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24.031 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-03-08

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 21. febbraio 2024 .....

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 08.03.2024

Il Consiglio federale definisce la politica in materia di educazione, ricerca e innovazione negli anni 2025–2028

In data 8 marzo il Consiglio federale ha trasmesso alle Camere il messaggio sulla promozione dell’educazione, della ricerca e dell’innovazione (ERI) negli anni 2025–2028. Sono previsti investimenti per un totale di 29,2 miliardi di franchi. L’obiettivo è permettere alla Svizzera di mantenere una posizione di spicco a livello internazionale nel settore ERI.

La promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione in una prospettiva di lungo termine da parte della Confederazione e dei Cantoni è una delle colonne portanti del successo elvetico e della competitività della Svizzera a livello internazionale. La permeabilità e la qualità del sistema formativo sono fondamentali per lo sviluppo personale dei singoli e per l'integrazione nella società e nel mercato del lavoro. Inoltre, la formazione e la ricerca sono alla base della creatività, dello spirito innovativo e dell'imprenditorialità orientata all'innovazione. Gli attori del settore ERI contribuiscono a gestire i cambiamenti sociali e tecnologici in corso e a far sì che vengano sfruttate le opportunità che ne derivano.

È in questo contesto che il Consiglio federale formula la sua politica ERI per il periodo 2025-2028. I principi fondamentali a cui si ispira sono la sussidiarietà e la collaborazione partenariale tra la Confederazione e i Cantoni nel sistema federalistico svizzero. Inoltre, la politica di promozione si basa su principi quali la libertà dell'insegnamento e della ricerca, l'approccio bottom-up con definizione di priorità specifiche, la competitività e l'eccellenza. In tutti i settori ERI l'attenzione si concentra su sfide trasversali come la digitalizzazione, l'uguaglianza delle opportunità, la sostenibilità e la cooperazione nazionale e internazionale.

L'importo richiesto, ovvero 29,2 miliardi di franchi, corrisponde a una crescita nominale annua dell'1,6 % e supera di 1,3 miliardi l'importo del periodo di sussidio 2021-2024. Dopo la consultazione tale importo nonché i crediti e i limiti di spesa sono stati adeguati alla correzione di bilancio, con una riduzione complessiva di 0,5 miliardi di franchi.

I crediti ERI servono a finanziare misure in materia di formazione professionale, formazione continua, scuole universitarie, promozione della ricerca e dell'innovazione. L'obiettivo di legislatura secondo il quale la Svizzera deve mantenere una posizione di spicco nel settore ERI viene adempiuto tramite alcune priorità mirate, come la promozione competitiva della ricerca e dell'innovazione (Fondo nazionale svizzero, Innosuisse, Accademie svizzere delle scienze). In proposito, si possono citare le iniziative d'eccellenza (p. es. Swiss Quantum Initiative) e il potenziamento della collaborazione a livello mondiale (cooperazioni di ricerca). Gli scambi internazionali vengono promossi anche in ambito formativo grazie ai programmi dell'agenzia di promozione Movetia. Un'ulteriore priorità è rappresentata dalla formazione continua, particolarmente importante data la carenza di personale qualificato.

Per il resto il nuovo messaggio ERI è improntato al consolidamento: la partecipazione della Confederazione ai costi della formazione professionale si avvicinerà al valore di riferimento legale del 25 % e sarà prorogato secondo le basi legali vigenti il sostegno finanziario all'intero settore universitario (compresi PF, università cantonali e scuole universitarie professionali).

Ogni quattro anni il Consiglio federale presenta al Parlamento un messaggio sulla promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione nel quale traccia un bilancio del periodo corrente (2021-2024) e definisce obiettivi, misure e fondi per il nuovo periodo di sussidio.
La pianificazione finanziaria ERI 2025-2028 è parte integrante del programma finanziario di legislatura, che mira a garantire un bilancio federale equilibrato sul lungo periodo senza perdere di vista il freno all'indebitamento.

Per la prima volta il messaggio ERI è stato sottoposto a una consultazione. La grande partecipazione testimonia il forte interesse per il settore ERI e la sua rilevanza per la Svizzera. Nella maggior parte dei pareri l'orientamento generale del messaggio è stato accolto con favore, mentre il volume finanziario è stato considerato insufficiente. Insieme al messaggio ERI il Consiglio federale pubblica il rapporto sui risultati della consultazione.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 29.05.2024

A causa della situazione tesa delle finanze federali, anche il settore dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione - cruciale per la prosperità del Paese - dovrà tirare la cinghia per il periodo 2025-2028, "accontentandosi" di investimenti di poco superiori a 29,3 miliardi di franchi. Fra l'altro gli studenti stranieri dei Politecnici federali saranno chiamati alla cassa mediante un aumento delle tasse di iscrizione, che dovrebbero triplicare rispetto agli Svizzeri, passando da circa 1500 franchi l'anno a 4500. Il dossier va agli Stati.

