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24.092 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-11-27

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 27 novembre 2024 concernente l’iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)»

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 27.11.2024

Messaggio concernente l’iniziativa popolare sulla neutralità: il Consiglio federale propone di respingerla senza controprogetto

In occasione della sua seduta del 27 novembre 2024 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente l’iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)» in cui propone alle Camere federali di respingerla senza opporvi alcun controprogetto. L’Esecutivo ritiene che un concetto rigido di neutralità sancito dalla Costituzione non sia nell’interesse della Svizzera. Un simile concetto limiterebbe inoltre il margine di manovra in politica estera.

L’iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)», depositata l’11 aprile 2024, mira a iscrivere nella Costituzione federale un concetto rigido di neutralità che in futuro non permetterebbe più di riprendere sanzioni emanate al di fuori dell’ONU contro Stati belligeranti e limiterebbe fortemente le possibilità di cooperazione con alleanze militari o di difesa.

L’accettazione imprimerebbe un cambiamento di rotta nell’ambito della neutralità

L’accettazione dell’iniziativa comporterebbe un allontanamento dalla comprovata flessibilità nell’applicazione della neutralità e ridurrebbe il margine di manovra del Consiglio federale, fondamentale per salvaguardare gli interessi della Svizzera. Avrebbe inoltre un impatto negativo sulla politica estera, sulla politica di sicurezza e sulla politica economica della Svizzera. La neutralità sarebbe sancita dalla Costituzione federale come concetto rigido e questo non permetterebbe di rispondere adeguatamente alle sfide nel campo della politica estera. L’adozione di sanzioni contro Stati belligeranti al di fuori delle Nazioni Unite, per esempio, non sarebbe più possibile. Oggi le sanzioni sono uno strumento importante utilizzato dagli Stati per rispondere alle violazioni del diritto internazionale. La possibilità di cooperare con altri Paesi in materia di politica di sicurezza e di difesa sarebbe infine fortemente limitata, il che indebolirebbe le capacità difensive della Svizzera.

Decisione del Consiglio federale

Il Consiglio federale è convinto del grande valore della neutralità per la Svizzera ed è dell’opinione che la pratica della neutralità seguita per 175 anni si sia dimostrata valida. Nel contesto internazionale attuale un’applicazione flessibile della neutralità nel quadro del diritto internazionale vigente è necessaria. Iscrivere nella Costituzione un concetto preciso di neutralità sarebbe dannoso per la tutela degli interessi del Paese.

L’Esecutivo è in particolare dell’avviso che sia importante per la Svizzera poter riprendere sanzioni che godono di un ampio sostegno a livello internazionale, in quanto contribuiscono a mantenere un ordine mondiale pacifico e giusto. Ritiene che sia nell’interesse della Svizzera anche cooperare con alleanze militari e difensive. Aderire a tali alleanze è già oggi escluso in virtù del diritto internazionale della neutralità.

Sulla base delle considerazioni di cui sopra, il Consiglio federale ha deciso di chiedere che l’iniziativa sulla neutralità venga respinta senza contrapporvi alcun controprogetto.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 19.06.2025

No a iniziativa neutralità e sì controprogetto

L'iniziativa popolare sulla neutralità va respinta. È quanto propone il Consiglio degli Stati, che su questo punto si è allineato alla raccomandazione del Consiglio federale. Più discussa è stata invece l'idea di opporle un controprogetto diretto. Dopo aver dibattuto a lungo sulla proposta, la Camera dei cantoni l'ha approvata, per 35 voti a 8 e 1 astenuti.

I "senatori" suggeriscono quindi il rifiuto dell'iniziativa - la cui denominazione ufficiale è "Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)" - perché considerata troppo rigida, ha indicato il relatore commissionale Matthias Michel (PLR/ZG).

Il testo, lanciato da Pro Svizzera e da alcuni membri dell'UDC e depositata nell'aprile del 2024, chiede di iscrivere nella Costituzione federale una definizione di neutralità, esigendo che la Confederazione non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa, salvo in caso di attacco diretto contro il Paese. Vuole inoltre che Berna rinunci a sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, come ha fatto invece con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina.

