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23.4536 · Interpellanza · 2023-12-22

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

In risposta alla mia domanda 23.7811 relativa alla possibilità di previsioni più a lungo termine circa la pianificazione della costruzione di centrali elettriche, il Consiglio federale ha menzionato gli studi di System Adequacy condotti regolarmente dall’UFE e dall’ElCom e i relativi aggiornamenti successivi. In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

  • Nei loro prossimi studi sulla sicurezza dell’approvvigionamento in Svizzera, l’UFE e la Elcom calcoleranno il grado necessario di autoapprovvigionamento di elettricità invernale del Paese?

  • In passato, la ElCom ha fissato il volume massimo di importazioni di energia in inverno a 10 Twh con l’obiettivo di garantire un approvvigionamento stabile della Svizzera . Sulla base dell’esperienza acquisita con la crisi energetica, questo quantitativo è ancora adeguato?

  • Negli studi sulla sicurezza dell’approvvigionamento si tiene sufficientemente conto del fatto che la costruzione di grossi impianti può richiedere oltre 15 anni?

  • Fino a poco tempo fa, le previsioni della Confederazione si basavano principalmente sull’ampliamento del fotovoltaico nei comprensori insediativi. L’espansione degli impianti fotovoltaici sui tetti è controllabile solo in misura limitata e potrebbe rallentare nuovamente in futuro: come verranno gestiti questi aspetti?

Begründung

Da anni, in inverno la Svizzera aumenta l’importazione di energia e la crisi energetica dello scorso inverno ha sottolineato l’importanza della sicurezza dell’approvvigionamento. Il Consiglio federale e il Parlamento si sono attivati e hanno attuato misure con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento della Svizzera anche a breve termine. Gli studi regolari di UFE e ElCom terranno invece sufficientemente conto dei cambiamenti delle condizioni quadro. In base all’imminente regola del 70 per cento prevista per gli Stati membri dell’UE e in caso di eventuali ulteriori limitazioni per situazioni di crisi, è difficile prevedere la disponibilità internazionale di energia. Pertanto, il grado di autoapprovvigionamento della Svizzera in inverno è un dato decisivo, soprattutto in vista di un ulteriore accordo sull’energia con l’UE. In caso di previsioni a lungo termine, è importante considerare che la costruzione di grossi impianti di produzione necessita molto tempo. Parallelamente, il potenziamento delle energie rinnovabili è avvenuto finora soprattutto nei comprensori insediativi. Tuttavia, questo sviluppo positivo in futuro potrebbe rallentare e, dipendendo dall’iniziativa privata, sarà di difficile controllo.

Stellungnahme des Bundesrates

1 e 2: Gli studi sulla sicurezza dell’approvvigionamento condotti dalla Confederazione (le cosiddette analisi della «system adequacy») consentono di tenere conto di importanti fattori determinanti e di valutare la situazione dell’approvvigionamento con l’aiuto di diversi scenari. La Commissione federale dell’energia elettrica (ElCom) ha inoltre aggiornato la propria analisi della produzione invernale a titolo complementare per le prospettive a lungo termine (per il 2030 e per il 2035). L’attenzione è rivolta alla produzione e alla domanda di energia elettrica a livello nazionale, mentre sono esclusi gli sviluppi all’estero e quindi le possibilità di importazione. L’analisi fornisce quindi grandezze misurabili semplificate per la resilienza a lungo termine dell’approvvigionamento svizzero e rileva due indicatori chiave: da un lato, il fabbisogno di importazione di energia elettrica nel semestre invernale e, dall’altro, il numero di giorni in cui la Svizzera potrebbe approvvigionarsi autonomamente verso la fine dell’inverno, quando gli impianti di stoccaggio stagionali sono già in gran parte vuoti. Questo ipotizzando che le importazioni cessino completamente per un certo periodo di tempo a causa di una situazione di tensione per l’approvvigionamento in Europa. Le analisi non calcolano un grado effettivo di autoapprovvigionamento, ma permettono di formulare affermazioni sulla capacità di autoapprovvigionarsi e sulla resilienza della Svizzera, che sono incluse negli scenari come grandezze determinanti. Le analisi della «system adequacy» mostrano che, con una buona combinazione di energia idroelettrica svizzera e di capacità di importazione, le principali difficoltà di approvvigionamento sul versante svizzero o europeo possono essere ben contrastate. La Confederazione punta inoltre ad aumentare la resilienza dell’approvvigionamento svizzero con diverse misure, tra cui il miglioramento dell’efficienza energetica, un maggiore potenziamento della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, l’aumento delle capacità di stoccaggio e una riserva invernale per garantire l’approvvigionamento elettrico. La ElCom aveva formulato il valore indicativo di 10 TWh per l’importazione netta massima nel semestre invernale sullo sfondo della situazione di grande tensione nell’approvvigionamento elettrico durante l’inverno 2016/17. Tuttavia, alla luce della ridotta capacità di esportazione dei Paesi limitrofi negli ultimi due inverni, il valore indicativo più basso deciso dal Parlamento nell’ambito della legge federale del 29 settembre 2023 su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili (FF 2023 2301, art. 2 cpv. 3 della legge sull’energia), pari a 5 TWh, appare adeguato in termini di valutazione del rischio. Per questo motivo la ElCom, nelle sue valutazioni aggiornate sulla capacità di produzione invernale fino al 2035 ha già tenuto conto di questo valore ridotto. 3 e 4: Le analisi sopra descritte incorporano negli scenari diverse ipotesi sullo sviluppo della produzione fotovoltaica svizzera. Le analisi tengono conto indirettamente anche del periodo di realizzazione degli impianti, in quanto gli scenari prendono in considerazione la disponibilità di tali impianti, o meglio del momento in cui vengono resi disponibili.