23.4491 · Interpellanza · 2023-12-22
Cancelleria federale
Liquidato
Wortlaut
Nel 2011 e nel 2015, in occasione delle elezioni federali, quattro Cantoni hanno potuto avvalersi dello strumento del voto elettronico per i cittadini svizzeri residenti all’estero. Nel 2019 non è stata rilasciata alcuna autorizzazione all’uso del voto elettronico. Per le elezioni federali del 2023, tre Cantoni sono stati autorizzati ad avvalersene. Un confronto tra l’affluenza alle urne degli Svizzeri residenti all’estero alle elezioni federali del 2011, 2015, 2019 e 2023 nei Cantoni autorizzati a impiegare il voto elettronico mostra che la disponibilità di questo strumento incoraggia la partecipazione dei cittadini residenti all’estero. Anche per le votazioni del 18 giugno 2023 è stata osservata una maggiore affluenza di cittadini residenti all’estero nei Cantoni che prevedevano il voto elettronico.
Tuttavia, nelle elezioni federali del 2023, nei tre Cantoni autorizzati a fare uso del voto elettronico, l’affluenza dei residenti all’estero è aumentata in due Cantoni (BS, SG), mentre è diminuita significativamente in uno (TG). Le ragioni di questa differenza restano al momento sconosciute.
Alla luce della valutazione positiva degli aspetti tecnici e di sicurezza in occasione delle votazioni del 18 giugno 2023 e delle elezioni federali del 2023, il 22 novembre il Consiglio federale ha concesso ai Grigioni l’autorizzazione di principio per effettuare prove di voto elettronico nell’ambito delle votazioni federali. Ciò permetterà di aumentare di circa 12 000 unità il numero di elettori che il 3 marzo 2024 potranno votare per via elettronica: verrà così dato modo a un totale di 77 000 cittadini circa di servirsi di questo canale.
Considerata l’attuale tendenza positiva, sembra ora necessario incoraggiare i Cantoni che hanno già impiegato il voto elettronico e che dispongono del necessario quadro giuridico a tornare ad avvalersene nell’ambito della fase di prova in corso.
Tuttavia, per mettere tutti gli Svizzeri all’estero sullo stesso piano per le elezioni federali, i Cantoni che non dispongono di una legge sui diritti politici che autorizzi il voto elettronico o di un sistema di gestione delle liste elettorali che consenta l’attuazione del voto elettronico devono essere incoraggiati ad adottare le riforme legislative e amministrative necessarie per rendere possibile il voto elettronico.
In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
Alla luce dei risultati delle votazioni e delle elezioni del 2023, come valuta il Consiglio federale l’impatto del voto elettronico sull’affluenza alle urne degli Svizzeri all’estero?
Come spiega le differenze nell’affluenza alle urne tra i Cantoni e il calo dell’affluenza alle urne nel Canton Turgovia?
Oltre all’autorizzazione concessa ai Grigioni per l’uso del voto elettronico, con quali Cantoni la Cancelleria federale sta lavorando affinché nel prossimo futuro possa essere concessa loro tale autorizzazione? Quando è inoltre prevista la loro partecipazione alle prove?
Il Consiglio federale ritiene che entro le elezioni federali del 2027 tutti i Cantoni disporranno di un quadro giuridico tale da permettere loro l’uso del canale di voto elettronico?
Il Consiglio federale presenterà un nuovo rapporto sulla valutazione tecnica e politica del voto elettronico integrandovi i risultati delle prove effettuate? Se sì, quando?
Stellungnahme des Bundesrates
Ad domande 1 e 2: Negli ultimi anni, la Confederazione e i Cantoni hanno ripensato insieme la fase sperimentale del voto elettronico. Nel 2023, i Cantoni di Basilea Città, San Gallo e Turgovia sono riusciti a permettere a tutti i cittadini svizzeri all’estero con diritto di voto nel loro Cantone di votare per via elettronica. Nello scrutinio del 18 giugno 2023, il 54 per cento dei voti dall’estero è stato espresso online mediante il canale di voto elettronico. Per le elezioni del Consiglio nazionale del 22 ottobre 2023 la loro percentuale è stata del 61 per cento. Alcuni centri di ricerca si sono occupati di questioni relative all’effetto del voto elettronico sulla partecipazione elettorale nelle precedenti fasi sperimentali. Tuttavia, data la quantità limitata dei dati utilizzabili raccolti dopo la riorganizzazione della fase sperimentale, è ancora troppo presto per trarre conclusioni riguardo ai possibili effetti del voto elettronico sulla partecipazione degli elettori svizzeri all’estero. Ad domande 3 e 4: Se e con quali tempi i Cantoni creino le condizioni per il voto elettronico non dipende dalla Confederazione (cfr. da ultimo il parere del Consiglio federale in merito all’Ip. 23.4047 Christ «A quando il voto elettronico per gli Svizzeri all’estero e le persone con disabilità?»). Il successo della ripresa della fase sperimentale ha gettato un’importante base. Sia i Cantoni coinvolti nel progetto che la Confederazione sperano che ciò imprima uno slancio positivo e che altri Cantoni svolgano prove di voto elettronico contribuendo ad arricchire il bagaglio di esperienze in questo settore. Ad esempio, il Cantone di Ginevra ha inserito il voto elettronico tra le misure del suo programma legislativo 2023-2028. La Confederazione è in costante dialogo con i Cantoni in merito alle questioni relative al voto elettronico e li segue e sostiene attivamente. Nei prossimi anni sarà importante consolidare la fase sperimentale e farsi accompagnare in questo da organismi scientifici, in modo da poter trarre conclusioni eloquenti e fondate. Ad domanda 5: La trasparenza è uno dei pilastri della strategia del Consiglio federale per la riorganizzazione della fase sperimentale. In quest’ottica, la Confederazione, i Cantoni e il gestore del sistema Posta Svizzera tengono costantemente informato il pubblico attraverso i loro siti Internet e altri canali di comunicazione. Negli ultimi mesi, inoltre, il Consiglio federale ha avuto più volte l’opportunità di riferire al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati, in occasione di sedute delle commissioni e in risposta a interventi parlamentari, sulla riorganizzazione della fase sperimentale. Conclusioni circa le questioni chiave relative al voto elettronico, in particolare sulle questioni relative alla partecipazione, alla fiducia e all’accettazione, potranno verosimilmente essere tratte sulla base di una fase sperimentale consolidata di maggior respiro e andrebbero analizzate e pubblicate in una forma adeguata.