Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà). Iniziativa popolare e controprogetto diretto
24.063 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-06-26
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 26 giugno 2024 concernente l’iniziativa popolare «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)» e il controprogetto diretto (Decreto federale concernente la valuta svizzera e l’approvvigionamento in numerario)
Ausgangslage
Risultati della votazione popolare:
L'iniziativa popolare è stata respinta nella votazione popolare dell’8 marzo 2026, dal 54,39 per cento dei votanti e dalla maggioranza dei Cantoni (11 Cantoni che dispongono di un voto e 6 Cantoni che dispongono di mezzo voto).
Il controprogetto è stato accettato nella votazione popolare dell’8 marzo 2026 dal 73,40 per cento dei votanti e dalla maggioranza dei Cantoni (20 Cantoni che dispongono di un voto e 6 Cantoni che dispongono di mezzo voto).
Comunicato stampa del Consiglio federale del 26.06.2024
Il Consiglio federale licenzia il messaggio sul controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Il denaro contante è libertà»
Nella seduta del 26 giugno 2024 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente il controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)». Pur respingendo l’iniziativa popolare, prevede di iscrivere nella Costituzione la garanzia dell’approvvigionamento in denaro contante e il mantenimento del franco come valuta svizzera. Il controprogetto diretto riprende così le due richieste principali dell’iniziativa popolare ma contiene formulazioni più precise rispetto alla proposta del comitato d’iniziativa. Nel quadro della procedura di consultazione il controprogetto è stato accolto con largo favore.
L’iniziativa popolare federale «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)», depositata il 15 febbraio 2023 dal Movimento svizzero per la libertà, chiede che le monete o le banconote siano sempre disponibili in quantità sufficiente. Inoltre, l’eventuale sostituzione del franco svizzero con un’altra valuta deve sottostare al voto del Popolo e dei Cantoni. Tali richieste dovranno essere attuate mediante un’integrazione dell’articolo 99 della Costituzione federale, che concerne la politica monetaria. Il comitato d’iniziativa intende così garantire il mantenimento del denaro contante.
Il Consiglio federale riconosce la grande importanza del denaro contante per l’economia e la società. La legge del 3 ottobre 2003 sulla Banca nazionale (LBN) e la legge federale del 22 dicembre 1999 sull’unità monetaria e i mezzi di pagamento (LUMP) sanciscono oggi sia la garanzia dell’approvvigionamento in denaro contante sia il franco come valuta svizzera. Il Consiglio federale è disposto a inserire tali principi, già previsti nelle disposizioni di legge, anche nella Costituzione federale, per sottolineare l’importanza delle richieste avanzate dal comitato. Ritiene tuttavia che le formulazioni proposte dagli autori dell’iniziativa a completamento della Costituzione non siano sufficientemente precise.
Per questi motivi, il Consiglio federale respinge l’iniziativa popolare ma vi contrappone un controprogetto diretto. Il Governo ha licenziato il relativo messaggio nella sua seduta del 26 giugno 2024. Anche il controprogetto diretto prevede una modifica dell’articolo 99 della Costituzione. Tale articolo verrebbe completato da due nuovi periodi, sulla base delle disposizioni della legge sulla Banca nazionale e della legge sull’unità monetaria e i mezzi di pagamento: «La valuta svizzera è il franco» e «La Banca nazionale svizzera garantisce l’approvvigionamento in numerario». Il controprogetto diretto permetterebbe così di attuare le due rivendicazioni dell’iniziativa mediante disposizioni giuridiche precise e consolidate.
Il controprogetto iscrive nella Costituzione una prassi consolidata
Elevando la disposizione legale al livello della Costituzione, il compito della Banca nazionale concernente l’approvvigionamento in numerario non si è modificato in termini materiali. Il controprogetto non indica la quantità di numerario che deve essere disponibile, contrariamente all’iniziativa, che richiede una «quantità sufficiente». La formulazione del Consiglio federale («garantisce») implica però che il numerario disponibile debba essere sufficiente per il traffico dei pagamenti. Il vantaggio del controprogetto consiste inoltre nel fatto che la nuova disposizione costituzionale può orientarsi a un’interpretazione e una prassi ormai consolidate.
Nel quadro della procedura di consultazione il controprogetto diretto è stato accolto con ampio consenso. Nessun partecipante ha ritenuto che l’iniziativa fosse più adeguata del controprogetto.
Il Consiglio federale propone alle Camere federali di sottoporre il controprogetto diretto al voto del Popolo e dei Cantoni unitamente all’iniziativa, con la raccomandazione di respingere quest’ultima e accettare il controprogetto.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 05.03.2025
Denaro contante e franco nella Costituzione
Il mantenimento di monete e banconote va iscritto nella Costituzione, così come anche il franco svizzero quale divisa nazionale.
Lo chiede il controprogetto all'iniziativa popolare "Il denaro contante è libertà" respinta oggi tacitamente dal Consiglio nazionale. Il dossier va agli Stati.
Il controprogetto diretto, ossia a livello costituzionale, è stato approvato a larga maggioranza - 185 voti a 6 - al termine di un dibattito in cui la parola magica "libertà" è stata pronunciata più volte, in particolare dagli esponenti dell'UDC.
