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23.4517 · Interpellanza · 2023-12-22

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Le imprese svizzere puntano sempre di più sull'uso di sistemi algoritmici. Ciò riguarda anche i lavoratori. Una nuova perizia giuridica dell'Università di San Gallo mostra che vi sono lacune nell'attuale quadro legale, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione dei lavoratori. In questo modo possono insorgere rischi che riducono i vantaggi di questi sistemi. Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

  1. Il Consiglio federale condivide la valutazione della perizia giuridica secondo cui vi sono lacune giuridiche nell'ambito della partecipazione, soprattutto se si utilizzano sempre di più sistemi algoritmici? Come si intende colmare queste lacune?

  2. Come valuta il Consiglio federale i rischi per i lavoratori derivanti dall'uso di sistemi algoritmici sul posto di lavoro? Come intende contrastare questi rischi?

  3. In che misura è possibile rafforzare il partenariato sociale esistente per essere pronti a un maggiore utilizzo dell'intelligenza artificiale sul posto di lavoro?

  4. Quali sono i dati disponibili riguardanti l'uso dell'intelligenza artificiale sul posto di lavoro e sugli effetti positivi e negativi che tale uso ha già ora sui lavoratori?

Stellungnahme des Bundesrates

Domanda 1: La legge sulla partecipazione (RS 822.14) prevede un diritto generale all'informazione (art. 9), completato da diritti speciali di consultazione, in particolare per quanto riguarda la salute sul lavoro (art. 10 cpv. 1 lett. a in combinato disposto con l'art. 48 cpv. 1 lett. a LL). Oltre ai diritti dei lavoratori all'informazione e alla consultazione, le norme sulla tutela della salute vietano i sistemi di sorveglianza o di monitoraggio del comportamento dei lavoratori sul posto di lavoro (art. 26 cpv. 1 OLL 3). La legge sulla protezione dei dati (RS 235.1), recentemente riveduta, prevede infatti un obbligo d'informazione rafforzato nel caso di decisioni automatizzate e la possibilità di richiedere l'intervento di una persona fisica, nonché l'obbligo di effettuare una valutazione d'impatto quando il trattamento previsto può comportare un rischio elevato per la personalità o i diritti fondamentali della persona interessata. L'intelligenza artificiale non si sta sviluppando in un vuoto giuridico. Il 22 novembre 2023, il Consiglio federale ha incaricato di analizzare i possibili approcci normativi per l'uso dell'intelligenza artificiale sotto la guida del DATEC e del DFAE. Quest'analisi tratterà anche l'eventuale necessità d'intervento in settori specifici. I risultati dei lavori sono previsti per la fine del 2024. Sulla base di questi, il Consiglio federale valuterà se vi siano lacune nelle suddette aree del diritto per quanto riguarda l'utilizzo dell'intelligenza artificiale sul posto di lavoro, quali interventi legislativi saranno necessari e come tenerne conto. Non è opportuno anticipare i risultati di questi lavori. Domanda 2: Il Consiglio federale è consapevole che il crescente utilizzo di sistemi algoritmici sul posto di lavoro è associato a incertezze. La possibile regolamentazione dell'intelligenza artificiale in Svizzera è quindi anche un tema centrale della strategia "Svizzera digitale" 2024, che persegue una trasformazione digitale responsabile della Svizzera a beneficio dell'intera popolazione. Eventuali rischi per i lavoratori saranno discussi e affrontati in questo contesto. Domanda 3: Nell'emanare la legge sulla partecipazione, il legislatore ha presupposto che i partner sociali avrebbero elaborato insieme delle soluzioni. Spetta ora in primo luogo ai partner sociali stessi assumersi questa responsabilità e prepararsi a un maggiore impiego dell'intelligenza artificiale. Domanda 4: Il Consiglio federale non dispone di dati dettagliati sull'uso dell'intelligenza artificiale sul posto di lavoro. Per contro, il rapporto di monitoraggio del Consiglio federale del 9 dicembre 2022 sugli effetti della digitalizzazione nel mercato del lavoro mostra che, sebbene le professioni e le attività siano cambiate costantemente dall'ultimo monitoraggio del 2017, ciò non ha avuto effetti negativi sulla partecipazione al mercato del lavoro o sulla qualità delle condizioni di lavoro. Il Consiglio federale continuerà a seguire la situazione da vicino.