24.087 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-11-13
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Zusammenfassung
Scambio di note del 13 dicembre 2023 tra la Svizzera e l’Unione europea concernente il recepimento del regolamento (UE) 2023/2667 che modifica i regolamenti (CE) n. 767/2008, (CE) n. 810/2009, (UE) 2017/2226, (CE) n. 693/2003 e (CE) n. 694/2003 e la Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen, per quanto riguarda la digitalizzazione della procedura di visto (Sviluppo dell’acquis di Schengen)
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 13.11.2024
Digitalizzazione delle domande di visto Schengen
In futuro, le domande di visto Schengen dovranno essere presentate in forma digitale su una piattaforma europea. In quanto Stato Schengen, la Svizzera si associa a questa modernizzazione e modifica il suo diritto nazionale. Nella seduta del 13 novembre 2024, il Consiglio federale ha adottato il messaggio relativo alla digitalizzazione dei visti Schengen.
Il 13 novembre 2023 l’Unione europea (UE) ha adottato un regolamento sulla presentazione delle domande di visto per soggiorni di breve durata (90 giorni) nello spazio Schengen. Secondo questo nuovo regolamento, le domande di visto Schengen dovranno essere presentate su una piattaforma elettronica dell’UE ancora da sviluppare e attivare. I visti saranno emessi in forma digitale e sostituiranno quelli adesivi rilasciati in forma cartacea.
Per poter essere applicate, alcune disposizioni di questo sviluppo dell’acquis di Schengen devono essere trasposte nel diritto svizzero, il che necessita la modifica della legge sugli stranieri e la loro integrazione. Le modifiche in oggetto concernono in particolare le disposizioni relative alla futura piattaforma, il contenuto del sistema nazionale visti e la delega di nuovi compiti a terzi, ad esempio la verifica dei documenti di viaggio dei richiedenti.
Il trattamento digitale delle domande di visto consentirà di armonizzare le procedure nonché di semplificarle per i richiedenti e instaurerà una cooperazione efficace tra le autorità migratorie degli Stati Schengen. Saranno tuttavia previste eccezioni all’utilizzo della piattaforma dell’UE per le domande di visto, ad esempio in casi umanitari particolari o in presenza di difficoltà d’accesso a Internet. Il Consiglio federale definirà ulteriormente queste eccezioni in un’ordinanza.
La consultazione sul progetto si è conclusa il 22 marzo 2024. La stragrande maggioranza dei partecipanti si è espressa a favore della nuova piattaforma dell’UE per le domande di visto. Tale piattaforma sarà presumibilmente messa in esercizio nel gennaio 2028 e la Svizzera prevede di connettersi il prima possibile.
Modifica del formato dei visti
Il formato dei visti deve essere ridefinito affinché possano essere rilasciati in forma digitale. Pertanto, nella seduta dell’8 dicembre 2023, il Consiglio federale ha pure adottato modifiche dell'ordinanza concernente l'entrata e il rilascio del visto in base alle quali, oltre al visto cartaceo, sarà possibile ottenere quello digitale sotto forma di codice a barre. La digitalizzazione non concerne soltanto i visti Schengen di breve durata rilasciati sulla piattaforma europea, ma anche i visti nazionali.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 17.06.2025
Schengen, domande visto in futuro digitalizzate
In futuro, le domande di visto Schengen dovranno essere presentate in forma digitale su una piattaforma europea. Il Consiglio nazionale ha adottato oggi, per 126 voti a 59, un adeguamento della legislazione svizzera che permette di associarsi a questa modernizzazione. Spetterà ora agli Stati esprimersi.
La nuova normativa riguarda le domande di visto per soggiorni di breve durata (90 giorni) per entrare nello spazio Schengen. Il richiedente le presenterà su una nuova piattaforma ancora da sviluppare e attivare (l'attuazione è prevista per il 2028, l'adesione della Svizzera non prima del 2030). I visti saranno emessi in forma digitale e sostituiranno quelli rilasciati in forma cartacea, modalità quest'ultima che resterà comunque disponibile in casi eccezionali.
Per poter essere applicate, alcune disposizioni di questo sviluppo dell'acquis di Schengen devono essere trasposte nel diritto svizzero, il che necessita la modifica della legge sugli stranieri e la loro integrazione. "La digitalizzazione porterà benefici concreti sia per i richiedenti sia per l'amministrazione", ha indicato in aula Greta Gysin (Verdi/TI). Garantisce inoltre una migliore protezione contro le frodi perché rende più difficili le falsificazioni, ha fatto notare dal canto suo a nome della commissione Jean Tschopp (PS/VD).
Solo il campo democentrista ha sollevato perplessità, chiedendosi in particolare quanti costi questo progetto genererà in Svizzera. "Più in generale, abbiamo dei dubbi sull'efficacia del sistema da implementare", ha spiegato Jean-Luc Addor (UDC/VS), i cui timori non hanno però fatto breccia fra il resto dei deputati.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.09.2025
Schengen, domande visto in futuro digitalizzate
In futuro, le domande di visto Schengen dovranno essere presentate in forma digitale su una piattaforma europea. Dopo il Consiglio nazionale nel giugno scorso, il Consiglio degli Stati ha adottato oggi per 35 voti a 7 un adeguamento della legislazione svizzera che permette di associarsi a questa modernizzazione.
La nuova normativa riguarda le domande di visto per soggiorni di breve durata (90 giorni) per entrare nello spazio Schengen. Il richiedente le presenterà su una nuova piattaforma ancora da sviluppare e attivare (l'attuazione è prevista per il 2028, l'adesione della Svizzera non prima del 2030).
I visti saranno emessi in forma digitale e sostituiranno quelli rilasciati in forma cartacea, modalità quest'ultima che resterà comunque disponibile in casi eccezionali.
Per poter essere applicate, alcune disposizioni di questo sviluppo dell'acquis di Schengen devono essere trasposte nel diritto svizzero, il che necessita la modifica della legge sugli stranieri e la loro integrazione.
La digitalizzazione porterà benefici concreti sia per i richiedenti sia per l'amministrazione, secondo la maggioranza. Inoltre, secondo il consigliere federale Beat Jans, garantisce una migliore protezione contro le frodi perché rende più difficili le falsificazioni.