Secondo il "senatore" Marco Chiesa (UDC/TI), "chi oggi propone un allineamento automatico a sanzioni decise altrove, chi auspica un ravvicinamento a blocchi militari, in realtà sta minando l'unico strumento che ha permesso alla Svizzera di rimanere credibile, utile e rispettata. Perché, diciamolo chiaramente, solo una Svizzera veramente neutrale può essere autorevole come costruttrice di ponti".

"Io non ho dubbi - ha aggiunto Chiesa -, vorrei che questo consesso scegliesse una Svizzera libera, una Svizzera neutrale, una Svizzera che aiuta senza schierarsi, una Svizzera che parla con tutti perché non ubbidisce a nessuno".

Neutralità flessibile "è fondamentale"

Secondo la maggioranza, invece, non bisogna cambiare la prassi in materia: applicare una neutralità flessibile, nel quadro delle disposizioni del diritto internazionale vigente, è fondamentale soprattutto nell'attuale contesto globale. A suo parere, iscrivere nella Costituzione una definizione rigida di neutralità non è nell'interesse della Svizzera e ridurrebbe il margine di manovra in materia di politica estera.

Accettare l'iniziativa equivarrebbe quindi ad abbandonare l'utilizzo flessibile della neutralità, una consuetudine fondamentale per la salvaguardia degli interessi della Svizzera che ha già dimostrato la sua validità, secondo vari oratori succedutesi. Essi hanno sottolineato inoltre come la prassi in vigore, adottata 175 anni fa, non sia fine a sé stessa ma uno strumento di politica estera.

Tutti i "senatori" hanno sottolineato che la neutralità fa parte dell'identità della Svizzera. Gli oppositori del testo, tuttavia, hanno chiesto di mantenere la prassi attuale. Carlo Sommaruga (PS/GE) ha parlato di un "concetto collaudato".

Per la minoranza democentrista, invece, è necessario definire la neutralità nella Costituzione federale, poiché ciò conferirebbe a questo concetto una legittimità più stabile e renderebbe la Svizzera più affidabile a livello internazionale. Anche il "senatore" socialista Daniel Jositsch (PS/ZH) si è detto favorevole al testo: "se diciamo di essere neutrali, allora dobbiamo esserlo", anche nella Costituzione, chiedendo invano una "linea chiara".

Proposta di controprogetto

In aula i dibattiti si sono concentrati maggiormente sull'idea di un controprogetto diretto. I favorevoli - che alla fine l'hanno spuntata - sono convinti che occorre sancire la definizione di neutralità nella Confederazione per consentire al popolo di votare in modo differenziato su una versione che corrisponde alla prassi attuale. Così facendo il Parlamento dimostra anche di tenere in considerazione le richieste formulate nell'iniziativa.

Secondo Benedikt Würth (Centro/SG), il controprogetto consente di rispondere ai desideri dei promotori, pur sottolineando che la Svizzera deve mettere a disposizione i suoi servizi come mediatrice. Citando un recente studio, Würth ha affermato che l'87% dei cittadini svizzeri è favorevole al principio di neutralità. E il 70% approva il fatto che Berna abbia ripreso le sanzioni contro la Russia.

Durante il dibattito, il campo borghese si è schierato a favore di tale controprogetto, assieme al socialista Jositsch. Da parte sua, il ministro degli esteri Ignazio Cassis ha difeso invano la posizione del Governo, che è contrario sia all'iniziativa che al controprogetto. Al voto, però, solo la sinistra e i Verdi liberali si sono opposti alla controproposta.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 04.03.2026

Iniziativa neutralità, verso il "no"

L'iniziativa "sulla neutralità" sarà probabilmente respinta dal Consiglio nazionale, e anche il controprogetto dovrebbe subire la stessa sorte. È quanto emerge dalle prime discussioni tenutesi oggi. I dibattiti, interrotti alle 21, riprenderanno domani mattina.

