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24.073 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-08-22

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 16 ottobre 2024 concernente l’attuazione e il finanziamento dell’iniziativa per una 13esima mensilità AVS

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 16.10.2024

13a rendita AVS: il Consiglio federale adotta il messaggio concernente l’attuazione e il finanziamento

La 13a rendita AVS sarà versata una volta all’anno, a dicembre, a partire dal 2026 e verrà finanziata con un aumento dell’imposta sul valore aggiunto di 0,7 punti percentuali. In questo modo l’equilibrio del Fondo di compensazione AVS sarebbe garantito fino al 2030. Nella sua seduta del 16 ottobre 2024, il Consiglio federale ha adottato e trasmesso al Parlamento il messaggio concernente l’attuazione e il finanziamento dell’iniziativa per una 13esima mensilità AVS.

L’iniziativa popolare «Vivere meglio la pensione (Iniziativa per una 13esima mensilità AVS)» è stata accettata nella votazione popolare del 3 marzo 2024. Con il suo messaggio, il Consiglio federale sottopone al Parlamento sia una proposta per l’attuazione della 13a rendita di vecchiaia che una proposta per il suo finanziamento.

Senza un finanziamento supplementare, già nell’anno dell’introduzione della 13a rendita di vecchiaia, nel 2026, le uscite dell’AVS supererebbero le entrate. Di conseguenza, il livello del Fondo di compensazione AVS scenderebbe rapidamente al di sotto della soglia legale del 100 per cento delle uscite di un anno dell’assicurazione. Il Consiglio federale propone pertanto di aumentare l’imposta sul valore aggiunto (IVA) di 0,7 punti percentuali. L’aliquota normale passerebbe così dall’8,1 all’8,8 per cento, quella speciale per prestazioni del settore alberghiero dal 3,8 al 4,2 per cento e quella ridotta per i beni di prima necessità dal 2,6 al 2,8 per cento. Con questi maggiori introiti l’equilibrio finanziario dell’AVS potrà essere garantito fino al 2030. Per l’ulteriore stabilizzazione dell’assicurazione dopo il 2030 il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento un progetto separato.

Il Consiglio federale propone inoltre di adeguare la quota delle uscite dell’AVS a carico della Confederazione. Le uscite supplementari per la 13a rendita di vecchiaia faranno infatti crescere anche il contributo che la Confederazione fornisce all’AVS. Nel 2026 queste uscite ammonteranno presumibilmente a circa 4,2 miliardi di franchi. Secondo l’ordinamento vigente, la Confederazione ne finanzierebbe automaticamente il 20,2 per cento, ovvero circa 850 milioni di franchi. Considerati i deficit che incombono sulle finanze federali, il Consiglio federale vorrebbe limitare l’onere supplementare della Confederazione riducendo il contributo di quest’ultima al 19,5 per cento. In questo modo, nell’anno dell’introduzione della 13a rendita di vecchiaia la Confederazione parteciperebbe alle relative spese nella misura di circa 450 milioni di franchi.

La 13a rendita di vecchiaia verrà versata una volta all’anno, nel mese di dicembre, a tutti i beneficiari di una rendita di vecchiaia. Questa modalità di versamento è stata accolta con favore da una chiara maggioranza dei partecipanti alla consultazione.

La 13a rendita di vecchiaia non deve comportare né la riduzione delle prestazioni complementari (PC) né la perdita del diritto a tali prestazioni. Per questo motivo, verrà esplicitamente esclusa dai redditi computabili nel calcolo delle PC.

Votazione popolare sull’aumento dell’IVA

L’aumento dell’IVA richiede una votazione popolare. Per poterlo attuare dal gennaio del 2026, il Parlamento dovrà terminare i dibattiti sul progetto al più tardi nel marzo del 2025 e la votazione si dovrà svolgere al più tardi nel settembre del 2025.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 04.12.2024

13esima AVS sarà versata una volta all'anno (dal 2026)
La 13esima AVS verrà versata una volta all'anno, nel mese di dicembre. È quanto prevede la legge d'applicazione dell'iniziativa popolare "per una 13esima mensilità AVS" approvata oggi all'unanimità dal Consiglio degli Stati. La questione del finanziamento sarà regolata ulteriormente.

La modifica della Legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS) adottata in data odierna è uguale in tutto e per tutto al Disegno 1 del Messaggio dal Consiglio federale di ottobre. Questo si occupa principalmente degli aspetti tecnici relativi al versamento della nuova mensilità.

Nel suo intervento, il relatore commissionale Damian Müller (PLR/LU) ha illustrato i vantaggi del pagamento unico della tredicesima AVS, rispetto a un supplemento da versare ogni mese: aiuta a saldare le numerose fatture che si ricevono generalmente alla fine dell'anno e permette una chiara distinzione tra la rendita mensile e la maggiorazione data dalla tredicesima.

Quest'ultimo aspetto è importante, in quanto la revisione della LAVS precisa nero su bianco che, come previsto nel testo della modifica costituzionale approvata in votazione lo scorso marzo da 16 cantoni e dal 58,2% dei votanti, l'ammontare della 13esima AVS non sarà preso in considerazione nel calcolo del reddito che determina la concessione di prestazioni complementari.

La tredicesima AVS, sebbene la revisione della legge non lo precisi, verrà versata per la prima volta nel dicembre 2026 (tale data è però implicitamente contenuta nel testo dell'iniziativa, ndr.). Lo ha garantito in aula la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.

Quest'ultima ha poi precisato che la tredicesima sarà versata unicamente agli assicurati che nel mese di dicembre hanno diritto a una rendita di vecchiaia. Ciò significa che chi muore tra gennaio e novembre, o i loro eredi, non hanno diritto a tale prestazione, ha spiegato la ministra dell'interno. In questo modo il costo della riforma è ridotto di 80 milioni di franchi all'anno.

Finanziamento

Nel suo messaggio, nei Disegni 2 e 3, il Consiglio federale propone di finanziare la tredicesima - i cui costi sono stimati a 4,2 miliardi di franchi al momento della sua introduzione nel 2026, di cui circa 850 milioni a carico della Confederazione. - con un innalzamento dell'imposta sul valore aggiunto di 0,7 punti percentuali.

