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24.025 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-02-14

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio sull’esercito 2024 del 14 febbraio 2024 ...

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 14.02.2024

Messaggio sull’esercito 2024: il Consiglio federale presenta i parametri di riferimento relativi all’orientamento a lungo termine dell’esercito

Nella sua seduta del 14 febbraio 2024 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio sull’esercito 2024, che per la prima volta sottopone al Parlamento parametri di riferimento per l’orientamento dell’esercito a livello strategico con un orizzonte temporale di 12 anni. Inoltre chiede crediti d’impegno pari a 4,9 miliardi di franchi per l’acquisto di materiale militare sull’arco di quattro anni, per il programma d’armamento 2024 e per il programma degli immobili del DDPS 2024. In più, sottopone al Parlamento il limite di spesa dell’esercito per gli anni 2025-2028 pari a 25,8 miliardi di franchi.

Con il messaggio sull’esercito 2024 il Consiglio federale coinvolge maggiormente il Parlamento nell’orientamento strategico dell’esercito, presentando un messaggio sull’esercito con parametri di riferimento per i prossimi 12 anni. In futuro tale messaggio sarà presentato al Parlamento all’inizio di ogni legislatura. I dibattiti parlamentari non verteranno più su singoli acquisti di armamenti, ma sulle capacità che l’esercito deve sviluppare o mantenere a lungo termine per adempiere i suoi compiti.

Nei prossimi anni il Consiglio federale intende rafforzare la capacità di difesa. Attualmente sono presenti lacune di capacità soprattutto nei settori Condotta e interconnessione e Rete informativa integrata e sensori, ma anche in termini di efficacia al suolo, in aria, nel ciberspazio e nello spazio elettromagnetico. Per affrontare queste sfide il Consiglio federale sottopone al Parlamento i parametri di riferimento per l’orientamento dell’esercito fino al 2035. Una parte delle lacune di capacità viene già colmata con il programma d’armamento 2024.

Potenziamento dei sistemi informatici e di telecomunicazione

Il credito d’impegno per il materiale dell’esercito 2024‒2027 pari a 3,52 miliardi di franchi viene usato, tra l’altro, per preparare gli acquisti futuri. Ad esempio vengono preparati il potenziamento dei sistemi informatici e di telecomunicazione ai livelli tattici inferiori (unità / corpi di truppa), l’acquisto di radar parzialmente mobili per la sorveglianza dello spazio aereo superiore e intermedio, l’acquisto di mezzi di difesa terra-aria a corta gittata nonché un mantenimento del valore dei carri armati da combattimento 87 Leopard 2.

Missili, sensori parzialmente mobili e centri di calcolo

Con il programma d’armamento 2024 vengono sottoposti crediti d’impegno pari a 490 milioni di franchi. Le truppe di terra vengono così equipaggiate con nuovi missili per combattere obiettivi blindati e oggetti chiave a lunga distanza. Il Consiglio federale intende inoltre acquistare sensori parzialmente mobili per riconoscere, localizzare, seguire e identificare meglio i velivoli. Altri due crediti d’impegno vengono utilizzati per attrezzare i Centri di calcolo DDPS esistenti e collegare i sistemi principali. Ciò consente di ammodernare un elemento fondamentale dell’infrastruttura informatica dell’esercito e di fornire una migliore protezione contro i ciberattacchi. Un ulteriore credito d’impegno permette di mantenere il valore del velivolo d’addestramento PC-7.

Con il programma degli immobili del DDPS 2024, il Consiglio federale presenta al Parlamento crediti d’impegno per 886 milioni di franchi, anche per la costruzione del nuovo Centro di calcolo «Kastro II», che come l’attuale Centro di calcolo «Fundament» sarà utilizzato esclusivamente per scopi militari. Verranno inoltre realizzati lavori di costruzione sulle piazze d’armi di Frauenfeld e Bière e la posa di una strada presso l’aerodromo di Emmen.