L'iniziativa, la cui denominazione ufficiale è "Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)", è stata lanciata da Pro Svizzera e da alcuni membri dell'UDC. Chiede di iscrivere nella Costituzione una definizione di neutralità, esigendo che Berna non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa, salvo in caso di attacco diretto contro la Svizzera. Vuole inoltre che la Confederazione rinunci a sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, al contrario di quanto fatto con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina.

Nel giugno del 2025, allineandosi alla proposta del governo, il Consiglio degli Stati aveva deciso di raccomandare a popolo e cantoni la bocciatura del testo. I "senatori" avevano però scelto di presentare un controprogetto diretto, ritenendo che occorra sancire la definizione di neutralità nella Confederazione per consentire al popolo di votare su una versione che corrisponde alla prassi attuale.

La maggioranza della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale ritiene invece superflua la controproposta, anche perché, come spiegato dal relatore Gerhard Pfister (Centro/ZG), non offre vere alternative all'iniziativa. Quanto a quest'ultima, secondo lo zughese va respinta per diversi motivi, non da ultimo perché la definizione rigida di neutralità nel testo limiterebbe il margine di manovra della Svizzera nella politica estera, soprattutto in un contesto mondiale instabile.

Diverse minoranze della commissione sostengono invece un controprogetto, anche se le loro proposte divergono per quanto riguarda i suoi contenuti. Un'altra minoranza raccomanda di approvare l'iniziativa, in quanto un valore fondamentale tanto importante come la neutralità deve essere chiaramente definito nella Costituzione, come sottolineato da Lukas Reimann (UDC/SG).

L'iniziativa garantisce che la Svizzera mantenga in modo coerente la collaudata, "senza eccezioni e senza flessibilità caso per caso", ha chiarito il sangallese. "Una neutralità chiara e credibile protegge il nostro Paese dai conflitti esterni e rafforza il nostro ruolo di mediatore affidabile". La proposta, secondo Reimann, garantirebbe anche pace, stabilità e indipendenza in Svizzera sul lungo temine.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 05.03.2026

Neutralità, no a iniziativa e controprogetto

L'iniziativa popolare sulla neutralità deve essere respinta. È quanto ha raccomandato oggi il Consiglio nazionale - con 128 voti a 60 - dopo un lungo dibattito iniziato nel tardo pomeriggio di ieri. Molto discussa l'idea degli Stati di un controprogetto diretto, per finire respinta con 109 voti a 77 e 2 astensioni, come auspicato anche dal Governo.

L'iniziativa, la cui denominazione ufficiale è "Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)", è stata lanciata da Pro Svizzera e da alcuni membri dell'UDC.

Chiede di iscrivere nella Costituzione una definizione di neutralità, esigendo che Berna non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa, salvo in caso di attacco diretto contro la Svizzera. Vuole inoltre che la Confederazione rinunci a sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, al contrario di quanto fatto con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina.

Nel giugno del 2025, i "senatori" avevano scelto, al contrario dell'Esecutivo, di presentare un controprogetto diretto, ritenendo che occorra sancire la definizione di neutralità nella Confederazione per consentire al popolo di votare su una versione che corrisponde alla prassi attuale.

Oggi alla tribuna si sono presentati un gran numero di parlamentari che hanno tracciato i contorni, storici, geopolitici, ma talvolta anche filosofici, del concetto di neutralità, tornando più e più volte sulle stesse argomentazioni.

Una questione di "credibilità"

"Neutralità non significa indifferenza", ha per esempio puntualizzato nel fronte dei fautori Walter Gartmann (UDC/SG). "Proprio per questo è importante iscrivere i nostri principi nella Costituzione". "La neutralità è la prima linea di difesa di cui disponiamo", ha aggiunto Erich Hess (UDC/BE), sostenendo che le sanzioni alla Russia siano state un errore e ora tocchi al popolo correggere il tiro. Sulla stessa linea Lorenzo Quadri (Lega/TI), per il quale "l'iniziativa è indispensabile per ricostruire quello che è stato smantellato".