L'aliquota normale IVA passerebbe così dall'attuale 8,1% all'8,8%, quella speciale per il settore alberghiero dal 3,8 al 4,2% e quella ridotta per i beni di consumo giornaliero dal 2,6 al 2,8%. Tale aumento sottostà a referendum obbligatorio.

Parallelamente all'aumento dell'IVA, il Consiglio federale propone di ridurre il contributo della Confederazione alle spese dell'AVS. Il 1° gennaio 2020, con l'entrata in vigore della Riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS (RFFA), il contributo della Confederazione è stato aumentato dal 19,55 al 20,2%. Ora il governo chiede di riportalo al 19,5%. In questo modo la Confederazione si assumerebbe circa 450 milioni di franchi di spese supplementari invece degli 850 citati.

La Commissione della sicurezza sociale, ha spiegato il suo relatore Damian Müller, ha però ritenuto, contrariamente al governo, che non ci sia fretta di agire. A suo dire, lo stato del fondo di compensazione AVS non peggiorerà seriamente fino al 2029.

Di conseguenza, il Parlamento ha e deve prendersi il tempo necessario per effettuare un'analisi approfondita delle varie forme di finanziamento possibili. Così facendo potrà tenere conto della profonda riforma del sistema AVS, che il Consiglio federale dovrebbe licenziare entro la fine del 2026.

"Non si tratta di perdere tempo, ma di integrare le nuove cifre sulle prospettive finanziarie dell'AVS pubblicate in settembre", ha detto Erich Ettlin (Centro/OW). Se si volesse aumentare l'IVA già nel 2026 si dovrebbe organizzare una votazione nell'autunno 2025. In caso di esito positivo, l'economia avrebbe solo due-tre mesi per adattarsi, un tempo giudicato dall'obvaldese insufficiente.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 03.03.2025

13esima AVS sarà versata una volta all'anno (dal 2026)

Ora è definitivo: la 13esima AVS verrà versata una volta all'anno, nel mese di dicembre. Dopo il Consiglio degli Stati in dicembre, oggi anche il Nazionale ha infatti approvato - all'unanimità - la legge d'applicazione dell'iniziativa popolare "per una 13esima mensilità AVS". La questione del finanziamento sarà regolata ulteriormente.

La modifica della Legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS) adottata in data odierna è uguale in tutto e per tutto al Disegno 1 del Messaggio dal Consiglio federale di ottobre. Questo si occupa principalmente degli aspetti tecnici relativi al versamento della nuova mensilità.

Oltre a prevedere il versamento di una unica tredicesima mensilità in dicembre (dopo la votazioni si era parlato della possibilità di versare un supplemento ogni mese, ndr.), la revisione della LAVS precisa nero su bianco che il suo ammontare non sarà preso in considerazione nel calcolo del reddito che determina la concessione di prestazioni complementari.

Sebbene la revisione della legge non lo precisi, la tredicesima AVS verrà versata per la prima volta nel dicembre 2026. Lo ha garantito in aula la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.

A nome della commissione, Samira Marti (PS/BL) ha poi precisato che la tredicesima sarà versata unicamente agli assicurati che nel mese di dicembre hanno diritto a una rendita di vecchiaia. Ciò significa che chi muore tra gennaio e novembre, o i loro eredi, non hanno diritto a tale prestazione. In questo modo il costo della riforma è ridotto di 80 milioni di franchi all'anno.

Durante le discussioni Léonore Porchet (Verdi/VD) ha chiesto di estendere la tredicesima anche alle prestazioni supplementari versate alla generazione transitoria di donne colpite all'aumento dell'età pensionabile. Per la vodese si tratta di un'ingiustizia.

La maggioranza (113 voti a 78) ha però seguito il relatore commissionale Benjamin Roduit (Centro/VS) che ha ricordato come tale supplemento non faccia parte della rendita, si tratta invece di una compensazione versata al di fuori dell'AVS. I costi supplementari sarebbero di 20 milioni, ha aggiunto la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider precisando che la proposta va però bocciata per motivi giuridici, non finanziari.

Il Disegno 1 è pronto per le votazioni finali.

Finanziamento

Come detto, la questione del finanziamento sarà trattata ulteriormente. Nel suo messaggio, nei Disegni 2 e 3, il Consiglio federale propone di finanziare la tredicesima - i cui costi sono stimati a 4,2 miliardi di franchi al momento della sua introduzione nel 2026, di cui circa 850 milioni a carico della Confederazione - con un innalzamento dell'imposta sul valore aggiunto di 0,7 punti percentuali, ha ricordato Marti.

L'aliquota normale IVA passerebbe così dall'attuale 8,1% all'8,8%, quella speciale per il settore alberghiero dal 3,8 al 4,2% e quella ridotta per i beni di consumo giornaliero dal 2,6 al 2,8%. Tale aumento sottostà a referendum obbligatorio.

Parallelamente all'aumento dell'IVA, il Consiglio federale propone di ridurre il contributo della Confederazione alle spese dell'AVS. Il 1° gennaio 2020, con l'entrata in vigore della Riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS (RFFA), il contributo della Confederazione è stato aumentato dal 19,55 al 20,2%. Ora il Governo chiede di riportalo al 19,5%. In questo modo la Confederazione si assumerebbe circa 450 milioni di franchi di spese supplementari invece degli 850 citati.

La Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati, dove si trovano attualmente i Disegni 2 e 3, ha però ritenuto, contrariamente al governo, che non ci sia fretta di agire. A suo dire, lo stato del fondo di compensazione AVS non peggiorerà seriamente fino al 2029.

Di conseguenza, il Parlamento ha e deve prendersi il tempo necessario per effettuare un'analisi approfondita delle varie forme di finanziamento possibili. Così facendo potrà tenere conto della profonda riforma del sistema AVS, che il Consiglio federale dovrebbe licenziare entro la fine del 2026.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.06.2025

Approvato finanziamento 13esima AVS
Il Consiglio degli Stati ha compiuto un primo passo verso il finanziamento della 13esima mensilità AVS. Dopo il "Sì" da parte di entrambe le Camere per l'attuazione dell'iniziativa popolare approvata a marzo 2024, oggi i "senatori" hanno deciso che sarà finanziata con un sistema misto che contempli l'aumento dell'IVA e l'incremento dei contributi salariali.