Limite di spesa dell’esercito con una nuova copertura

Infine il Consiglio federale chiede al Parlamento un limite di spesa dell’esercito per gli anni 2025‒2028, che si attesta a 25,8 miliardi di franchi e si basa sul decreto del Parlamento del 21 dicembre 2023 sul preventivo 2024 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2025‒2027. Secondo questo, nel 2025 e nel 2026 le spese dell’esercito aumenteranno del 3 per cento in termini reali e nel 2027 del 5,1 per cento in termini reali. Oltre al fabbisogno finanziario dell’Aggruppamento Difesa e di armasuisse Immobili, ora il limite di spesa dell’esercito per gli anni 2025-2028 copre anche tutti i settori dell’Ufficio federale dell’armamento armasuisse.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 03.06.2024

Quasi 30 miliardi per l'esercito fra il 2025 e il 2028
L'Esercito svizzero deve ricevere al più presto maggiori risorse. Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati approvando un aumento del tetto di spesa di 4 miliardi di franchi, a 29,8 miliardi, per il periodo 2025-2028.

Questa decisione, avversata dal Consiglio federale per ragioni finanziarie, è caduta dopo che la Camera dei Cantoni aveva bocciato in precedenza una mozione del Centro e della sinistra che chiedeva di istituire un fondo ad hoc da 15 miliardi per l'esercito e l'Ucraina non sottoposto al freno all'indebitamento.

Seppur contrari alla mozione, diversi oratori avevano affermato nel corso delle discussioni che i mezzi per la truppa si potevano accrescere nel rispetto del freno all'indebitamento (eventualmente tagliando in altre voci di spesa, come l'aiuto allo sviluppo).

Un'occasione di cui ha approfittato subito il plenum durante l'esame del messaggio 2024 sull'esercito e il limite di spesa per l'armata per il periodo 2025-2028. L'obiettivo è raggiungere l'1% del PIL entro il 2030. Per motivi finanziari, nel dicembre scorso, durante il dibattito sul preventivo 2024 della Confederazione, il parlamento aveva deciso di posticipare tale scadenza al 2035.

In precedenza, per quanto attiene al messaggio 2024 sull'esercito, il plenum ha aggiunto un credito d'impegno di 660 milioni contro il parere della sinistra e del Consiglio federale. Il progetto di legge ammonta a 4,9 miliardi, di cui 490 milioni per gli armamenti.

Circa l'aggiunta approvata dalla camera dei cantoni, a nome della commissione Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU) ha affermato che si tratta di mezzi in grado di difendere il paese da droni armati la cui acquisizione era prevista per il 2025, ma che va anticipata. A parere della "senatrice", in questo settore va colmata al più presto una lacuna. La Confederazione deve essere in grado di agire rapidamente, piazzando ordini in tempi brevi in modo da assicurarsi una posizione favorevole nelle liste d'attesa.

A nulla sono serviti gli inviti a procrastinare tale acquisto. "Si tratta di un acquisto importante, ma prima si dovrebbe risolvere la questione del finanziamento", ha sostenuto Mathias Zopfi (Verdi/GL), tanto più che il risparmio di tempo sarebbe minimo. L'ordine potrebbe essere effettuato quando saranno disponibili le risorse, ha fatto notare invano la "ministra" della difesa Viola Amherd.

Si aumenti il limite di spesa...

Non paghi di aver rimpinguato di 660 milioni il messaggio 2024 sull'esercito, il plenum ha poi innalzato il limite di spesa di ben 4 miliardi. Alla luce della situazione tesa della sicurezza in Europa, "le capacità di difesa del nostro Paese devono essere rafforzate rapidamente", ha dichiarato Gmür-Schönenberger. Dobbiamo prepararci allo scenario peggiore, come raccomandato dai servizi di intelligence di tutto il mondo, ha messo in guardia la "senatrice" lucernese.

"L'obiettivo è raggiungere l'1% del PIL svizzero entro il 2030", ha aggiunto Werner Salzmann (UDC/BE). L'esercito non può difendere il Paese se aspettiamo fino al 2035, come chiede il Consiglio federale, ha specificato il consigliere agli stati democentrista. "Tutti i Paesi intorno a noi stanno aumentando le spese militari e la NATO raccomanda il 2% del PIL", ha aggiunto il "senatore" bernese.

Il Consiglio federale era contrario a questo incremento visto lo stato delle finanze federali. Anche la sinistra ha tentato invano di opporsi, invitando alla moderazione. Decidiamo di innalzare i mezzi per l'esercito senza sapere come "come compenseremo altrove questi importi, se nell'agricoltura, i trasporti regionali o la cooperazione internazionale", ha criticato Zopfi.