Come molti altri, su entrambi i fronti, Erich Vontobel (UDC/ZH) ha evocato la credibilità della Svizzera per poter continuare a svolgere un ruolo di mediatrice, mentre Piero Marchesi (UDC/TI) ha affermato che nel dibattito odierno "stiamo decidendo se la Svizzera vuole rimanere la Svizzera", per poi aggiungere che "la neutralità oggi viene applicata a seconda di chi abbiamo davanti, ma questa è politica a doppio standard, è ipocrisia".

Neutralità per garantire sicurezza

"Chiedete a cento persone cosa significhi essere neutrale, otterrete cento risposte diverse", ha replicato Priska Seiler Graf (PS/ZH), ricordando che il concetto è evoluto nel corso della storia. Questa iniziativa "deteriorerebbe la situazione attuale" poiché "la neutralità non deve essere fine a se stessa, ma è uno strumento per garantire la sicurezza del Paese", ha aggiunto Damien Cottier (PLR/NE).

L'iniziativa ci vuole vietare qualcosa, ci vuole impedire di adottare sanzioni, ha criticato Ueli Schmezer (PS/BE), aggiungendo che "non dobbiamo essere neutrali contro certe cose, dobbiamo poter dire di no". Per Nicole Barandun (Centro/ZH) "non deve essere un partito a dirci cosa sia la neutralità", dato che "appartiene a tutti".

Secondo Raphaël Mahaim (Verdi/VD), "l'iniziativa vuole fissare la definizione di neutralità in modo troppo rigido nella Costituzione". Un concetto rilevato anche da Simone Gianini (PLR/TI) per il quale il testo posto in votazione popolare rischia di trasformare uno strumento di politica estera in "una camicia di forza". "La neutralità non è mai stata statica, è sempre stata interpretata in funzione degli interessi superiori del Paese", ha fatto notare.

Per il ministro degli esteri Ignazio Cassis la neutralità non è mai stata iscritta nella Costituzione proprio per non ridurre il margine di manovra del Governo, ciò che invece intende fare l'iniziativa. Essa "impedirebbe di reagire alle realtà della politica estera", ha messo in guardia il ticinese.

Il dossier torna agli Stati, di nuovo chiamati ad esprimersi su un possibile controprogetto, vista la bocciatura odierna da parte del Nazionale. Alla fine i cittadini saranno chiamati alle urne e Cassis sarà confrontato per la prima volta a una votazione popolare.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.03.2026

No a iniziativa sulla neutralità e sì a controprogetto

L'iniziativa popolare sulla neutralità deve essere sì respinta, ma le va opposto un controprogetto diretto. Dopo un intenso dibattito, il Consiglio degli Stati ha ribadito - con 22 voti a 21 e 1 astenuto - la sua posizione rispetto a quella di Governo e Nazionale.

Il dossier ritorna quindi alla Camera del popolo, che la settimana scorsa aveva raccomandato un "no" sia all'iniziativa che alla controproposta. Se il Nazionale, per la seconda volta, non entrerà in materia sul controprogetto, quest'ultimo verrà accantonato.

Neutralità sancita nella Costituzione

Secondo una maggioranza, seppur risicata, dei "senatori", e con il voto decisivo del suo presidente Stefan Engler (Centro/GR), la neutralità va sancita nella Costituzione. Oggi l'UDC ha tentato invano di convincere il plenum a ritornare sulla sua decisione di bocciare l'iniziativa.

La formulazione del controprogetto è conforme alla pratica attuale, hanno sostenuto gli oratori di entrambi i campi. Per i sostenitori del controprogetto, si tratta quindi solo di ancorare nella Costituzione uno strumento già utilizzato oggi.

Un'alternativa per i cittadini

È necessario offrire ai cittadini un'alternativa all'iniziativa, ha rilevato il "senatore" Charles Juillard (Centro/JU). Per il suo collega di partito Benedikt Würth (Centro/SG), conviene dare un segnale chiaro, sostenendo una "neutralità perpetua e armata", ma rifiutando il divieto delle cooperazioni in materia di sicurezza o delle sanzioni, come vogliono gli iniziativisti.