È quanto stabilito oggi dal Consiglio nazionale che, quale prima camera, ha affrontato il progetto governativo approvandolo per 135 voti a 56 (UDC), seguendo le raccomandazioni della sua commissione preparatoria che chiedeva un incremento dei mezzi dell'1,7%, di poco superiore all'1,6% proposto dal Consiglio federale (pari a un taglio di 500 milioni a 29,2 miliardi, rispetto ai progetti originari del governo, ma tuttavia superiore di 1,3 miliardi rispetto al periodo 2021-2024), ma nettamente inferiore a una progressione del 2-2,5% difesa in aula dal campo rosso-verde onde tener conto dell'inflazione e delle richieste del mondo accademico, specie i Politecnici di Zurigo e Losanna.

Questi atenei, che figurano fra i migliori del pianeta si è sentito a più riprese durante i dibattiti, devono fare i conti con un sensibile incremento degli studenti e temono, a causa della progressione dei finanziamenti inferiore a quanto auspicato, conseguenze negative sulla qualità dell'insegnamento e della ricerca.

"Materia grigia"

Un grido d'allarme che è stato in parte accolto dal plenum (specie per i Politecnici) che ha insistito molto sull'importanza della formazione per il benessere del Paese. La Svizzera, è stato ricordato in aula, non possiede petrolio o altre materie prime, tranne quella "grigia". Una buona formazione, a livello professionale o accademico, significa maggiori chance di trovare un impiego in un mercato del lavoro altamente competitivo e minori possibilità di finire in disoccupazione.

Tuttavia, mentre il campo rosso-verde si è battuto per innalzare ulteriormente i mezzi finanziari, il centro-destra ha preferito limitare le spese alla luce delle difficoltà delle finanze federali, seguendo la via del compromesso tracciata dalla commissione. Le richieste dell'UDC di discostarsi da questo esercizio di equilibrismo proponendo maggiori tagli sono state respinte.

Più mezzi ai politecnici, tasse triplicate

Per quanto attiene ai Politecnici, a quest'ultimi sono stati allocati 100 milioni di franchi in più di quanto previsto dall'esecutivo per una somma globale di 11,2 miliardi, soprattutto per consentire a questi istituti di progredire negli studi sull'intelligenza artificiale. I tentativi dell'UDC e della sinistra di ritoccare verso il basso o l'alto questa cifra sono stati facilmente rintuzzati dalla maggioranza (Verdi liberali, Centro, PLR).

Come detto, a ciò si dovrebbero aggiungere i proventi generati dall'aumento delle tasse d'iscrizione per gli studenti stranieri. Stando al plenum, anche con un simile incremento questi emolumenti sono inferiori a quelli chiesti da altri atenei esteri (specie le università anglosassoni, notoriamente carissime, con tasse che superano abbondantemente i 50 mila franchi l'anno). Inoltre, in un frangente finanziariamente difficile, si tratta di chiedere un gesto agli studenti esteri per poter godere di una formazione di alto livello.

Durante il dibattito, i Verdi si sono espressi contro la proposta della commissione, sostenendo che un aumento delle tasse rischia di dirottare gli studenti più brillanti verso atenei di altri Paesi. Secondo Fabien Fivaz (NE), con questa decisione rischiamo insomma un autogol inutile, soprattutto se consideriamo le entrate generate che potrebbero raggiungere i 25 milioni di franchi nel 2029 secondo proiezioni poco attendibili, una somma risibile se paragonata ai miliardi in gioco. L'UDC aveva proposto addirittura di quintuplicare le tasse di iscrizione, venendo però sconfessata al voto.

Borse di studio, meno soldi per stranieri

Circa i crediti per la cooperazione internazionale in materia di educazione e per le borse di studio a studenti e artisti stranieri negli anni 2025-2028, il plenum ha deciso una diminuzione di 4 milioni - da 39 a 35 milioni - rispetto al limite di spesa previsto dal Consiglio federale.

Data la situazione tesa in cui versano le finanze federali intende limitare le borse di studio a beneficio degli studenti stranieri.

Le altre decisioni

Sempre nel corso della discussione, il plenum ha concesso maggiori mezzi alla formazione professionale, alle scuole universitarie cantonali e alle istituzioni che promuovono la ricerca per una somma globale di 152 milioni.