...a scapito della cooperazione internazionale

Un quesito al quale ha risposto il plenum approvando - 24 voti a 18 e 3 astenuti grazie a PLR, UDC e una parte del Centro - una proposta di Benjamin Mühlemann (PLR/GL) che chiede di compensare i 4 miliardi supplementari per il 50% con decurtazioni nella cooperazione internazionale e il resto in seno al Dipartimento della Difesa. Per il Glaronese si tratta di compromesso accettabile, anche se a sinistra si è gridato allo scandalo.

Per Carlo Sommaruga (PS/GE) simili decisioni rischiano di danneggiare la politica estera e l'immagine della Svizzera. Una riduzione dell'aiuto allo sviluppo di 2 miliardi sarebbe indecente, a parere del "senatore" ginevrino, secondo cui non bisogna considerare solo la sicurezza ma anche la reputazione del Paese. Anche il Consiglio federale si è opposto al compromesso, venendo però battuto al voto.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 18.09.2024

Esercito, decisione attesa per domani
Dopo il primo giorno di discussioni sul messaggio dell'esercito 2024, il Consiglio nazionale non è ancora riuscito a trovare una soluzione su come finanziare l'innalzamento del limite di spesa. Creare un fondo ad hoc o compensare le maggiori uscite? Domani la risposta.

Nel suo messaggio, il Consiglio federale ha proposto un limite di spesa di 25,8 miliardi di franchi per il periodo 2025-2028. In giugno, il Consiglio degli Stati ha sostenuto un aumento del tetto di 4 miliardi di franchi a 29,8 miliardi, allo scopo di anticipare dal 2035 al 2030 l'obiettivo di portare la spesa militare all'1% del PIL.

I "senatori" propongono di compensare la metà dell'incremento nella cooperazione internazionale. Il resto dovrebbe essere risparmiato nel Dipartimento della difesa (15%) e in altri settori dell'Amministrazione federale (35%).

Anche il Nazionale, viste le forze in campo, dovrebbe approvare l'aumento del limite di spesa. Non c'è unanimità invece su dove trovare i mezzi finanziari necessari. Diverse, infatti, le proposte sul tavolo.

La Commissione delle finanze della Camera del popolo propone di ridurre la quota spettante ai Cantoni dell'imposta federale diretta, di aumentare l'efficienza dell'Aggruppamento Difesa e di Armasuisse, e di tagliare nella cooperazione internazionale e nelle uscite per il personale federale.

La Commissione della politica di sicurezza (CPS-N) non è invece riuscita a sbrogliare la matassa. A causa di veti incrociati ha respinto il decreto federale al voto d'insieme, il che equivale a una non entrata in materia.

In precedenza, dopo aver esaminato tutta una serie di varianti, la CPS-N aveva approvato, grazie al voto decisivo della sua presidente Priska Seiler Graf (PS/ZH), una proposta volta alla creazione di un fondo di 10 miliardi di franchi, rimborsabile mediante il budget ordinario dell'esercito.

Posizioni molto distanti

Durante il dibattito di entrata in materia, la portavoce del Gruppo socialista Priska Seiler Graf (ZH) ha affermato che il suo partito è disposto a votare un aumento del budget dell'esercito, a condizione che venga creato il fondo di 10 miliardi. "È l'unica proposta che il PS può sostenere", ha spiegato. Il Partito socialista sogna un mondo senza esercito, ma non è ancora giunto il momento, ha aggiunto la zurighese citando l'invasione russa dell'Ucraina.

In casa centrista non c'è invece unanimità: una parte del gruppo voterà a favore di un fondo temporaneo per l'esercito, l'altra per compensare l'aumento di spesa in diversi settori, ha affermato il portavoce Martin Candinas (GR). Il partito ha invece le idee chiare sulla priorità, ossia l'aumento del tetto di spesa di 4 miliardi di franchi. "Il nostro paese ha bisogno di più risorse per la sicurezza dei cittadini", ha detto il grigionese.

L'UDC non ha invece dubbi: l'aumento del tetto non va in nessun caso finanziato creando un fondo ad hoc. "Questa soluzione non farebbe altro che pesare sul finanziamento dell'esercito per le prossime generazioni", ha sostenuto Thomas Hurter (SH). Una posizione condivisa anche dal PLR: ci sono diversi modi per compensare l'aumento del budget dell'esercito, ha sostenuto Jacqueline de Quattro (VD), secondo cui molte sovvenzioni possono essere messe in discussione.