Se l'iniziativa viene respinta alle urne senza controprogetto, all'estero si penserà che la Svizzera ha rifiutato di definire la propria neutralità, ha aggiunto Mauro Poggia (MCG/GE). Di tutt'altro avviso il ministro degli esteri Ignazio Cassis, per il quale se il controprogetto venisse accettato in votazione, si invierebbe il segnale a livello internazionale che la Confederazione cambia qualcosa in materia di neutralità.

"Necessario non fare nulla"

Per gli oppositori del controprogetto, non è necessario un ancoraggio nella Costituzione per garantire il proseguimento della pratica attuale. Quando una legge non è necessaria, è opportuno non fare nulla, ha dichiarato il consigliere federale. Un controprogetto non aggiunge nulla, gli ha fatto eco Carlo Sommaruga (PS/GE).

Dal canto suo, Pascal Broulis (PLR/VD) teme che un controprogetto possa portare a più ricorsi davanti ai tribunali. A suo avviso, si corre il rischio che il testo venga utilizzato in una moltitudine di ambiti in cui la neutralità è mal definita, vale a dire sanzioni, cooperazioni militari ed esportazioni di armi.

"No" all'iniziativa

Il ministro degli esteri ha inoltre ribadito - invano - che una definizione flessibile della neutralità permette di dare un margine di manovra essenziale al Consiglio federale per agire nell'interesse della Svizzera. Ma alla fine Cassis è stato seguito solo dalla sinistra, dai Verdi liberali e dal suo partito. L'UDC e il Centro si sono schierati compatti dietro il controprogetto, che era sostenuto anche da Daniel Jositsch (PS/ZH).

I due rami del Parlamento avevano già detto "no" all'iniziativa popolare la cui denominazione ufficiale è "Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)" lanciata da Pro Svizzera e da alcuni membri dell'UDC. Il testo vuole qualificare la neutralità elvetica come "perpetua e armata". Esige anche che la Svizzera non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa, né adotti sanzioni economiche o diplomatiche contro uno Stato belligerante (al contrario di quanto fatto con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina), fatti salvi i suoi obblighi verso l'ONU.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 17.03.2026

CN: iniziativa neutralità, rinunciare a controprogetto

L'iniziativa sulla neutralità deve essere sottoposta al voto popolare da sola. Oggi, per la seconda volta, il Consiglio nazionale (con il risultato di 108 voti a 83) ha infatti detto no alla proposta dell'altra Camera, che vuole affiancarle un controprogetto diretto.

Il testo è già stato bocciato in prima lettura da entrambi i rami del Parlamento. No ribadito anche in occasione del secondo passaggio. In sospeso rimane la questione del controprogetto, visto che il Consiglio degli Stati, malgrado l'opposizione della Camera del popolo e del Consiglio federale, per ben due volte ha votato a favore di questa soluzione. I "senatori" si esprimeranno nuovamente nella giornata di domani.

L'iniziativa, la cui denominazione ufficiale è "Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)", è stata lanciata da Pro Svizzera e da alcuni membri dell'UDC. Chiede di iscrivere nella Costituzione una definizione di neutralità, esigendo che Berna non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa, salvo in caso di attacco diretto contro la Svizzera. Il testo vuole che la Confederazione rinunci a sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, al contrario di quanto fatto con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina.

Perpetua e armata

Obiettivi questi considerati troppo rigidi dai detrattori. Verrebbe limitato il margine di manovra della Svizzera in materia di politica estera, ha ribadito a nome della commissione Laurent Wehrli (PLR/VD), stando al quale il concetto di neutralità deve rimanere pragmatico e flessibile.

Nel giugno del 2025, i "senatori" avevano però scelto di presentare un controprogetto diretto, ritenendo che occorresse sancire la definizione di neutralità nella Costituzione - qualificandola come "perpetua e armata" - per consentire al popolo di votare su una versione che corrisponde alla prassi attuale. Una volontà confermata di misura - a decidere era stato il voto del presidente Stefan Engler (Centro/GR) - settimana scorsa, dopo il primo no del Nazionale. Contrariamente all'iniziativa, la proposta di compromesso non limita le sanzioni o la collaborazione con eserciti stranieri.

