24.1045 · Interrogazione · 2024-09-27
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Preambolo
Nell’Atto finale del Congresso di Vienna del 1815 è stata riconosciuta e garantita la neutralità perpetua della Svizzera. Il testo originale della dichiarazione del 20 marzo 1815 recita: «Les Puissances […], ayant reconnu que l’intérêt général réclame en faveur du Corps helvétique l’avantage d’une neutralité perpétuelle […]». Questa neutralità è stata poi ribadita dal Consiglio federale il 31 agosto 1939, quando, allo scoppio della Seconda guerra mondiale, nella sua dichiarazione di neutralità ha affermato di voler mantenere e preservare la neutralità, che in virtù del trattato del 1815 e degli accordi complementari era considerata nel vero interesse di tutta la politica europea.
Tuttavia, negli attuali rapporti sulla politica di sicurezza, tra cui il rapporto presentato nell’agosto del 2024 dalla commissione di studio per la politica di sicurezza, non si fa praticamente riferimento a questi obblighi storici.
La comunità internazionale ha mai denunciato il trattato del 1815 o messo in dubbio la sua validità? Poiché il Consiglio federale ha fatto formalmente riferimento a questo trattato nella sua dichiarazione di neutralità del 31 agosto 1939, sembra che fosse ancora valido almeno fino a quella data.
Come valuta il Consiglio federale la rilevanza degli obblighi di neutralità assunti dalla Svizzera nel 1815 nel contesto dell’attuale situazione in materia di sicurezza? I principi del Congresso di Vienna sono ancora validi?
Il Consiglio federale non vede uno stretto legame tra neutralità e sicurezza, nel senso che una perdita di neutralità e un maggiore orientamento verso una parte o un’alleanza belligerante potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza della Svizzera?
Come valuta il Consiglio federale il ruolo della Svizzera nelle situazioni di crisi internazionali e nelle operazioni umanitarie, tenendo conto dello sviluppo della neutralità nel XXI secolo?
Il parziale avvicinamento della Svizzera alle posizioni occidentali ha compromesso la percezione internazionale della neutralità del nostro Paese e potrebbe aver contribuito all’attuale stato di tensione?
Lo stato di pre-conflitto in cui, secondo il rapporto summenzionato, si trova anche la Svizzera potrebbe essere riconducibile a una ridotta politica di neutralità e all’orientamento verso valori occidentali comuni?
La presente interrogazione è stata preparata insieme al signor Niccolò Salvioni, avvocato e notaio di Locarno.
Stellungnahme des Bundesrates
Domanda 1: La dichiarazione di Vienna del 20 marzo 1815 fa parte dei trattati di pace firmati all’epoca tra le grandi potenze europee. Questi trattati non sono mai stati formalmente denunciati, ma nel frattempo vi si sono aggiunti nuovi accordi di diritto internazionale. Per quanto riguarda la neutralità permanente della Svizzera, continuano a essere una base importante, ma oggi è rilevante soprattutto il fatto che da allora la neutralità è stata riconosciuta a più riprese dall’intera comunità internazionale (da ultimo con l’adesione della Svizzera all’ONU nel 2002). Da ciò deriva lo stato di neutralità permanente della Svizzera ai sensi del diritto consuetudinario internazionale.Domanda 2: Le basi gettate nel 1815 riguardano lo stato di neutralità permanente. I diritti e i doveri concreti degli Stati neutrali sono invece sanciti dalle Convenzioni dell’Aia del 1907 (RS 0.515.21 e 0.515.22) e, in parte, dal diritto consuetudinario internazionale.Domanda 3: Il Consiglio federale ha sempre sottolineato che la neutralità non va considerata fine a sé stessa, ma come strumento per salvaguardare l’indipendenza e gli interessi prioritari del Paese. In considerazione di tali interessi, ha regolarmente rivalutato e, se necessario, adeguato la sua concezione di neutralità. Domanda 4: Nell’ambito di crisi internazionali e operazioni umanitarie la Svizzera mette a disposizione aiuti e buoni uffici. La neutralità non è un requisito irrinunciabile a tale scopo, ma contribuisce a mantenere la credibilità del nostro Paese. Domande 5 e 6: In quanto Stato neutrale, la Svizzera può condannare una guerra che viola il diritto internazionale e adottare sanzioni per tutelare i propri interessi, in particolare il mantenimento di un ordine internazionale pacifico. Simili decisioni possono influenzare la percezione della neutralità della Svizzera da parte dello Stato interessato. Come dimostra il monitoraggio d’immagine 2024 di Presenza Svizzera (https://www.eda.admin.ch/eda/it/dfae/politica-estera/landeskommunikation/monitoring-analyse.html), a livello globale la neutralità del nostro Paese è giudicata positivamente, sebbene si osservi una spaccatura geografica: in Asia, Medio Oriente, Africa e America latina la percezione è prevalentemente buona, mentre in Europa e nel mondo anglosassone il livello di comprensione per la neutralità svizzera si è ridotto. Rendere tangibili i vantaggi della neutralità e il suo contributo all’ordine internazionale è un compito importante della diplomazia svizzera