I Verdi hanno invece annunciato l'intenzione di bocciare in blocco l'aumento di spesa (l'hanno già fatto sul voto d'entrata in materia). Ci sono problemi ben più gravi nel mondo e l'esercito non sta definendo le sue priorità in modo corretto, ha detto Marionna Schlatter (ZH). Tanto più, ha aggiunto, che la situazione di minaccia immediata per la Svizzera non è cambiata.

Da parte sua, la consigliera federale Viola Amhed ha chiesto al plenum di rinunciare all'aumento del tetto massimo, e di raggiungere così l'uno percento del PIL solo nel 2035. "La situazione delle finanze della Confederazione non consente alcuna crescita aggiuntiva", ha sostenuto la ministra della difesa.

Cinque decreti

Il messaggio sull'esercito è composto da cinque decreti. Il primo fissa i parametri di riferimento per l'orientamento delle forze armate a livello strategico con un orizzonte temporale di 12 anni. In questo modo si potrà dare all'esercito maggiore sicurezza per la pianificazione fino al 2035, coinvolgendo maggiormente anche il parlamento sull'orientamento strategico della difesa.

Questo primo decreto - approvato con 131 voti contro 58 - è l'unico le cui discussioni sono terminate. Durante i dibattiti la sinistra ha chiesto che l'esercito si concentri maggiormente sulla protezione della popolazione e sul soccorso in caso di catastrofi. Con 130 voti contro 60, la maggioranza borghese ha però scelto di seguire la versione proposta dal Consiglio federale, secondo cui l'esercito va orientato in modo tale che la capacità di difesa tenga conto "di un contesto conflittuale ibrido".

Il secondo decreto riguarda l'acquisto di materiale dell'esercito per il periodo 2024-2027. Si tratta di 3,52 miliardi che verranno usati, tra l'altro, per preparare gli acquisti futuri.

Ad esempio vengono preparati il potenziamento dei sistemi informatici e di telecomunicazione ai livelli tattici inferiori (unità/corpi di truppa), l'acquisto di radar parzialmente mobili per la sorveglianza dello spazio aereo superiore e intermedio, l'acquisto di mezzi di difesa terra-aria a corta gittata nonché il mantenimento del valore dei carri armati da combattimento 87 Leopard.

Mediante il programma d'armamento (terzo decreto) il governo chiede crediti pari a 490 milioni. Le truppe di terra verranno equipaggiate con nuovi missili per combattere obiettivi blindati e altri oggetti a lunga distanza.

Previsto anche l'acquisto di sensori parzialmente mobili per riconoscere, localizzare, seguire e identificare meglio i velivoli. Altri due crediti verranno utilizzati per attrezzare i Centri di calcolo dell'esercito esistenti e collegare i sistemi principali. Ciò consente di ammodernare un elemento fondamentale dell'infrastruttura informatica dell'esercito e di fornire una migliore protezione contro gli attacchi cibernetici. Un ulteriore credito consentirà di preservare il valore del velivolo d'addestramento PC-7.

Col decreto sul programma degli immobili, vengono liberati 886 milioni anche per la costruzione del nuovo Centro di calcolo "Kastro II" che, come l'attuale Centro di calcolo "Fundament", sarà utilizzato esclusivamente per scopi militari. Verranno inoltre realizzati lavori di costruzione sulle piazze d'armi di Frauenfeld (TG) e Bière (VD) e la posa di una strada presso l'aerodromo di Emmen (LU).

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 19.09.2024

Esercito; ok a aumento spesa, finanziata con compensazioni
L'esercito avrà a disposizione 29,8 miliardi per il periodo 2025-2028. Tale somma è di 4 miliardi superiore a quanto chiesto dal Consiglio federale. L'aumento sarà finanziato procedendo a compensazioni in altri settori. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale.

Nel suo Messaggio sull'esercito 2024, il Consiglio federale aveva proposto un limite di spesa di 25,8 miliardi. In giugno, il Consiglio degli Stati ha sostenuto un aumento del tetto a 29,8 miliardi, allo scopo di anticipare dal 2035 al 2030 l'obiettivo di portare la spesa militare all'1% del PIL.

Decisione fatta sua oggi anche dalla Camera del popolo, non senza discussioni, talvolta anche accese. Gli schieramenti in campo, sinistra e partiti borghesi, hanno infatti due visioni ideologicamente opposte in merito di politica di sicurezza.