Il Parlamento si era già trovato d'accordo di versare la 13esima rendita una volta all'anno a partire da dicembre 2026. Resta però ancora da chiarire la questione della modalità della sovvenzione.

Con 23 voti favorevoli contro 19, il Consiglio degli Stati si è discostato oggi in prima lettura dalla proposta dell'Esecutivo, che puntava invece unicamente ad un aumento dell'imposta sul valore aggiunto di 0,7 punti percentuali, che consentirebbe di ristabilire le casse dell'AVS entro il 2030.

"Per il Consiglio federale è urgente garantire questo finanziamento. Abbiamo quindi rinunciato a sperimentazioni", ha spiegato al Plenum la responsabile del Dipartimento federale dell'interno (DFI) Elisabeth Baume-Schneider.

I "senatori" hanno però preferito optare per un duplice aumento. "Ciò permette di tutelare le famiglie con redditi bassi e di coinvolgere anche i pensionati. Con la soluzione unica del Consiglio federale, questi ultimi non pagherebbero infatti nulla per finanziare la 13esima rendita", ha puntualizzato Erich Ettlin (Centro/OW), che si è espresso a nome della maggioranza della Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS-S).

Questa soluzione permette anche di tenere conto di un'eventuale soppressione o incremento del tetto massimo delle rendite per i coniugi, oggi fissato al 150%, come richiesto da un'iniziativa popolare del Centro.

I contributi salariali dovrebbero essere aumentati di 0,4 punti percentuali a partire dal 1° gennaio 2028. "Un rinvio di due anni dell'attuazione è accettabile", ha sottolineato il relatore commissionale. Parallelamente, i contributi all'assicurazione contro la disoccupazione verrebbero ridotti di 0,2 punti. In tal caso l'aumento effettivo netto sarebbe quindi di 0,2 punti: 0,1 per i datori di lavoro e 0,1 per i dipendenti.

L'aumento dell'IVA previsto, di massimo un punto percentuale, avverrebbe in due fasi. Un primo aumento immediato di 0,5 punti percentuali servirà a finanziare la 13esima mensilità AVS, mentre un secondo aumento invece è previsto per finanziare appunto un'eventuale soppressione o aumento del tetto massimo delle rendite per le coppie spostate.

Ettlin ha inoltre spiegato che "il fondo di compensazione dell'AVS non potrà scendere in linea di principio al di sotto dell'80% delle uscite annue, rispetto all'attuale 100%". Qualora il fondo si avvicinasse a questa soglia critica, il Consiglio federale dovrebbe presentare rapidamente al Parlamento misure di stabilizzazione, mentre al di sotto dell'80%, l'Esecutivo dovrebbe essere tenuto ad attuare un secondo aumento dei contributi salariali, fino a un massimo di 0,4 punti percentuali. Il contributo della Confederazione al fondo di compensazione rimarrebbe fissato al 20,2%.

A detta di Ettlin la proposta rappresenta una soluzione equilibrata e in grado di garantire la stabilità finanziaria dell'AVS fino alla prossima grande revisione. Sottolinea inoltre che in questo modo i fondi necessari per sovvenzionare un eventuale aumento o soppressione del tetto massimo per le rendite dei coniugi sarebbero già iscritti nella legge. Una soluzione che però non è stata apprezzata dall'UDC e PLR.

Per Hannes Germann (UDC/SH), questo progetto è un "attacco diretto al nostro portafoglio". Seguendo questa linea "gli stipendi saranno più bassi e il costo della vita aumenterà notevolmente", gli ha fatto eco Josef Dittli (PLR/UR). "I lavoratori pagano 1'350 franchi e non ricevono nulla, mentre i pensionati pagano 550 franchi e ne ricevono 3'000 in cambio", ha sostenuto Germann.

Gli esponenti dei due partiti borghesi hanno criticato il disegno di legge sostenendo che al centro del dibattito figura il finanziamento di un'iniziativa - quella del Centro - che però non è ancora passata alle urne. UDC e PLR hanno auspicato una soluzione transitoria che si limiti unicamente ad un aumento dell'IVA di 0,6 punti percentuali applicato temporaneamente fino al 2030. Un'altra minoranza proponeva invece la non entrata in materia.

Dall'altra parte dello scacchiere, Pierre-Yves Maillard (PS/VD), artefice della 13esima rendita, ha ricordato che sui banchi del Parlamento si trovano cinque progetti relativi all'AVS. Le divergenze non mancano ed è necessario "trovare una via verso il più ampio consenso possibile". Anche Pascal Broulis (PLR/VD) ha accolto con favore la soluzione mista proposta dalla CSSS-S. "Se presentiamo all'elettorato l'iniziativa del Centro sul tetto massimo delle rendite, il popolo dirà di sì".

La soluzione votata dal Consiglio degli Stati frutterebbe circa 4 miliardi di franchi all'anno, a fronte dei circa 2,6 miliardi previsti dal progetto dell'Esecutivo. Questo senza tenere conto degli altri progetti che avrebbero un impatto sull'AVS, in particolare le rendite per vedovi e vedove.

Nel suo progetto, il Consiglio federale voleva ridurre temporaneamente il contributo della Confederazione al fondo di compensazione dal 20,2% al 19,5%. L'importo effettivo rimarrà quasi invariato rispetto a quello versato oggi da Berna, senza la 13esima rendita AVS, ha ricordato la "ministra" Baume-Schneider.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 10.09.2025

Finanziamento 13esima AVS solo con IVA, +0,7 punti fino al 2030

La tredicesima AVS va finanziata esclusivamente tramite un aumento di 0,7 punti percentuali - per il momento limitato al 2030 - dell'imposta sul valore aggiunto. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale con 108 voti contro 88 (2 gli astenuti). Il dossier torna al Consiglio degli Stati, che, oltre all'innalzamento dell'IVA, vorrebbe anche aumentare i contributi salariali.