In particolare, è stato accresciuto di 1,5 milioni il limite di spesa per la formazione continua. L'obiettivo è renderla accessibile al maggior numero possibile di persone in Svizzera e contrastare così la carenza di manodopera qualificata.

Allo scopo di promuovere la Svizzera quale polo di innovazione, il plenum ha poi deliberato 9 milioni supplementari (a 12,8 milioni) per il parco svizzero dell'innovazione "Switzerland Innovation".

Per sostenere le strutture di ricerca di importanza nazionale che svolgono compiti che non possono essere supportati dalle scuole universitarie esistenti e da altre istituzioni del settore dell'istruzione superiore, sono stati stanziati ulteriori 4,5 milioni (a 432,4 milioni). Nel periodo 2021-2024, 34 istituti di ricerca sono stati sostenuti conformemente alla legge federale sulla promozione della ricerca e dell'innovazione e la commissione vorrebbe continuare a garantire questo sostegno.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.09.2024

29 miliardi per ricerca ma meno mezzi per Politecnici
Ci sono volute quattro ore di dibattito oggi al Consiglio degli Stati per portare a termine, quale seconda camera, l'esame del messaggio sulla promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione per il periodo 2025-2028. Alla fine, i "senatori" hanno seguito quasi in toto le proposte del Consiglio federale che intende concedere a questi settori, giudicati da tutti cruciali per la prosperità del Paese, poco più di 29 miliardi di franchi, meno di quanto auspicato dalle cerchie interessate, a causa della situazione tesa delle finanze federali.

Politecnici, si stringa un po' la cinghia

Seguendo il Nazionale, pur decidendo di triplicare le tasse di iscrizione per gli studenti stranieri che intendono frequentare i Politecnici federali, i "senatori" si sono rifiutati di innalzare il tetto di spesa di 100 milioni di franchi per questi due atenei, alle prese da anni con un forte aumento di iscritti, come stabilito dalla Camera del popolo. Va detto che per gli istituti di Losanna e Zurigo, il Consiglio federale prevede un tetto di spesa massimo, confermato oggi dalla camera dei Cantoni, di 11,116 miliardi.

Contrariamente al campo rosso-verde, battutosi nel corso della mattinata per un incremento dei crediti destinati a ricerca e innovazione, la maggioranza ha sostenuto che i mezzi messi a disposizione dal governo, sebbene meno importanti del previsto a causa delle finanze in sofferenza rispetto a quanto chiedevano i Politecnici, consentiranno a queste due università di rimanere in testa alla classifica dei migliori istituti del mondo.

29,2 miliardi dovrebbero bastare

Il consigliere federale Guy Parmelin ha fatto notare che i mezzi messi a disposizione nel messaggio, ossia 29,2 miliardi, sono superiori di 1,3 miliardi rispetto al periodo precedente, sebbene il governo sia stato costretto a un taglio di 500 milioni per tenere conto della situazione finanziaria non proprio rosea.

Una riflessione, quest'ultima, fatta propria dalla maggioranza del plenum che ha respinto sia gli aumenti di spesa auspicati soprattutto dalla sinistra (+152 milioni come stabilito dal Consiglio nazionale) che ulteriori tagli proposti in particolare dall'UDC.

Ciò non ha tuttavia impedito ai consiglieri degli Stati di modificare le proposte dell'esecutivo. In particolare, per quanto attiene alla formazione professionale, il plenum ha tagliato di 30 milioni (da 189,3 a 159,3 milioni) i mezzi destinati alla promozione di progetti come il programma Viamia che offre valutazioni professionali gratuite a persone di età superiore ai 40 anni, disponibile in tutti i Cantoni.

Il corposo dossier ritorna al Consiglio nazionale che dovrà eliminare le divergenze, in particolare quella relativa al finanziamento dei Politecnici. Da mesi questi istituti reclamano più mezzi per non perdere terreno nei confronti della concorrenza, più che agguerrita che mai.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 17.09.2024

Più mezzi per Politecnici e formazione professionale
Rimangono ancora lontane le posizioni fra le Camere circa il finanziamento della ricerca e dell'innovazione per il periodo 2025-2028: oggi il Consiglio nazionale ha ribadito che vuole più mezzi per questi compiti e, in particolare, 100 milioni in più per i politecnici federali e per la formazione professionale.

Affrontando il dossier quale seconda Camera, gli Stati hanno deciso la settimana scorsa di seguire - a causa delle finanze federali in sofferenza - la versione meno dispendiosa del Consiglio federale (che prevede pur sempre un finanziamento di poco più di 29 miliardi), mentre il Nazionale chiede 152 milioni supplementari.