Due visioni

Fabian Molina (PS/ZH) ha detto di sospettare che i partiti borghesi siano più preoccupati per l'esercito come istituzione che per la sicurezza della Svizzera. "I russi non sono sul Reno, ciò non è cambiato con la guerra in Ucraina", ha sostenuto. Le minacce più grandi sono la guerra ibrida e il terrorismo, ha aggiunto Andrea Zryd (PS/BE).

"Dobbiamo essere preparati", ha replicato Mauro Tuena (UDC/ZH). Nell'incertezza che regna attualmente, nessuno sa cosa attende la Svizzera in futuro, ha sostenuto. Non si deve dare per scontato che alla Confederazione non accadrà mai nulla, ha aggiunto Jacqueline de Quattro (PLR/VD).

Citando un sondaggio secondo cui il 54% della popolazione è contraria all'aumento delle spese militari, Fabien Fivaz (Verdi/NE) ha poi chiesto che la decisione fosse sottoposta a referendum facoltativo.

Lo strumento del referendum finanziario non esiste in Svizzera, ha replicato la consigliera federale Viola Amherd. Se venisse introdotto, ha aggiunto, avrebbe conseguenze non solo per le forze armate, ma anche per l'agricoltura, l'istruzione, la ricerca e la cooperazione internazionale. Al voto l'eventualità di chiamare il popolo alle urne è stata respinta con 161 voti a 28 (3 gli astenuti).

Fondo o compensazioni?

Nella loro decisione presa durante la sessione estiva, gli Stati avevano proposto di compensare la metà dell'incremento nella cooperazione internazionale. Il resto dovrebbe essere risparmiato nel Dipartimento della difesa (15%) e in altri settori dell'Amministrazione federale (35%).

Oggi il Nazionale ha respinto la proposta di finanziarie la crescita creando un fondo speciale non sottoposto al freno all'indebitamento. Con 110 voti a 78 ha preferito l'opzione "compensazione" in una versione diversa da quella adottata dai "senatori".

Contrariamente agli Stati, la Camera del popolo non ha precisato la proporzione dei vari risparmi. Si è limitata a dire che i mezzi necessari agli investimenti nell'armamento saranno compensati o finanziati mediante la riduzione della quota cantonale sull'imposta federale diretta, l'aumento dell'efficienza dell'Aggruppamento Difesa e di Armasuisse (con l'obiettivo di risparmiare 500 milioni entro il 2028), nella cooperazione internazionale e nell'ambito delle spese per il personale in tutti i dipartimenti.

A difendere la creazione del fondo è stata la sinistra, malgrado la proposta sia inizialmente stata fatta da Martin Candinas (Centro/GR). L'Alleanza del Centro ha infatti votato in maggioranza per la variante "compensazioni" a causa del "comportamento non affidabile dei socialisti", ha dichiarato Nicole Barandun (Centro/ZH).

Avremmo preferito una soluzione diversa ma ci troviamo costretti ad appoggiare quella che troverà una maggioranza al voto finale, ha detto Barandun. Il Consiglio degli Stati, quando esaminerà le divergenze, potrà poi presentare una proposta di compromesso, ha aggiunto.

A PS e Verdi non piaceva in particolare la proposta di tagliare nella cooperazione internazionale. Sono un'aberrazione: sono fatti sulle spalle dei più deboli e ciò contribuirà solo ad accelerare i movimenti migratori contro i quali l'UDC si batte, ha sostenuto Molina. La cooperazione internazionale è parte integrante della politica di sicurezza, ha aggiunto Patrick Hässig (PVL/ZH).

A destra si è invece sottolineata la volontà di non aggirare le norme sul freno all'indebitamento: "il finanziamento deve essere risolto nel quadro del bilancio ordinario", ha sostenuto Heinz Theiler (PLR/SZ). Le misure proposte mirano a raggiungere un equilibrio tra entrate, risparmi e guadagni in termini di efficienza. Non prescrivendo obiettivi annuali quantificati, viene lasciato al Consiglio federale un certo margine di manovra, ha aggiunto Jacqueline de Quattro.

Cinque decreti

Il Messaggio sull'esercito, le cui discussioni al Nazionale sono iniziate ieri pomeriggio, è in realtà composto da cinque decreti. Il primo fissa i parametri di riferimento per l'orientamento delle forze armate a livello strategico con un orizzonte temporale di 12 anni. In questo modo si potrà dare all'esercito maggiore sicurezza per la pianificazione fino al 2035, coinvolgendo maggiormente anche il Parlamento sull'orientamento strategico della difesa.