Secondo le ultime cifre disponibili, la tredicesima AVS costerà 4,2 miliardi alla sua introduzione l'anno prossimo, ammontare che aumenterà progressivamente negli anni a seguire fino a raggiungere 5,4 miliardi nel 2040, ha spiegato il relatore commissionale Patrick Hässig (PVL/ZH).

Già l'anno prossimo, ha aggiunto lo zurighese, l'AVS conoscerà un deficit di ripartizione (quando le uscite superano le entrate, al netto degli investimenti, ndr.) e il fondo di compensazione scenderà sotto il minimo legale del 100%. È dunque importante agire rapidamente, ha sostenuto Hässig.

Tuttavia, ha aggiunto l'altro relatore commissionale Benjamin Roduit (Centro/VS), le nuove prospettive finanziarie dell'AVS mostrano che i deficit di ripartizione sono inferiori rispetto alle stime fatte in occasione dell'elaborazione del messaggio governativo. Nell'attesa di una riforma strutturale e durevole dell'AVS, è quindi sufficiente prevedere un finanziamento transitorio della 13esima. La commissione ha pertanto proposto un aumento temporaneo dell'IVA limitato al 2030.

La sinistra avrebbe voluto eliminare questo limite temporale. "La maggioranza prepara un futuro in cui potrà presentare l'innalzamento dell'età pensionabile come unica soluzione praticabile", ha denunciato senza successo Léonore Porchet (Verdi/VD).

Non ha avuto miglior fortuna - 102 voti a 96 - la proposta dello schieramento rosso-verde e del Centro di ricorrere anche all'aumento dei contributi salariali per finanziare la tredicesima. "In questo modo i milionari contribuirebbero in misura molto maggiore al finanziamento della previdenza per la vecchiaia", ha affermato Samira Marti (PS/BL).

Nel suo intervento la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha giustificato la scelta di intervenire unicamente nell'IVA, scartando quindi l'aumento dei contributi, con la necessità di ripartire i costi sull'insieme della società. Incluse quindi le persone pensionate che beneficeranno della 13esima rendita.

"No" (108 voti a 89), infine, anche alla proposta di Andri Silberschmidt (PLR/ZH) di aumentare di 0,5 punti percentuali l'IVA e di 6 mesi l'età di riferimento non appena il fondo AVS dovesse scendere sotto il limite del 90% delle spese annuali. La popolazione ha respinto alle urne con una maggioranza del 75% una iniziativa popolare simile del PLR, ha fatto notare Porchet.

Da notare anche che, nel corso delle discussioni, il Nazionale si è allineato agli Stati nel mantenere al 20,2% il contributo della Confederazione al fondo di compensazione. Il Consiglio federale avrebbe invece voluto ridurlo al 19,5%. La Confederazione deve fare la sua parte nel finanziamento della tredicesima, ha sottolineato Hässig.

Durante il dibattito di entrata in materia, Michael Graber (UDC/VS) ha chiesto di rinviare il dossier al Consiglio federale. L'UDC sostiene la decisione popolare di introdurre la tredicesima AVS, ma il suo finanziamento non deve andare a discapito di chi vive e lavora in Svizzera. Le proposte di aumentare i prelievi salariali e l'IVA, ha detto il vallesano, non faranno altro che diminuire il potere d'acquisto dei lavoratori e la competitività della Svizzera diminuirebbe.

Per Graber i soldi ci sono già: la Confederazione non ha mai incassato così tanti soldi come oggi; l'anno prossimo saranno addirittura 90 miliardi di franchi, il 5% in più. Insomma, per l'UDC si potrebbe recuperare i fondi tagliando ad esempio nella cooperazione internazionale, nell'asilo e nei contributi versati all'UE.

Da parte sua, il PLR chiedeva di non entrare in materia sul dossier, o, subordinatamente, di rinviarlo al governo: è necessaria una visione d'insieme che tenga conto dell'evoluzione demografica e indichi come garantire la sostenibilità dell'AVS sul lungo termine, ha sostenuto Regine Sauter (PLR/ZH). Le tendenze attuali sono piuttosto deludenti e puntano solo ad aumentare le entrate. "Ci aspettiamo invece che vengano messi in discussione anche le prestazioni".

Per la zurighese una semplice sanatoria dell'AVS tramite l'aumento di imposte e contributi non è accettabile: significherebbe gravare ancora di più sul ceto medio e sulle PMI. Con la diminuzione della popolazione attiva, ha fatto notare Sauter, il finanziamento dell'AVS non può essere scaricato esclusivamente sul lavoro e dunque sulla prossima generazione.

"Il mandato del popolo è chiaro, i tempi sono limitati e le prospettive finanziarie indicano chiaramente la direzione da seguire", ha replicato Lorenz Hess (Centro/BE) convincendo il plenum. Al voto le tre proposte di rinvio e di non entrata in materia sono infatti state sostenute solo dal PLR e dall'UDC, che da soli non dispongono della maggioranza.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 19.03.2026

CSt ribadisce soluzione mista per finanziamento tredicesima AVS

Solo una soluzione mista, basata su un aumento dell'IVA e dei contributi salariali, garantirebbe un finanziamento equilibrato e solidale della tredicesima mensilità AVS. Ne resta convinto il Consiglio degli Stati, che ha tuttavia proposto un compromesso al Nazionale.

Lo scorso giugno gli Stati avevano già approvato un finanziamento misto, ma a settembre il Nazionale aveva preferito scegliere il solo aumento dello 0,7% dell'IVA fino al 2030.

Illustrando le proposte della commissione preparatoria, il suo relatore Erich Ettlin (Centro/OW) ha spiegato che secondo i calcoli più recenti, la 13esima AVS costerà 4,2 miliardi nel 2026, 4,5 miliardi nel 2030, per poi salire a 5,4 miliardi entro il 2040. "Si tratta dunque di una sfida", ha sostenuto, aggiungendo che un punto percentuale di IVA genera circa 3,7-4 miliardi, mentre un punto percentuale di trattenute salariali ne genera circa 5.