In particolare, a causa del costante aumento degli iscritti, e della necessità di mantenersi in testa alla classifica degli atenei migliori al mondo, per 116 voti a 75 il plenum ha ribadito di volere 100 milioni in più (a 11,216 miliardi) per i politecnici di Zurigo e Losanna. L'UDC in particolare ha chiesto, invano, di allinearsi alla versione meno generosa degli Stati, facendo notare che i mezzi concessi, pur sempre in crescita da anni, dovrebbero bastare.

Il plenum ha poi ribadito, fra le altre cose, di volere un maggior impegno per la formazione professionale (+30 milioni), come anche per la formazione continua, in particolare per il progetto Viamia che offre in tutti i Cantoni valutazioni professionali gratuite a persone di età superiore ai 40 anni.

L'unico punto sul quale il Nazionale si è allineato agli Stati riguarda la fondazione "Switzerland Innovation": in questo caso, su richiesta di una minoranza, sono stati concessi 3,8 milioni invece di 12,8 milioni. La differenza fra i due rami del Parlamento, in soldoni, è di 142 milioni.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 23.09.2024

50 milioni in più per i Politecnici
Rimangono ancora alcune differenze fra le camere circa il finanziamento della ricerca e dell'innovazione per il periodo 2025-2028: oggi il Consiglio degli Stati ha tuttavia fatto un passo verso il Nazionale decidendo di innalzare i mezzi per i due Politecnici federali di 50 milioni a 11,166 miliardi di franchi.

La settimana scorsa la camera del popolo aveva ribadito che vuole più mezzi per questi due atenei, ossia 100 milioni, rispetto alla proposta del Consiglio federale. Oggi una minoranza ha chiesto, invano, di seguire il Nazionale, a causa in particolare dell'aumento degli iscritti, un fenomeno che dura da anni e che mette sotto pressione le due università interessate.

Un'altra minoranza ha proposto di rimanere la posizione degli Stati difesa finora, ossia confermare la proposta del Consiglio federale, sostenendo che tutti i settori della ricerca devono fare dei sacrifici, Politecnici compresi, alla luce delle difficoltà finanziarie della Confederazione.

È stato anche fatto notare che, rispetto al quadriennio precedente, il settore dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione riceve 1,3 miliardi supplementari, una somma importante anche se inferiore a quanto previsto inizialmente. Oltre a ciò, le camere hanno già stabilito di triplicare la tasse di iscrizione, ciò che dovrebbe generare 50 milioni di entrate supplementari per questi due centri di formazione e ricerca di fama internazionale.

Alla fine, però, l'ha spuntata la proposta di compromesso della maggioranza della commissione, anche per un solo voto di scarto (22 a 21), ossia 50 milioni invece di 100. Spetterà ora al Nazionale decidere se accogliere o meno questo compromesso.

Per quanto attiene ai contributi di base destinati alle università cantonali, l'ha avuta vinta una proposta di minoranza (24 voti a 19) che chiedeva di adeguarsi al Nazionale concedendo 32 milioni supplementari a 3,028 miliardi. In questo modo è stata eliminata un'importante divergenza.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 24.09.2024

50 milioni supplementari per i Politecnici federali
Per il periodo 2025-2028, i Politecnici federali riceveranno 50 milioni in più (a 11,166 miliardi di franchi) rispetto al progetto del governo. Lo ha stabilito oggi il Consiglio nazionale per 115 voti a 75 (UDC e diversi PLR) approvando il compromesso degli Stati.

Nel corso dell'esame sul messaggio riguardante l'educazione, la ricerca e la formazione, la camera del popolo aveva finora proposto 100 milioni in più per i due atenei di Losanna e Zurigo di fama internazionale, motivando tale decisione col costante incremento degli iscritti. Per motivi finanziari, gli Stati avevano finora confermato la proposta del Consiglio federale, finché ieri hanno votato, quale compromesso, un incremento di 50 milioni.

Oggi in aula l'UDC ha chiesto, invano, che si rimanesse alla versione originaria dell'esecutivo ricordando le difficoltà finanziarie della Confederazione, venendo però sconfessata dalla maggioranza del plenum, che ha preferito accogliere il compromesso dei "senatori".

Tra i due rami del parlamento permangono ancora alcune divergenze a livello di formazione professionale e incoraggiamento alla formazione di nuovi medici di famiglia e di base.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 25.09.2024

Cst: formazione e ricerca, si va in conciliazione
Sarà necessaria una conferenza di conciliazione per eliminare le ultime due differenze fra le camere circa il finanziamento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione per il periodo 2025-2028: oggi il Consiglio degli Stati si è adeguato al Nazionale su un solo punto, decidendo di concedere 25 milioni di franchi ai Cantoni, invece di 50, per la formazione di nuovi medici di famiglia e di base.