L'iniziativa, lanciata dal Movimento svizzero per la libertà, chiede di modificare l'articolo 99 della Costituzione federale affinché la Confederazione assicuri che il denaro contante sia sempre disponibile in quantità sufficiente e che la sostituzione del franco con un'altra moneta sia sottoposta al voto del popolo e dei cantoni. I promotori temono l'abolizione del contante e sono particolarmente preoccupati dalle attuali tendenze politiche, che auspicano un futuro in cui circola sempre meno contante. A loro avviso, una restrizione o una rinuncia al contante equivarrebbe a un mondo trasparente in cui le azioni di ogni individuo sarebbero costantemente monitorate.
Alla luce anche dell'ultimo sondaggio della BNS (inverno 2024) secondo cui il 95% degli interpellati rimane affezionato al contante come mezzo di pagamento, pur in un contesto di crescente utilizzo dei canali digitali, il Consiglio federale ha deciso di contrapporre all'iniziativa un controprogetto diretto poiché riconosce l'importanza delle monete e delle banconote per l'economia e la società.
Dignità costituzionale
Concretamente, il governo ha deciso di innalzare a dignità costituzionale le attuali disposizioni contenute nella Legge sulla Banca nazionale e sull'unità monetaria e i mezzi di pagamento che prevedono sia la garanzia dell'approvvigionamento in denaro contante sia il franco come valuta svizzera. Si tratta insomma, per l'esecutivo, di fare un passo verso il Comitato d'iniziativa con la speranza che quest'ultimo ritiri il suo testo.
Ma prima di giungere ai voti finali, dall'esito scontato, l'UDC in particolare ha preso le difese del comitato d'iniziativa per denunciare la strisciante perdita di "libertà" causata dall'arrembante digitalizzazione dei pagamenti, un'evoluzione quest'ultima che, come sostenuto in aula da Piero Marchesi, Paolo Pamini e Lorenzo Quadri, discrimina gli anziani, poco avvezzi a pagare con lo smartphone, sottoponendo la popolazione al rischio di una sorveglianza di massa, con tanti saluti per la "privacy".
Per non parlare dei pericoli insiti nei mezzi di pagamento elettronici, come un improvviso black out o un hackeraggio. La popolazione ha insomma il diritto di scegliere se pagare o meno in contanti, anche per tenere meglio sotto controllo le proprie finanze, mentre oggigiorno non è già più possibile in determinate occasioni, come l'acquisto di un biglietto del bus.
Un controprogetto pragmatico
A tali scenari orwelliani, il centro-sinistra, pur riconoscendo l'attaccamento della popolazione al franco svizzero e al denaro contante, ha sottolineato che la regolamentazione attuale non intralcia i pagamenti "cash", tanto che taluni - specie a sinistra - hanno rinfacciato ai democentristi di fare "propaganda" sostenendo in aula le argomentazioni dei promotori dell'iniziativa.
Di fronte al sostegno ricevuto dall'iniziativa, tuttavia, il governo ha deciso di elaborare un controprogetto "pragmatico" che tiene conto delle preoccupazioni dell'iniziativa, come sottolineato da Alex Farinelli (PLR/TI). Iscrivendo nella Costituzione gli aspetti principali dell'iniziativa, in futuro sarebbe necessario il voto di popolo e Cantoni per avviare qualsiasi cambiamento a livello monetario, come un ipotetico abbandono del franco svizzero a favore dell'euro.
Il pragmatismo evocato da Farinelli si è poi rispecchiato nel "no" del plenum - 121 voti a 67 - a una proposta dell'UDC che avrebbe voluto inserire nella Costituzione l'obbligo di accettare pagamenti in contanti. Una proposta, per la maggioranza e la consigliera federale Karin Keller-Sutter, contraria alla libertà contrattuale e che rischia di ostacolare l'introduzione futura di nuovi metodi di pagamento. Se per la maggioranza l'uso del contante deve rimanere possibile, non è però accettabile imporne uno in particolare ai commercianti.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 10.06.2025
Denaro contante, "no" a iniziativa e "sì" a controprogetto
Il mantenimento di monete e banconote va iscritto nella Costituzione, così come anche il franco svizzero quale divisa nazionale. È quanto chiede il controprogetto all'iniziativa popolare "Il denaro contante è libertà", adottato oggi anche dal Consiglio degli Stati all'unanimità, dopo il "sì" del Nazionale di marzo.
L'iniziativa, lanciata dal Movimento svizzero per la libertà, è invece stata respinta tacitamente dai "senatori". Visto che anche la Camera del popolo l'ha bocciata, sarà sottoposta a popolo e cantoni con la raccomandazione di respingerla.
Nel dettaglio, l'iniziativa chiede di modificare l'articolo 99 della Costituzione federale affinché la Confederazione assicuri che il denaro contante sia sempre disponibile in quantità sufficiente e che la sostituzione del franco con un'altra moneta sia sottoposta al voto del popolo e dei cantoni. I promotori temono l'abolizione del contante e sono particolarmente preoccupati dalle attuali tendenze politiche, che auspicano un futuro in cui circola sempre meno contante. A loro avviso, una restrizione o una rinuncia al contante equivarrebbe a un mondo trasparente in cui le azioni di ogni individuo sarebbero costantemente monitorate.