Ma durante la seduta odierna i consiglieri nazionali, seguendo il parere della commissione preparatoria, hanno riaffermato la loro ostilità nei confronti dell'idea. Secondo l'altro relatore commissionale, Gerhard Pfister (Centro/ZG), il controprogetto non rappresenterebbe un valore aggiunto, anzi "solleverebbe più domande che risposte".

Chiarire la neutralità

A favore vi erano invece l'intero gruppo UDC, parte del Centro e alcuni membri del PLR, convinti che questa sia l'opportunità giusta per chiarire il concetto di neutralità. "Un articolo costituzionale aiuterebbe la Svizzera anche nei rapporti con gli altri Stati. Non vuol dire che ce ne stiamo a guardare", ha detto Lukas Reimann (UDC/SG), rivolgendosi direttamente al consigliere federale Ignazio Cassis, presente in aula.

"Senza controprogetto, sosterremo l'iniziativa e penso che avremo buone probabilità di successo", ha aggiunto Reimann. "Non dobbiamo farci trascinare in conflitti all'estero", gli ha dato man forte Roland Rino Büchel (UDC/SG). "La neutralità non merita neanche una frasetta nella Costituzione?", ha retoricamente chiesto ai colleghi Hans-Peter Portmann (PLR/ZH). Per lo zurighese, chi pensa che la prassi usata nel passato fosse apprezzata e di successo dovrebbe "tornare a lezione di storia".

Da parte sua, Cassis ha replicato evidenziando che il governo è convinto della neutralità nella sua forma attuale e la applica "in maniera coerente. Non vogliamo assolutamente indebolirla come qualcuno sostiene". Stando al ministro degli esteri, vi è poi il rischio che la novità venga percepita all'estero come "un cambiamento di rotta".

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 18.03.2026

Il Consiglio degli Stati ha ribadito per 23 voti a 21 che all'iniziativa sulla neutralità va contrapposto un controprogetto diretto, ossia a livello Costituzionale. Oltre a ciò, il plenum raccomanda al popolo di respingere l'iniziativa e di approvare il controprogetto. La proposta di Marco Chiesa (UDC/TI) di raccomandare un "sì" ad entrambi gli oggetti è stata respinta per 37 voti a 6.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 18.03.2026

CSt+CN: iniziativa neutralità, si va in Conferenza di conciliazione

Ci vorrà una Conferenza di conciliazione per stabilire se all'iniziativa sulla neutralità andrà contrapposto un controprogetto diretto, ossia a livello Costituzionale. Oggi il Consiglio nazionale e degli Stati hanno infatti mantenuto le loro posizioni contrapposte.

Stamattina, la Camera dei cantoni ha ribadito, per 23 voti a 21, la sua intenzione di proporre una controproposta. Oltre a ciò, i "senatori" hanno nuovamente raccomandato a popolo e cantoni di respingere l'iniziativa e di approvare il controprogetto. La proposta di Marco Chiesa (UDC/TI) di raccomandare un "sì" ad entrambi gli oggetti è stata respinta per 37 voti a 6.

Per quanto attiene al controprogetto, il plenum ha deciso di sfrondarlo per renderlo più appetibile al Nazionale. Concretamente, la Costituzione federale dovrebbe essere completata con un articolo in cui si specifica che "La Svizzera è neutrale. La sua neutralità è permanente e armata".

Niente da fare per una proposta di Carlo Sommaruga (PS/GE), respinta per 24 voti a 20, che voleva rimanere alla versione originale del controprogetto aggiungendo al testo che la "Confederazione si avvale della neutralità per garantire l'indipendenza e la sicurezza della Svizzera nonché prevenire i conflitti o contribuire alla loro risoluzione. Offre i propri buoni uffici in qualità di mediatrice".

