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24.064 · Oggetto del Parlamento · 2024-07-02

Parlamento

Liquidato

Ausgangslage

Il Consiglio nazionale,

  • riconosce formalmente come un atto di genocidio gli atti sistematici commessi su larga scala e in modo mirato che causano una carestia e che vengono perpetrati nell'intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso in quanto tale;

  • pensa a tal proposito alle vittime dell’"Holodomor", che causò la morte per fame di circa quattro milioni di Ucraini, circa due milioni di Kazaki e di centinaia di migliaia di Russi, e riconosce l’Holodomor come un atto di genocidio.

  • L’Ufficio del Consiglio nazionale diffonde la dichiarazione della sua Camera alla comunità internazionale attraverso la rete diplomatica del DFAE.

Minoranza della Commissione (Rüegger, Buffat, Büchel, Grüter, Marchesi, Page, Tuena, Vontobel):

Respingere la dichiarazione

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 24.09.2024

Ucraina, Holodomor fu un atto di genocidio
L'Holodomor, ossia la carestia orchestrata dal potere sovietico negli anni '30 del secolo scorso mediante la collettivizzazione forzata delle proprietà terriere in Ucraina, fu un atto di genocidio. È quanto indica una dichiarazione adottata oggi dal Consiglio nazionale per 123 voti a 58.

L'Holodomor colpì l'Ucraina dal 1932 al 1933 durante il periodo staliniano: obiettivo era la collettivizzazione forzata della terra nonché l'indebolimento del sentimento nazionale ucraino. Il testo della dichiarazione sottolinea che circa quattro milioni di ucraini, circa due milioni di kazaki e diverse centinaia di migliaia di russi morirono a causa della carestia, causata anche dalle requisizioni forzate del raccolto destinato alle città e all'esportazione, durante questo periodo.

L'UDC ha votato contro la dichiarazione, sostenendo che il termine "genocidio" può essere definito solo da un tribunale internazionale, come la Corte penale internazionale. Per i democentristi, in un mondo sempre più polarizzato, caratterizzato dall'antagonismo crescente fra le grandi potenze, la Svizzera deve rimanere neutrale e proporre semmai i suoi buoni uffici per una composizione pacifica delle rivalità fra Stati.