Alla luce anche dell'ultimo sondaggio della BNS (inverno 2024) secondo cui il 95% degli interpellati rimane affezionato al contante come mezzo di pagamento, pur in un contesto di crescente utilizzo dei canali digitali, il Consiglio federale ha deciso di contrapporre all'iniziativa un controprogetto diretto poiché riconosce l'importanza delle monete e delle banconote per l'economia e la società.
Concretamente, il governo ha deciso di innalzare a dignità costituzionale le attuali disposizioni contenute nella Legge sulla Banca nazionale e sull'unità monetaria e i mezzi di pagamento che prevedono sia la garanzia dell'approvvigionamento in denaro contante sia il franco come valuta svizzera. Si tratta insomma di fare un passo verso il Comitato d'iniziativa con la speranza che quest'ultimo ritiri il suo testo.
Le nuove disposizioni non introducono un vero e proprio obbligo di accettare il contante, ha precisato il relatore commissionale Hans Wicki (PLR/NW). Il Consiglio federale sta attualmente valutando un obbligo per le aziende di trasporto pubblico di accettare i contanti. Il denaro contante è un desiderio di molti, anche se i pagamenti elettronici sono sempre più diffusi, ha affermato la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter.
Il controprogetto torna ora al Consiglio nazionale per una divergenza minore. Nell'articolo costituzionale, il Consiglio degli Stati ha utilizzato la parola "franco" anziché "franco svizzero" come chiesto dal Nazionale.
L'amministrazione ha chiarito che "franco svizzero" non è l'ideale, poiché sulle banconote è riportato "franco", ha spiegato Wicki. Inoltre, il franco è utilizzato anche nel vicino Liechtenstein.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 08.09.2025
CN: denaro contante, "no" a iniziativa e "sì" a controprogetto
Il mantenimento di monete e banconote va iscritto nella Costituzione, così come anche il franco quale divisa nazionale. È quanto chiede il controprogetto diretto all'iniziativa popolare "Il denaro contante è libertà", adottato oggi anche dal Consiglio nazionale. Tra le due Camere sussisteva ancora soltanto una divergenza minore, che è stata appianata tacitamente. Il dossier è così pronto per le votazioni finali.
La raccomandazione di voto negativa all'iniziativa, lanciata dal Movimento svizzero per la libertà, era già stata decisa dai due rami del Parlamento, rispettivamente in marzo e in giugno.
Il controprogetto era tornato alla Camera del popolo per dirimere un'ultima differenza: nell'articolo costituzionale, il Consiglio degli Stati aveva utilizzato la parola "franco" anziché "franco svizzero" come chiesto dal Nazionale. L'amministrazione aveva poi chiarito che "franco svizzero" non era la formulazione ideale, poiché sulle banconote è riportato "franco", ha spiegato Thomas Burgherr (UDC/AG) a nome della commissione.
Più nel dettaglio, l'iniziativa chiede di modificare l'articolo 99 della Costituzione federale affinché la Confederazione garantisca che il denaro contante sia sempre disponibile in quantità sufficiente e che la sostituzione del franco con un'altra moneta sia sottoposta al voto del Popolo e dei Cantoni. I promotori temono l'abolizione del contante e sono particolarmente preoccupati dalle attuali tendenze politiche, che auspicano un futuro in cui circola sempre meno contante. A loro avviso, una restrizione o una rinuncia al contante equivarrebbe a un mondo trasparente in cui le azioni di ogni individuo sarebbero costantemente monitorate.
Alla luce anche dell'ultimo sondaggio della BNS (inverno 2024) secondo cui il 95% degli interpellati rimane affezionato al contante come mezzo di pagamento, pur in un contesto di crescente utilizzo dei canali digitali, il Consiglio federale ha deciso di contrapporre all'iniziativa un controprogetto diretto poiché riconosce l'importanza delle monete e delle banconote per l'economia e la società.
Concretamente, il Governo e il Parlamento hanno deciso di innalzare a dignità costituzionale le attuali disposizioni contenute nella Legge sulla Banca nazionale e sull'unità monetaria e i mezzi di pagamento che prevedono sia la garanzia dell'approvvigionamento in denaro contante sia il franco come valuta svizzera. Si tratta insomma di fare un passo verso il Comitato d'iniziativa con la speranza che quest'ultimo ritiri il suo testo.
Le nuove disposizioni non introducono un vero e proprio obbligo di accettare il contante, era stato precisato durante i dibattiti. Il Consiglio federale sta attualmente valutando un obbligo per le aziende di trasporto pubblico di accettare i contanti. Il denaro contante è un desiderio di molti, anche se i pagamenti elettronici sono sempre più diffusi, aveva affermato in giugno agli Stati la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter.
17.09.2025 Consiglio degli Stati
Adozione nella votazione finale
17.09.2025 Consiglio nazionale
Adozione nella votazione finale