC dispone di mezzi finanziari pari a circa 25 milioni di franchi per gli aiuti umanitari nella regione dell’Africa centrale e del Corno d’Africa, di cui 4 milioni destinati al Sudan.