24.1042 · Interrogazione · 2024-09-25
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
In risposta alla mia domanda 23.7256, il Consiglio federale afferma che le disposizioni che vietano determinati gruppi di PFAS in Svizzera saranno armonizzate con quelle europee. Un atto normativo volto a vietare in modo generale le PFAS nell’UE dovrebbe essere adottato nel 2025. Il Consiglio federale comunica inoltre che, se del caso, il DATEC esaminerà rapidamente gli adeguamenti necessari dell’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim) sulla base delle disposizioni definitive adottate dall’UE.
Nel marzo 2024, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha annunciato le prossime tappe della procedura di limitazione di queste sostanze. La California e la Nuova Zelanda hanno già vietato le PFAS nei cosmetici (il divieto entrerà in vigore rispettivamente nel 2025 e nel 2026). Il 4 aprile 2024, l’Assemblea nazionale francese ha adottato un testo volto a vietare la fabbricazione, l’importazione, l’esportazione e la commercializzazione di prodotti contenenti PFAS.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
Quali altri Paesi o regioni hanno già introdotto o prevedono di introdurre divieti?
Come si prepara il Consiglio federale ad attuare immediatamente la decisione dell’UE nell’ORRPChim?
Nel quadro delle sue competenze e delle risorse disponibili, che cosa intende fare il Consiglio federale per preparare rapidamente e al meglio l’economia a una limitazione delle PFAS in Europa e in Svizzera?
Quali settori sono particolarmente interessati dal divieto applicato alle PFAS?
Di recente, il Cantone di San Gallo ha dovuto vietare la vendita di latte e di carne contaminata da PFAS, senza una base giuridica federale. In tal senso, il Cantone ha chiesto l’elaborazione di un piano d’azione nazionale. Quando sarà disponibile tale piano?
La mozione 22.3929 è stata adottata più di un anno fa. Quali sono i termini di attuazione previsti dal Consiglio federale?
Stellungnahme des Bundesrates
1) Oltre alle normative vigenti in seno all’Unione europea (UE), sono state adottate limitazioni in materia di PFAS anche in vari altri Paesi, come la Danimarca (imballaggi alimentari) e la Nuova Zelanda (prodotti cosmetici), nonché in alcuni Stati federali degli Stati Uniti, come la California (imballaggi alimentari, prodotti cosmetici) e il Maine (tappeti, trattamento di tessuti). Inoltre, la produzione e l’uso di diversi gruppi di PFAS sono soggetti a divieti e forti limitazioni a livello internazionale in forza della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (RS 0.814.03). 2) La Svizzera segue con attenzione il dibattito relativo al futuro disciplinamento in seno all’UE. Nel nostro Paese il processo legislativo per l’attuazione autonoma di normative UE in materia di prodotti chimici non vincolanti per la Svizzera prende avvio solitamente non appena l’UE notifica i relativi progetti all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC).
Al momento, il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) sta elaborando un nuovo progetto normativo concernente le sostanze perfluoroalchiliche e le sostanze correlate. 3) In virtù delle strette relazioni economiche con l’UE, il mondo economico svizzero è informato in maniera dettagliata sui processi di regolamentazione in atto nell’UE per un’ampia limitazione delle PFAS. Inoltre, le autorità federali e il mondo economico si confrontano sul tema della futura normativa in materia di PFAS, per esempio nell’ambito dei lavori in adempimento del postulato 22.4585 Moser «Piano d’azione per la riduzione dell’esposizione dell’uomo e dell’ambiente ai prodotti chimici persistenti». 4) Nel quadro di uno studio scientifico pubblicato dal Politecnico federale di Zurigo sono state rilevate più di 1400 PFAS diverse negli oltre 200 impieghi considerati. È dunque lecito presumere che siano molti i settori interessati dal fenomeno delle PFAS, in particolare quelli dei tessuti tecnici o dei materiali da imballaggio. 5) Le misure adottate nel Cantone di San Gallo relativamente alla carne si basano sui tenori massimi di sostanze perfluoroalchiliche stabiliti nell’ordinanza sui contaminanti (OCont; RS 817.022.15) Quanto al latte, l’OCont non ha ancora definito tenori massimi in merito. Per la definizione di simili tenori sono necessari dati relativi alla contaminazione da PFAS. Non appena saranno disponibili, l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) definirà, d’intesa con l’UE, tenori massimi per altre derrate alimentari. In collaborazione con i Cantoni, l’USAV sta conducendo un’indagine per determinare la contaminazione da PFAS delle derrate alimentari in Svizzera. Nell’ambito dei lavori in adempimento del postulato 22.4585 Moser, le autorità federali stanno valutando la necessità di un piano d’azione o misure mirate. La pubblicazione del rapporto del Consiglio federale è prevista per la fine del 2025. 6) I lavori in adempimento della mozione 22.3929 Maret «Definire nelle ordinanze dei valori specifici per i PFAS», depositata a giugno 2023, hanno preso avvio lo stesso anno. I lavori preparatori per giungere alla determinazione dei valori richiesti nelle ordinanze pertinenti per i settori dei rifiuti, dei siti contaminati e del suolo nonché per l’immissione in un ricettore naturale stanno procedendo secondo i piani, in stretta collaborazione con i Cantoni, la Conferenza dei servizi dell’ambiente della Svizzera (CCA) e la Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell’ambiente (DCPA). Le prime proposte in merito ai valori da definire sono attese per la metà del 2025.