Parlando della soluzione sul tavolo, Ettlin ha chiesto al plenum di restare fedele alla soluzione mista, che prevede un aumento sia dei contributi salariali sia dell'IVA. Un approccio definito equilibrato e corretto. L'incremento dell'IVA comporta infatti un contributo anche da parte dei pensionati, mentre l'aumento delle percentuali sui salari favorisce una redistribuzione, con i redditi più elevati che sostengono quelli più bassi.

Durante le discussioni una minoranza ha tentato invano di finanziare la tredicesima unicamente tramite l'IVA. "L'aumento dei contributi salariali non è una misura tecnica, ma di fatto una nuova tassa sul lavoro, inopportuna in una fase in cui il potere d'acquisto è sotto pressione e l'economia svizzera fatica a mantenere la propria competitività", ha sostenuto Josef Dittli (PLR/UR). In molte PMI semplicemente non esistono riserve sufficienti per assorbire un nuovo aumento dei prelievi salariali senza conseguenze, ha aggiunto Fabio Regazzi (Centro/TI).

Questo tipo di finanziamento è per Dittli profondamente iniquo: esclude completamente i pensionati e accentua la già significativa redistribuzione dai giovani agli anziani, destinata ad aumentare ulteriormente per ragioni demografiche.

La proposta della minoranza - un aumento temporaneo dell'IVA dello 0,7% (fino al 2033, o al 2030 secondo il Consiglio nazionale) - rappresenta una soluzione più equa e più solida sul piano economico. Consentirebbe inoltre al Consiglio federale e al Parlamento di guadagnare il tempo necessario per elaborare una riforma davvero sostenibile, che affronti senza tabù anche le misure strutturali, come l'età pensionabile, ha sottolineato l'urano.

Tale argomentazione non ha lasciato indifferente Pierre-Yves Maillard (PS/VD), che ha accusato il collega di perseguire la cosiddetta "strategia delle casse vuote". "Ciò che in realtà cercate è lasciare irrisolto il finanziamento, così da far emergere deficit e costringere il popolo ad accettare un aumento dell'età pensionabile", ha detto il vodese.

Da parte sua Flavia Wasserfallen (PS/BE) ha definito poco coerente la proposta di creare un finanziamento temporaneo tramite l'IVA per una prestazione che invece è introdotta in modo permanente a partire dal prossimo dicembre. Al voto l'ha spuntata la variante mista con 23 voti contro 18 e 2 astenuti.

La decisione nel dettaglio

Nel dettaglio, la nuova proposta uscita oggi dai banchi dei "senatori" prevede un aumento limitato dei contributi salariali di 0,3 punti percentuali e dell'IVA di 0,4 punti percentuali (anziché +0,4 e +0,5 punti percentuali, come deciso in prima lettura).

Considerata l'evoluzione della congiuntura, la Camera ha rinunciato inoltre alla riduzione simultanea dei contributi all'assicurazione contro la disoccupazione. Gli Stati hanno accantonato pure il disciplinamento del finanziamento di un'eventuale soppressione o di un aumento del limite massimo delle rendite dei coniugi.

La seconda fase di aumento dell'IVA, decisa dagli Stati in prima lettura, è così stralciata. Sarà esaminata in un disegno separato nel quadro della riforma delle rendite per superstiti che il Nazionale ha trasformato in un controprogetto indiretto all'iniziativa del Centro.

La Camera dei cantoni ha inoltre fatto un passo verso il Nazionale per quanto riguarda le riserve del fondo di compensazione AVS, proponendo di mantenere nella legge il principio secondo cui il livello del fondo non deve scendere al di sotto del 100% delle uscite annuali. Gli Stati avevano inizialmente deciso di abbassare tale valore di riferimento all'80%.

Confermata invece la decisione relativa all'introduzione di un meccanismo di intervento: se il fondo dovesse scendere stabilmente sotto la soglia critica del 100% delle uscite, il Governo dovrebbe tempestivamente sottoporre al Parlamento misure volte a stabilizzare il livello del fondo. Se quest'ultimo dovesse poi scendere sotto l'80%, il Consiglio federale attuerebbe automaticamente un ulteriore aumento dei contributi salariali, fino a 0,3 punti percentuali.

Questo automatismo è stato duramente criticato dalla minoranza. "Si tratta di un assegno in bianco per rinunciare alle riforme strutturali e scaricare nuovamente l'onere sulle imprese, sui lavoratori e sulle giovani generazioni", ha sostenuto Regazzi.

Non è vero che i redditi bassi e modesti ne saranno penalizzati. Al contrario, ne traggono vantaggio, perché con gli alti redditi contribuiscono molto di più al finanziamento, ha replicato Wasserfallen. Maillard ha poi smentito cifre alla mano la presunta esplosione dei contributi sociali: nel 2010 i datori di lavoro versavano l'8,15% della massa salariale; nel 2026, l’8,1%, ha sostenuto il vodese.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 03.06.2026

CN: finanziare 13esima AVS solo con aumento IVA

La tredicesima AVS va finanziata con un aumento dell'imposta sul valore aggiunto (IVA). Lo ha ribadito oggi il Consiglio nazionale con 99 voti contro 97. Rimane quindi la divergenza con gli Stati, che privilegiano un finanziamento misto (IVA e contributi salariali).

Concretamente, per la Camera del popolo le finanze dell'AVS vanno risanate nel quadro della prossima grande riforma del Primo pilastro, chiamata AVS2030. Il finanziamento adottato oggi è quindi da intendersi come soluzione transitoria. L'aumento dell'IVA è infatti limitato al 2033 (e non più fino alla fine del 2030 come previsto inizialmente, allo scopo di concedere più tempo per l'elaborazione della prevista riforma dell'AVS).

Altra novità rispetto a quanto approvato in prima lettura: l'aumento dell'IVA sarà di 0,5 punti percentuali (all'8,6%), anziché di 0,7. L'aliquota ridotta applicata ai beni e servizi di prima necessità, quali le derrate alimentari, rimarrà da parte sua invariata al 2,6% (in prima lettura il Nazionale aveva proposto un aumento di 0,2 punti).

