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24.1020 · Interrogazione · 2024-04-17

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Conformemente alla nuova legge federale sulle professioni sanitarie (LPSan), l’osteopatia rientra tra le cure mediche di base. In Svizzera il corso di studi in osteopatia è stato introdotto di recente. In passato, gli osteopati dovevano conseguire il loro master in una scuola universitaria all’estero. Secondo le disposizioni transitorie della LPSan, entro febbraio 2025 tutti gli osteopati dovranno disporre di un’autorizzazione svizzera, altrimenti saranno costretti a chiudere il proprio studio.

La Croce Rossa Svizzera (CRS), competente per la verifica dell’equivalenza dei titoli di studio esteri, sembra rifiutarsi sistematicamente di farlo. Il Tribunale amministrativo federale ha accolto un ricorso a tal riguardo. Nonostante il Tribunale le abbia ingiunto di verificare sul piano materiale le domande di riconoscimento, la CRS continua a non riconoscere la stragrande maggioranza dei titoli (nessuna decisione positiva nel 2020 e tre nel 2021, a fronte di 874 decisioni positive nel campo della fisioterapia), sebbene con motivazioni diverse. L’esperta di diritto europeo Astrid Epiney ritiene che il generalizzato non entrare in materia sulle domande di riconoscimento sia inammissibile e che sia necessario verificare se sia stato violato il divieto di discriminazione.

La CRS esige che gli osteopati adottino determinati provvedimenti di compensazione, come svolgere un ciclo di formazione di adeguamento con esame finale oppure sostenere un esame a livello di master di una scuola universitaria professionale. Tuttavia, gli interessati non sono in grado di adottare tali provvedimenti dato che, per esempio, il ciclo di formazione di adeguamento richiesto presso la Haute école spécialisée de Suisse occidentale è completo fino a ben oltre 2025, e il primo master presso una scuola universitaria professionale nella Svizzera tedesca sarà offerto soltanto nel 2026. Nella Svizzera italiana non esiste nemmeno un simile ciclo di formazione.
A partire dall’anno prossimo, centinaia di osteopati perderanno la loro autorizzazione, con il conseguente rischio che si venga a creare una notevole lacuna nel settore delle cure medico-sanitarie. Il Consiglio federale esercita la vigilanza sulla verifica dell’equivalenza.

  1. Cosa ha intrapreso, nell’ambito di questa funzione di vigilanza, per garantire una procedura di autorizzazione equa, conforme allo Stato di diritto e non discriminatoria?

  2. Con riguardo all’Accordo sulla libera circolazione delle persone, come valuta il Consiglio federale la prassi di autorizzazione adottata dalla CRS?

  3. Cosa intende fare per prevenire il rischio di un’offerta insufficiente nel campo dell’osteopatia?

  4. Il Consiglio federale è disposto a chiedere al Parlamento di prorogare il periodo transitorio previsto dalla LPSan?

Stellungnahme des Bundesrates

La legge federale sulle professioni sanitarie (LPSan; RS 811.21) è stata adottata il 30 settembre 2016 ed è entrata in vigore il 1° febbraio 2020. I periodi transitori previsti dall’articolo 34 LPSan hanno iniziato a decorrere da tale data, lasciando quindi ai professionisti oltre otto anni per regolarizzare la loro situazione. In particolare, fino al 2023 avevano la possibilità di sostenere l’esame intercantonale della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità.

Con l’entrata in vigore della LPSan, la Croce Rossa svizzera (CRS) ha assunto la competenza per il riconoscimento dei diplomi esteri in osteopatia. Per i titoli rilasciati dagli Stati membri dell’UE/AELS, dal 2013 il riconoscimento avviene in applicazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali sulla base dell’allegato III dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). Le domande inviate alla CRS dagli osteopati formatisi all’estero sono in costante aumento (2020: 48; 2021: 84; 2022: 69; 2023: 97). Per questi 298 dossier sono state emanate 206 decisioni con provvedimenti di compensazione. 18 dossier sono stati respinti direttamente, 50 richiedenti hanno ritirato la domanda e 16 hanno ottenuto il riconoscimento (di cui 2 direttamente e 14 dopo superamento della prova attitudinale). Al momento, 108 persone risultano iscritte a un provvedimento di compensazione. Nel 2024 molti di questi provvedimenti verranno portati a termine, il che fa supporre che seguiranno altre decisioni positive. Non si può dunque assolutamente parlare di «generalizzato non entrare in materia».

La CRS porta avanti un dialogo costante con la Haute école de santé de Fribourg e con la Federazione svizzera di osteopatia per aumentare le capacità in relazione ai provvedimenti di compensazione. Questi ultimi dipendono infatti dal numero di professori qualificati disponibili.

1. La Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) porta avanti uno scambio regolare con la CRS nell’ambito delle sue funzioni di vigilanza di cui all’articolo 31 LPSan. Ha quindi sempre potuto constatare il regolare svolgimento del mandato da parte della CRS. Contro le decisioni di quest’ultima è anche possibile presentare ricorso presso il Tribunale amministrativo federale (TAF). La CRS ha sempre eseguito correttamente le decisioni del TAF.

2. / 4. La CRS applica il diritto in vigore e, in particolare, rispetta le modalità della LPSan, che prevede un modello di osteopatia poco diffuso nei Paesi europei (terapeuta di base senza restrizioni specifiche). Il profilo professionale dell’osteopata e il livello di formazione richiesto non sono stati stabiliti dalla CRS, bensì dall’Assemblea federale. Lo stesso vale per le disposizioni transitorie dell’articolo 34 LPSan. La CRS applica altresì la direttiva 2005/36/CE già menzionata, che consente di riconoscere solamente i professionisti formati per esercitare la professione nel modo in cui è definita in Svizzera e di chiedere lo svolgimento di provvedimenti di compensazione in caso di differenze sostanziali fra le formazioni.

3. Il Consiglio federale dispone soltanto dei dati del registro delle professioni sanitarie e di quelli del registro nazionale delle professioni sanitarie (NAREG). Stando a questi registri, il numero di osteopati iscritti è passato da 1171 (fine 2019) a 1404 (fine 2023), con un aumento di circa il 20 per cento. Il Consiglio federale non ha altre informazioni sulla base delle quali potrebbe supporre una penuria in corso o futura di personale nel settore dell’osteopatia