Questo primo decreto - approvato con 131 voti contro 58 - è l'unico le cui discussioni sono terminate già ieri. Durante i dibattiti la sinistra ha chiesto che l'esercito si concentri maggiormente sulla protezione della popolazione e sul soccorso in caso di catastrofi. Con 130 voti contro 60, la maggioranza borghese ha però scelto di seguire la versione proposta dal Consiglio federale, secondo cui l'esercito va orientato in modo tale che la capacità di difesa tenga conto "di un contesto conflittuale ibrido".

Il secondo decreto - adottato oggi con 159 voti contro 21 e 4 astenuti - riguarda l'acquisto di materiale dell'esercito per il periodo 2024-2027. Si tratta di 3,52 miliardi che verranno usati, tra l'altro, per preparare gli acquisti futuri.

Ad esempio vengono preparati il potenziamento dei sistemi informatici e di telecomunicazione ai livelli tattici inferiori (unità/corpi di truppa), l'acquisto di radar parzialmente mobili per la sorveglianza dello spazio aereo superiore e intermedio, l'acquisto di mezzi di difesa terra-aria a corta gittata nonché il mantenimento del valore dei carri armati da combattimento 87 Leopard.

Mediante il programma d'armamento (terzo decreto, accettato con 161 voti contro 22 e una astensione) il Governo chiede crediti pari a 490 milioni. Le truppe di terra verranno equipaggiate con nuovi missili per combattere obiettivi blindati e altri oggetti a lunga distanza.

Previsto anche l'acquisto di sensori parzialmente mobili per riconoscere, localizzare, seguire e identificare meglio i velivoli. Altri due crediti verranno utilizzati per attrezzare i Centri di calcolo dell'esercito esistenti e collegare i sistemi principali. Ciò consente di ammodernare un elemento fondamentale dell'infrastruttura informatica dell'esercito e di fornire una migliore protezione contro gli attacchi cibernetici. Un ulteriore credito consentirà di preservare il valore del velivolo d'addestramento PC-7.

Col decreto sul programma degli immobili, approvato con 183 "sì" senza voti contrari (2 gli astenuti), vengono liberati 886 milioni anche per la costruzione del nuovo Centro di calcolo "Kastro II" che, come l'attuale Centro di calcolo "Fundament", sarà utilizzato esclusivamente per scopi militari. Verranno inoltre realizzati lavori di costruzione sulle piazze d'armi di Frauenfeld e Bière (VD) e la posa di una strada presso l'aerodromo di Emmen (LU).

Il quinto decreto concerne il limite di spesa per gli anni 2025-2028 e il modo di compensare l'innalzamento di tale milite. Tale decreto è quello che suscitato le maggiori discussioni. È stato adottato con 119 voti contro 64 e 9 astensioni.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 09.12.2024

Messaggio sull'esercito definitivamente adottato
Eliminando tacitamente l'ultima divergenza che ancora opponeva le due Camere, il Consiglio nazionale ha definitivamente adottato oggi il Messaggio sull'esercito.

La divergenza concerneva il Disegno 5, quello che tratta del limite di spesa dell'esercito 2025-2028. Nelle sedute precedenti, le Camere, dopo aver adottato un innalzamento dei fondi da 25,8 miliardi a 29,8 miliardi per il periodo citato, avevano anche deciso di compensare tale incremento con altre voci di spesa, segnatamente nella cooperazione internazionale.

Oggi il Consiglio nazionale ha però deciso di rinunciare a precisare tali compensazioni nel Messaggio dell'esercito, così come proposto dagli Stati la settimana scorsa. "Non è compito della Commissione di politica di sicurezza occuparsi di aiuto allo sviluppo", ha sostenuto il suo relatore Jean-Luc Addor (UDC/VS). Queste discussioni devono svolgersi in altra sede, durante l'esame del preventivo della Confederazione, come del resto sta già accadendo, ha aggiunto il vallesano.

Da notare che la questione aveva fatto parecchio discutere: inizialmente sul tavolo c'erano due proposte diverse per compensare l'aumento delle spese dell'esercito. Una prevedeva la compensazione, l'altra la creazione un fondo speciale non sottoposto al freno all'indebitamento. Quest'ultima opzione era la preferita dalla sinistra, ma la destra l'aveva respinta sostenendo che il finanziamento deve essere risolto nel quadro del bilancio ordinario.