Escludere l'agricoltura dagli accordi di libero scambio per garantire l'esistenza delle famiglie contadine e degli attori della filiera agroalimentare di prossimità
24.3049 · Mozione · 2024-02-28
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Nel quadro dei negoziati su accordi di libero scambio, spesso si creano attriti su questioni agricole. L’importazione di prodotti agricoli, consentita da questi accordi, esercita una pressione enorme sui prodotti agricoli svizzeri, sull’agricoltura e sugli attori della filiera agroalimentare. Per porre fine a tale situazione e consentire alla nostra industria d’esportazione di soddisfare le esigenze del mercato internazionale, il Consiglio federale è incaricato di escludere l’agricoltura dagli accordi di libero scambio.
Begründung
I prodotti agricoli indigeni devono competere con quelli d’importazione, che non sono soggetti alle stesse norme di produzione, alle stesse condizioni sociali ed etiche o agli stessi requisiti di allevamento. Queste importazioni costituiscono una minaccia per gli attori della filiera agroalimentare di prossimità, rappresentati da numerosi artigiani attivi quali macellai-salumieri, panettieri-pasticceri o casari, così come per i numerosi posti di lavoro che generano.Nell’ottica di uno sviluppo sostenibile, si dovrebbe piuttosto puntare a incentivare la produzione e il consumo locali, soddisfacendo in tal modo l’esigenza dei consumatori di un’offerta diversificata di derrate alimentari indigene. Dato che i costi per commercializzare prodotti in nuovi Paesi sono spesso molto elevati, non ha molto senso che l’agricoltura svizzera si specializzi in pochi prodotti da esportare in tutto il mondo.Il successo del settore caseario, sebbene molto variabile a seconda delle specialità prodotte, viene regolarmente sottolineato dai sostenitori del libero scambio, quando in realtà le esportazioni di latte e di prodotti lattiero-caseari sono diminuite del 9,9 per cento rispetto al 2021, con un calo del 48,7 per cento per il latte e del 6,7 per cento per il formaggio. Le esportazioni totali di formaggio hanno segnato una flessione di 5194 tonnellate, attestandosi a 72 585 tonnellate nel 2022, mentre quelle verso i Paesi europei sono scese del 5,6 per cento, fissandosi a 58 128 tonnellate. Le importazioni, invece, sono ammontate a 73 098 tonnellate. Nel quadro dell’accordo con il Cile è stata accolta una concessione di quasi 15 milioni di litri di vino rosso che interessa un settore dove i consumi sono costantemente in calo. Questo accordo metterà ancor più in difficoltà i vitivinicoltori svizzeri.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
La filiera agroalimentare è un comparto importante dell’economia svizzera ed è già ampiamente integrato nei flussi commerciali internazionali, sia che si tratti dell’acquisto di mezzi di produzione come alimenti per animali o dell’esportazione di derrate alimentari come la cioccolata o il formaggio. Avendo un grado di autoapprovvigionamento del 53 per cento, la Svizzera non può fare a meno di importare prodotti agricoli dall’estero. Analogamente agli altri comparti economici, diversi settori della filiera agroalimentare beneficiano di un migliore accesso al mercato nel quadro degli accordi di libero scambio (ALS). Sebbene nel 2023 le esportazioni agricole globali siano leggermente diminuite rispetto al record dell’anno precedente, il Consiglio federale ha registrato una crescita del 15 per cento negli ultimi dieci anni. La Svizzera ha quindi grande interesse a concordare anche in futuro un migliore accesso al mercato per i prodotti agricoli in quanto ne beneficiano non solo i produttori di specialità e di prodotti di qualità, ma anche i fornitori.I prodotti agricoli rientrano tra i principali interessi di esportazione di molti Paesi con cui la Svizzera ha intavolato negoziati per ALS. Tali Paesi hanno determinate aspettative al riguardo. Per concludere un accordo è indispensabile considerare gli interessi economici di entrambe le parti. L’esclusione dei prodotti agricoli non sarebbe accettata dai nostri partner negoziali e impedirebbe quindi la conclusione di nuovi ALS. Ciò danneggerebbe l’economia svizzera perché renderebbe più difficile l’apertura di nuovi mercati interessanti. Inoltre, gli esportatori svizzeri sarebbero svantaggiati rispetto ai concorrenti dei Paesi che hanno stipulato ALS con i rispettivi partner commerciali. In questo contesto, anche la normativa dell’OMC stabilisce che gli ALS devono coprire in linea di massima tutti gli scambi commerciali. Una completa esclusione del settore agricolo non sarebbe quindi compatibile con il diritto dell’OMC.Nei negoziati su ALS la Svizzera si assicura che le concessioni nel settore agricolo siano compatibili con i principi della politica agricola e sopportabili per il settore agricolo. Questo approccio è ribadito anche nei mandati negoziali adottati previa consultazione delle commissioni parlamentari competenti e dei Cantoni.Anche i rappresentanti del settore agricolo vengono regolarmente informati sui negoziati e coinvolti nello sviluppo di possibili soluzioni caso per caso. Il contingente di vino rosso per il Cile non è di 15 milioni di litri come indicato, ma è limitato a 1,5 milioni di litri o 15 000 ettolitri. Si tratta di una cifra inferiore alle importazioni dal Cile negli ultimi cinque anni e corrisponde a circa l’1 per cento delle importazioni totali di vino rosso.Essendo una piccola economia aperta all’esterno, con un mercato interno ristretto, la Svizzera ha bisogno di accedere ai mercati esteri per mantenere la sua prosperità. Gli ALS sono uno strumento importante a tal fine e in tempi di crescenti tensioni geopolitiche e di prospettive economiche incerte diventano ancora più importanti. Aprono nuovi mercati e consentono di diversificare le catene del valore, rafforzando la resilienza dell’economia. La Svizzera è riuscita a creare una delle reti più estese di ALS, senza che ciò abbia inciso sull’agricoltura elvetica. Accogliere la presente mozione ostacolerebbe la conclusione di nuovi ALS, danneggiando così l’economia svizzera.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.