24.1031 · Interrogazione · 2024-06-14
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Negli ultimi anni le spese salariali accessorie, come i contributi all’AVS, all’AI, alla previdenza professionale, all’assicurazione contro la disoccupazione (AD), all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (AINF) ecc., hanno subito modifiche, in parte per legge (contributi AD), in parte grazie a una prevenzione efficace (LAINF).Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:1. Qual è stata l’evoluzione delle spese salariali accessorie effettive in percentuale del reddito negli ultimi dieci anni?2. Quali sono i motivi di questa evoluzione e della diminuzione dell’onere complessivo?
Stellungnahme des Bundesrates
1. I contributi alle assicurazioni sociali (assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti [AVS], assicurazione invalidità [AI], indennità di perdita di guadagno [IPG], assicurazione contro la disoccupazione [AD], previdenza professionale [PP] e assicurazione contro gli infortuni [AINF]) sono rimasti relativamente costanti negli ultimi dieci anni e hanno raggiunto una media del 32,9 per cento nel 2022. Nel 2013 ammontavano al 32,7 per cento (v. tabella 1). I contributi AVS, AI, IPG e AD sono pagati per metà ciascuno dai salariati e dai datori di lavoro. Diverse modifiche di legge hanno comportato lievi fluttuazioni, che però sono rimaste marginali: negli ultimi dieci anni, il minimo del 32,7 per cento del 2013 è stato soltanto leggermente inferiore al massimo del 33,3 per cento del 2018. Tabella 1: tassi di contribuzione medi delle assicurazioni sociali (AVS, AI, IPG, AD, PP e AINF) 20132014201520162017201820192020202120222023AVS8,4 %8,4 %8,4 %8,4 %8,4 %8.4 %8,4 %8,7 %8,7 %8,7 %8,7 %AI1,4 %1,4 %1,4 %1,4 %1,4 %1,4 %1,4 %1,4 %1,4 %1,4 %1,4 %IPG0,5 %0,5 %0,5 %0,45 %0,45 %0,45 %0,45 %0,45 %0,5 %0,5 %0,5 %AD2,2 %2,2 %2,2 %2,2 %2,2 %2,2 %2,2 %2,2 %2,2 %2,2 %2,2 %PP18,2 %18,4 %18,3 %18,7 %18,7 %18,9 %18,5 %18,5 %18,2 %18,3 %*AINF Infortuni professionali0,74 %0,72 %0,72 %0,68 %0,67 %0,68 %0,63 %0,63 %0,66 %0,58 %*Infortuni non professionali1,35 %1,32 %1,32 %1,27 %1,29 %1,29 %1,19 %1,28 %1,28 %1,16 %*Totale 32,7 %33,0 %32,8 %33,1 %33,1 %33,3 %32,8 %33,1 %33,0 %32,9 %*I tassi di contribuzione si riferiscono al salario soggetto all’obbligo contributivo. *Le cifre per il 2023 non sono ancora disponibili.Fonte: Statistique des assurances sociales suisses (SAS), UFAS 2. Nel complesso, dal 2013 i tassi di contribuzione medi non sono diminuiti. Tuttavia, vi sono stati trasferimenti tra le diverse assicurazioni sociali. Negli ultimi anni i contributi salariali stabiliti per legge per l’AVS, l’AI e le IPG sono tendenzialmente aumentati, in particolare per l’AVS a causa dell’entrata in vigore, nel 2020, della legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) e per le IPG – dopo una riduzione dei contributi nel 2016 – a causa dell’introduzione del congedo di paternità nel 2021. Negli ultimi dieci anni i contributi all’AD per i redditi fino all’importo massimo del guadagno assicurato (fr. 148 200 dal 2016) sono rimasti costanti al 2,2 per cento. Tra il 2011 e il 2023 è stato riscosso un contributo di solidarietà dell’1 per cento sulle parti di salario eccedenti il guadagno massimo assicurato. Poiché questo contributo è stato pagato da una percentuale relativamente bassa di assicurati, non è riportato nella tabella 1.A seconda della cassa pensioni e del regolamento, i tassi di contribuzione medi della PP possono superare il minimo legale. Nel caso di quest’assicurazione, le variazioni riscontrate negli ultimi anni non sono state determinate da modifiche di legge. Dopo il picco del 2018, i tassi di contribuzione medi effettivi, ossia il rapporto tra i contributi regolamentari versati e il salario assicurato, hanno registrato un lieve calo, sebbene i tassi minimi stabiliti per legge siano rimasti invariati.L’unico calo importante è stato rilevato per i tassi di contribuzione dell’AINF, in particolare nel 2022. Ciò è in parte imputabile alle misure adottate dal Consiglio federale durante la pandemia, che hanno comportato una riduzione degli infortuni professionali e non professionali. Sebbene i costi per caso siano in media lievemente aumentati, si è potuto chiudere il conto attuariale con una notevole eccedenza, che ha portato a premi lordi eccezionalmente bassi per il 2022.