Su due altre voci di spesa, che saranno oggetto della conciliazione, i "senatori" sono rimasti sulle loro posizioni, che collimano con quelle del Consiglio federale. In particolare, le organizzazioni attive nella formazione continua dovrebbero accontentarsi di 75,7 milioni e non 77,2 come stabilito dal Nazionale.

Un'altra divergenza riguarda il tetto di spesa per gli istituti attivi nella ricerca, come il Fondo nazionale svizzero. In questo caso, il plenum considera che 5,167 miliardi siano sufficienti per il periodo preso in considerazione, mentre la camera del popolo vorrebbe innalzare questa somma di 22 milioni.

Nel corso dei dibattiti precedenti, i due rami del parlamento sono riusciti a trovare un punto di equilibrio su diverse voci. In particolare, hanno deciso di innalzare i mezzi destinati ai politecnici di 50 milioni di franchi, meno di quanto avrebbe voluto il Nazionale (100 milioni) ma di più di quanto auspicato dagli Stati (che non volevano alcun ulteriore incremento a causa della situazione difficile delle finanze federali). Sempre a livello di Politecnici, il parlamento si è però detto fin da subito d'accordo nel triplicare le tasse di iscrizione per gli stranieri (ora circa 700 franchi a semestre). Col tempo, un simile aumento dovrebbe giovare alle casse di queste due università, con maggiori entrate per 50 milioni.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 26.09.2024

Educazione e ricerca, accordo su messaggio 2025-28
Il messaggio riguardante il finanziamento dell'educazione, la ricerca e l'innovazione (ERI) nel periodo 2025-28 è giunto al termine del suo iter parlamentare. Sia il Consiglio nazionale che quello degli Stati hanno infatti accettato le proposte della Conferenza di conciliazione sugli ultimi punti in cui mancava l'accordo fra le Camere.

Le più importanti divergenze erano comunque già state appianate negli scorsi giorni. Ad esempio, i Politecnici federali di Zurigo e Losanna riceveranno 50 milioni in più (a 11,166 miliardi di franchi) rispetto al progetto del governo, un compromesso avanzato dai "senatori" e accolto dal Nazionale, che originariamente ne chiedeva 100. Oltre a ciò, è stato stabilito di triplicare la tasse di iscrizione per gli studenti stranieri.

Per quanto attiene ai contributi di base destinati alle università cantonali, invece, sono stati concessi 32 milioni supplementari a 3,028 miliardi. In totale, i mezzi messi a disposizione ammontano a poco più di 29 miliardi, vale a dire un aumento di circa 1,3 miliardi nel confronto con il quadriennio precedente.

Oggi rimanevano solo alcuni dettagli da limare. Seguendo la Conferenza di conciliazione, il Nazionale e gli Stati hanno approvato di fissare a 75,7 milioni - la somma stabilita dall'esecutivo e 1,5 milioni in meno di quanto aveva deciso in un primo momento la Camera del popolo - il limite di spesa per il finanziamento dei contributi alle organizzazioni della formazione continua e ai cantoni.

Dal canto suo, il limite per attività di promozione della ricerca come quelle del Fondo nazionale svizzero o delle Accademie svizzere delle scienze è stato fissato a 5180,6 milioni, ovvero una via di mezzo fra le Camere e 13,4 milioni in più della proposta governativa originale.

Comunicato stampa della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale del 13.11.2024

In attuazione delle decisioni adottate dalle Camere federali nel settembre 2024 riguardo al messaggio ERI 2024 (24.031 n), sono state accolte le seguenti proposte:

  • aumento di 12,5 milioni di franchi del contributo finanziario al settore dei PF e di 3,4 milioni di franchi del contributo federale alle istituzioni di promozione della ricerca (13 voti contro 12 in entrambi i casi);

  • incremento, senza incidenza sulle finanze, di 7,8 milioni di franchi dal 2026 dei contributi forfettari ai Cantoni nel settore della formazione professionale e di 1,1 milioni di franchi dei mezzi destinati al sostegno delle strutture di ricerca d’importanza nazionale (senza voti contrari in entrambi i casi), nonché incremento dei sussidi di base alle università e alle scuole universitarie rispettivamente di 8,1 e di 5,9 milioni di franchi (15 voti contro 10).

Informazioni

Stefan Koller, segretario della commissione,

058 322 95 35,

fk.cdf@parl.admin.ch

Commissione delle finanze (CF)