"Grazie a questo aumento più moderato e alla tutela garantita dall'aliquota ridotta, l'onere finanziario risulterà sensibilmente inferiore, in particolare per le spese di prima necessità", ha spiegato Patrick Hässig (PVL/ZH) a nome della commissione. Questo incremento ridotto si spiega con le migliori prospettive finanziarie dell'AVS, ha precisato il relatore.

Esprimendosi sul principale punto che oppone le due Camere, Corina Gredig (PVL/ZH) ha sottolineato come un finanziamento mediante l'IVA sia più equo dal punto di vista generazionale rispetto a un aumento dei contributi salariali. "Se finanziamo la 13esima tramite i salari, a pagare saranno soprattutto le persone attive, coloro che oggi lavorano", ha aggiunto la zurighese.

Per Andri Silberschmidt (PLR/ZH) "bisogna essere onesti con la popolazione: l'AVS si trova di fronte a grandi sfide, che vanno prese sul serio". Lo zurighese ha invitato il plenum a evitare la "politica dei cerotti, che non fa altro che rincarare il costo della vita per la popolazione attiva".

Secondo Silberschmidt, l'AVS si trova davanti a una grossa sfida: "abbiamo un tasso di natalità ai minimi storici, siamo molto più sani e diventiamo tutti molto più vecchi". Per finanziare il Primo pilastro non ci si può però presentare ogni cinque o sei anni con aumenti delle tasse e dei contributi salariali. "Non si può andare avanti così".

Per il PLR occorre quindi una riforma globale, e il tema di un innalzamento dell'età pensionabile non deve essere un tabù. Del resto, ha sostenuto Silberschmidt, non è perché il popolo ha bocciato la legge sul CO2 che si è smesso di fare politica climatica.

Inutile l'opposizione del Centro e della sinistra, che avrebbero voluto sposare la soluzione proposta dal Consiglio degli Stati, ossia un aumento dei contributi AVS di 0,3 punti percentuali e un innalzamento dell'IVA di 0,4 punti.

"È una soluzione equilibrata, poiché distribuisce l'onere su più categorie: non grava eccessivamente né sulla popolazione attiva, né sui consumatori", ha sostenuto Thomas Rechsteiner (Centro/AI). La variante della maggioranza porta invece al prosciugamento del Fondo AVS; a quel punto si presenterà l'innalzamento dell'età pensionabile o il taglio delle prestazioni come unica alternativa possibile. "Non è esattamente per questo che il popolo ha votato", ha sostenuto l'appenzellese.

Anche la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha detto che l'aumento dell'IVA di 0,5 punti non sarà sufficiente a finanziare la tredicesima AVS. La ministra dell'Interno ha poi invitato il plenum a adottare una soluzione duratura nel tempo

Nel suo intervento, Samira Marti (PS/BL) ha ricordato i risultati della consultazione: il finanziamento misto è stato sostenuto da ben 21 Cantoni. Anche l'economia, e in particolare le associazioni di categoria dei settori dove vigono bassi salari - come gastronomia, turismo e agricoltura -, si è pronunciata a favore della soluzione proposta dagli Stati, perché è più equilibrata per i loro dipendenti.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 08.06.2026

13esima AVS, ribadito finanziamento misto

Continua lo scontro tra Consiglio nazionale e degli Stati in merito al finanziamento della 13esima AVS: oggi i "senatori" hanno ribadito - con 26 voti contro 18 - che la soluzione passa per un finanziamento misto, basato su un aumento dell'IVA e dei contributi salariali. Respinta la proposta della Camera del popolo, che vuole puntare unicamente sull'innalzamento dell'IVA.

Parlando della soluzione sul tavolo, il relatore commissionale Erich Ettlin (Centro/OW) ha chiesto al plenum di mantenere la divergenza. Le proposte degli Stati sono state definite equilibrate: l'incremento dell'IVA comporta un contributo anche da parte dei pensionati, mentre l'aumento delle percentuali sui salari favorisce una redistribuzione, con i redditi più elevati che sostengono quelli più bassi.

La Camera dei cantoni ha comunque fatto un passo verso il Nazionale riducendo la portata dell'aumento dell'IVA: nella versione adottata oggi, l'aliquota ridotta applicata ai beni e servizi di prima necessità, quali le derrate alimentari, rimarrebbe invariata al 2,6% (finora gli Stati avevano proposto un aumento di 0,2 punti). L'aliquota normale dovrebbe invece salire di 0,4 punti percentuali (all'8,5%).

Inoltre, contrariamente al Nazionale, che vorrebbe limitarne la durata al 2033, l'aumento dell'IVA chiesto dagli Stati non sarebbe limitato nel tempo. Nella sua ultima decisione risalente a mercoledì scorso, la Camera del popolo aveva proposto un aumento dell'aliquota ordinaria di 0,5 punti, mantenendo invariata quella per i beni essenziali.

La soluzione del Nazionale, che non prevede aumenti dei contributi salariali, è però insufficiente: i maggiori introiti generati dall'aumento dell'IVA resterebbero nettamente inferiori all'aumento delle uscite generate dalla tredicesima, ha fatto notare la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider. "La proposta uscita oggi dal banco degli Stati - ha aggiunto la ministra dell'interno - permette invece di finanziare a lungo termine la nuova prestazione".

Vane le obiezioni sollevate dalla minoranza: per Fabio Regazzi (Centro/TI) l'aumento dei contributi salariali ridurrebbe le remunerazioni nette e aumenterebbe i costi per le imprese, colpendo soprattutto PMI e settori già sotto pressione in un contesto economico difficile. A suo dire, la soluzione del Consiglio nazionale eviterebbe invece ulteriori aumenti dei contributi e consentirebbe di guadagnare tempo per una riforma più strutturale e sostenibile dell'AVS.