L'iniziativa, la cui denominazione ufficiale è "Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)", è stata lanciata da Pro Svizzera e da alcuni membri dell'UDC. Chiede di iscrivere nella Costituzione una definizione di neutralità, esigendo che Berna non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa, salvo in caso di attacco diretto contro la Svizzera. Il testo vuole che la Confederazione rinunci a sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, al contrario di quanto fatto con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina.

Obiettivi, questi, considerati troppo rigidi dai detrattori che non vogliono limitare il margine di manovra della Svizzera in materia di politica estera; insomma, il principio di neutralità deve rimanere pragmatico e flessibile.

Diversamente dal Nazionale, nel giugno 2025 i "senatori" avevano scelto di presentare un controprogetto diretto, ritenendo che occorresse sancire la definizione di neutralità nella Costituzione per consentire al popolo di votare su una versione che corrisponde alla prassi attuale. Contrariamente all'iniziativa, il controprogetto non limita infatti le sanzioni o la collaborazione con eserciti stranieri. Gli Stati credono che un controprogetto dovrebbe evitare che l'iniziativa venga accolta.

La mano tesa stamattina dai "senatori" in direzione del Nazionale non ha però convinto la Camera, che a inizio serata ha nuovamente respinto il controprogetto, con 107 voti contro 80. Con 121 voti contro 63 (3 astenuti) ha in seguito nuovamente raccomandato al Sovrano di bocciare l'iniziativa.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati e al Consiglio nazionale, 19.03.2026

CN+CSt: "no" definitivo a controprogetto iniziativa neutralità

Ora è definitivo: non ci sarà alcun controprogetto all'iniziativa "sulla neutralità". Lo ha deciso la Conferenza di conciliazione, dopo che Consiglio nazionale e degli Stati non erano riusciti a mettersi d'accordo. Il dossier è pronto per le votazioni finali.

L'iniziativa, la cui denominazione ufficiale è "Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)", è stata lanciata da Pro Svizzera e da alcuni membri dell'UDC. Chiede di iscrivere nella Costituzione una definizione di neutralità, esigendo che Berna non aderisca ad alcuna alleanza militare o di difesa, salvo in caso di attacco diretto contro la Svizzera. Il testo vuole che la Confederazione rinunci a sanzioni nei confronti di Stati belligeranti, al contrario di quanto fatto con la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina.

Obiettivi, questi, considerati troppo rigidi dai detrattori che non vogliono limitare il margine di manovra della Svizzera in materia di politica estera; insomma, il principio di neutralità deve rimanere pragmatico e flessibile. Per questo motivo i due rami del Parlamento hanno sempre raccomandato il "no" all'iniziativa. Una decisione confermata anche dalla Conferenza di conciliazione.

Le strategie per affrontare l'iniziativa erano però divergenti: contrariamente al Nazionale, nel giugno 2025 i "senatori" avevano scelto di presentare un controprogetto diretto, ritenendo che occorresse sancire la definizione di neutralità nella Costituzione per consentire al popolo di votare su una versione che corrisponde alla prassi attuale. Contrariamente all'iniziativa, il controprogetto non avrebbe infatti limitato le sanzioni o la collaborazione con eserciti stranieri. Gli Stati credevano che un controprogetto avrebbe potuto evitare che l'iniziativa venisse accolta.

Il Nazionale ha invece sempre respinto l'ipotesi di proporre un controprogetto, e ciò malgrado il fatto che gli Stati abbiano cercato di rendere più appetibile la loro proposta. Per la Camera del popolo, la controproposta non porterebbe alcun valore aggiunto, solleverebbe anzi più domande che risposte. Alla fine, come detto, è stata la Conferenza di conciliazione a decidere: con 14 voti contro 12 ha scelto la versione del Nazionale.

L'iniziativa popolare "sulla neutralità" sarà così messa al voto da sola, con raccomandazione di respingerla. Per la cronaca, la proposta della Conferenza di conciliazione è stata adottata dal Consiglio nazionale per 126 voti a 64 (2 astenuti) e dal Consiglio degli Stati per 29 voti a 11 (4 astenuti).

Informazioni

Segreteria della Commissione della politica estera (CPE)

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Commissione della politica estera (CPE)