L'oggetto torna ora un'ultima volta - domani - al Consiglio nazionale. Se quest'ultimo non dovesse allinearsi a quanto deciso oggi dagli Stati, il dossier finirà in Conferenza di conciliazione. Se anche in quella sede non si troverà una soluzione, la 13esima verrà comunque versata a partire dal prossimo dicembre.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 09.06.2026

13esima AVS, nessun accordo, si va in conciliazione

Continua il braccio di ferro tra Consiglio nazionale e degli Stati in merito alle misure per coprire i costi della tredicesima AVS. Oggi la Camera del popolo ha nuovamente respinto la proposta dei "senatori", che prevede un finanziamento misto tramite IVA e contributi salariali, preferendo la via del solo aumento dell'IVA.

Come per sedute precedenti, la decisione di non ricorrere all'aumento delle trattenute salariali è stata presa di misura: 101 voti contro 95 (due gli astenuti). Il dossier va ora in Conferenza di conciliazione.

Nella sua decisione odierna, il Nazionale, per bocca del relatore commissionale Patrick Hässig (PVL/ZH), ha ribadito la necessità di risanare le finanze dell'AVS nel quadro della prossima grande riforma del Primo pilastro, chiamata AVS2030. Il finanziamento adottato oggi è quindi da intendersi come soluzione transitoria. L'aumento dell'IVA - +0,4 punti per l'aliquota normale, +0,2 per quella del settore alberghiero, nessun aumento per quella destinata ai beni di prima necessità - è infatti limitato al 2033.

Il "no" alla soluzione degli Stati è comunque stato pronunciato, come nelle scorse sessioni, soprattutto a causa dell'aumento dei prelievi salariali, che causerebbe un calo degli stipendi netti. Ad essere maggiormente toccata sarà la classe media inferiore, che già oggi fa fatica ad arrivare a fine mese, ha sostenuto Andri Silberschmidt (PLR/ZH), secondo cui la soluzione proposta non è socialmente sopportabile.

Per Diana Gutjahr (UDC/TG) è necessario individuare una soluzione solida e responsabile, e non quella politicamente più comoda. La nuova rendita sarà sì versata per la prima volta a dicembre, ma non è per questo che si devono prendere decisioni affrettate, ha aggiunto.

Il Centro e la sinistra hanno invece chiesto di adottare la soluzione mista. "È l'unica che permette di finanziare a lungo termine una prestazione, la tredicesima AVS, che non è limitata nel tempo", ha detto Thomas Rechsteiner (Centro/AI).

Secondo Samira Marti (PS/BL), la soluzione mista è anche la più equa, poiché i prelievi salariali sono proporzionali al reddito: "Chi guadagna di più paga di più", ha sottolineato. La deputata basilese ha inoltre accusato la destra di puntare, in prospettiva, all'aumento dell'età pensionabile. "Ma bisogna guardare la realtà in faccia, non è una soluzione che raccoglierà la maggioranza in votazione", ha avvertito.

La Conferenza di conciliazione - composta da membri delle rispettive commissioni delle due camere - si troverà nei prossimi giorni per elaborare una proposta di finanziamento. Sarà in seguito votata singolarmente in ogni consiglio. Gli Stati lo faranno questo giovedì, mentre il Nazionale si pronuncerà mercoledì di settimana prossima. Qualora anche una sola camera dovesse rifiutare la proposta della Conferenza di conciliazione, l'intero dossier verrebbe affossato. La 13esima AVS verrebbe in tal caso versata - a partire dal prossimo dicembre - senza essere finanziata.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 11.06.2026

13esima AVS, approvate proposte Conferenza conciliazione

Con 26 voti contro 19, il Consiglio degli Stati ha approvato oggi le proposte della Conferenza di conciliazione sul finanziamento della tredicesima AVS. La soluzione adottata è di tipo misto e prevede sia un aumento delle deduzioni salariali sia un incremento dell'IVA.

Il "sì" della Camera dei cantoni era scontato: le proposte scaturite dalla conciliazione ricalcano infatti la soluzione sostenuta dai "senatori". Il Consiglio nazionale ha invece sempre difeso la variante basata esclusivamente sull'aumento dell'IVA, e solo fino al 2033. Entro quella data, negli auspici della Camera del popolo, il Parlamento dovrebbe aver elaborato una soluzione duratura per garantire il finanziamento dell'AVS nell'ambito della prossima grande riforma del primo pilastro, chiamata AVS2030.

Concretamente, la soluzione della Conferenza di conciliazione prevede un aumento dei contributi salariali di 0,2 punti percentuali. La proposta contempla inoltre un aumento di 0,4 punti percentuali dell'aliquota ordinaria dell'IVA, che salirà quindi all'8,5%. Resterà invece invariata l'aliquota ridotta applicata ai beni e ai servizi di prima necessità, come i prodotti alimentari.

Ma per la minoranza - UDC e PLR - questa soluzione è "inaccettabile", come ribadito oggi in aula da Josef Dittli (PLR/UR). "Un aumento dell'IVA illimitato nel tempo riduce la pressione per una riforma strutturale dell'AVS", ha sostenuto l'urano.

Il "no" alle proposte della Conferenza di conciliazione rappresenterebbe invece un mandato al Consiglio federale affinché affronti la questione della 13esima rendita AVS nell'ambito della più ampia riforma AVS 2030. L'obiettivo, ha affermato Dittli, sarebbe "procedere rapidamente e, auspicabilmente, includere anche misure di carattere strutturale".

Se la tredicesima rendita non venisse finanziata subito, in futuro servirebbero entrate molto più elevate per riequilibrare l'AVS, ha però replicato la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider. Ogni anno senza finanziamento indebolisce infatti il fondo e riduce i rendimenti degli investimenti, rendendo il recupero sempre più difficile.

In questo scenario, nella riforma AVS2030 il Consiglio federale dovrebbe probabilmente prevedere un aumento dell'IVA di circa 0,9 punti o un incremento maggiore dei contributi salariali rispetto al compromesso attuale, ha proseguito la ministra dell'interno convincendo il plenum.

Il dossier passa ora all'esame del Consiglio nazionale, che si pronuncerà mercoledì prossimo. L'esito è tutt'altro che scontato: finora l'alleanza tra UDC, PLR e PVL ha prevalso di stretta misura sul fronte formato dal Centro e dalla sinistra, con posizioni che appaiono difficilmente conciliabili.

Qualora la Camera del popolo dovesse rifiutare le proposte della conciliazione, l'intero dossier verrebbe affossato. In questo caso, la 13esima AVS verrebbe comunque introdotta a partire dal prossimo dicembre, ma senza una fonte di finanziamento specifica.

Esiste tuttavia una terza possibilità, illustrata questa mattina agli Stati dal relatore della commissione Erich Ettlin (Centro/OW): il Consiglio nazionale potrebbe bocciare il decreto sull'aumento dei contributi salariali, ma approvare quello concernente l'incremento dell'IVA. I due disegni sono infatti legati tra loro in modo asimmetrico: l'aumento delle trattenute sui salari non può entrare in vigore senza il rincaro dell'IVA, mentre il contrario è possibile.

A sostegno di questo scenario vi è un editoriale pubblicato oggi dal Tages-Anzeiger: secondo l'autore, i Verdi-liberali potrebbero infatti accettare un aumento dell'IVA. Questa soluzione, però, non sarebbe sufficiente secondo Ettlin: permetterebbe di raccogliere circa 1,5 miliardi di franchi all'anno, a fronte di un aumento delle uscite legato alla 13esima AVS stimato tra 4,2 e 5 miliardi di franchi.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 17.06.2026

13esima AVS, finanziamento solo con IVA

Prosegue il braccio di ferro tra Consiglio nazionale e degli Stati in merito alle misure per coprire i costi della tredicesima AVS. Esprimendosi sulle proposte della Conferenza di conciliazione, oggi la Camera del popolo ha nuovamente respinto il finanziamento tramite i contributi salariali, ma ha approvato l'innalzamento dell'IVA.

Nel dettaglio, la proposta della Conferenza di conciliazione prevedeva un incremento di 0,2 punti percentuali dei contributi salariali. In seguito al "no" odierno del Nazionale, questa fonte di finanziamento viene definitivamente accantonata.

La conciliazione ha anche proposto un aumento di 0,4 punti percentuali dell'aliquota ordinaria dell'IVA (illimitato nel tempo), che salirà quindi all'8,5%. Resterà invece invariata l'aliquota ridotta applicata ai beni e ai servizi di prima necessità, come i prodotti alimentari.

"La soluzione uscita dalla conciliazione ci viene presentata come equilibrata, ma in realtà rappresenta una doppia stangata: sui consumi e sul lavoro, sulla classe media e sulle PMI", ha affermato Cyril Aellen (PLR/GE). Il deputato ginevrino ha precisato di non mettere in discussione né la 13esima rendita né la volontà popolare, ma ha criticato l'idea che ogni nuova prestazione sociale debba essere finanziata automaticamente con maggiori imposte, tasse o contributi.

Secondo Aellen, una politica responsabile dovrebbe affrontare le sfide strutturali dell'AVS, dall'aumento della speranza di vita alla sostenibilità finanziaria del sistema, senza fare affidamento esclusivamente su nuove entrate. In quest'ottica, il PLR, sostenuto dall'UDC, continua a ritenere che la questione debba essere affrontata nell'ambito della futura riforma AVS 2030.

Determinante si è rivelata la posizione del PVL, vero ago della bilancia. I Verdi liberali hanno respinto l'aumento dei contributi salariali ma, diversamente da quanto fatto in precedenza, hanno sostenuto l'incremento dell'IVA.

"Aumentare le deduzioni salariali invia un segnale sbagliato ai giovani e a chi lavora in questo Paese", ha dichiarato Patrick Hässig (PVL/ZH). "Non vogliamo un'ulteriore ridistribuzione dai giovani agli anziani, perché comprometterebbe l'equità intergenerazionale". Allo stesso tempo, ha aggiunto, è necessario prendere sul serio la situazione finanziaria dell'AVS e, in questo contesto, l'aumento dell'IVA rappresenta il male minore. Poiché tale misura non copre integralmente i costi della 13esima rendita, resterà comunque una forte pressione per una riforma strutturale del sistema.

Sinistra e Centro hanno invece difeso il finanziamento misto, basato sia sull'IVA sia sui contributi salariali. "È nostro dovere costituzionale garantire un finanziamento duraturo di questa nuova prestazione", ha sottolineato Valérie Piller Carrard (PS/FR), alludendo al fatto che il Nazionale aveva inizialmente accettato soltanto un aumento temporaneo dell'IVA (fino al 2033), in attesa della riforma AVS 2030.

"Qual è l'alternativa? L'aumento dell'età pensionabile evocato da PLR e PVL? Aprite gli occhi: il popolo l'ha respinto con il 75% dei voti appena due anni fa", ha dichiarato Piller Carrard. "La vostra soluzione - ha proseguito - è in un vicolo cieco democratico". Per rispetto della popolazione che ha sostenuto la 13esima rendita, "non possiamo far fallire questo progetto per dogmatismo", ha aggiunto la socialista friburghese.

Anche il Centro ha ribadito la necessità di garantire un finanziamento stabile e duraturo della 13esima rendita. "Chi introduce una nuova prestazione deve anche essere disposto a discuterne il finanziamento, altrimenti si rinvia il conto al futuro e si scarica la responsabilità sulle prossime generazioni", ha affermato Thomas Rechsteiner (Centro/AI).

Dal canto suo, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha avvertito che, senza un finanziamento immediato della 13esima rendita, in futuro saranno necessarie misure ben più incisive per ristabilire l'equilibrio finanziario dell'AVS. In tal caso, nell'ambito della riforma AVS 2030, il Consiglio federale dovrebbe prevedere un aumento dell'IVA di 0,9 punti percentuali oppure un aumento dell'IVA di 0,7 punti accompagnato da un incremento dei contributi salariali di 0,2 punti.

L'aumento dell'IVA deciso oggi dovrà ora superare l'ultimo ostacolo delle votazioni finali, in programma dopodomani. Se il sostegno del Nazionale appare possibile, l'esito al Consiglio degli Stati resta tutt'altro che scontato. I "senatori", che finora hanno sempre difeso una soluzione mista basata sia sull'IVA sia sui contributi salariali, accetteranno di approvare un compromesso ridotto? La risposta arriverà venerdì.

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