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24.3050 · Interpellanza · 2024-02-28

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

La Svizzera ha concluso accordi bilaterali sulla protezione del clima con 13 Paesi. Questi Paesi intendono autorizzare progetti di protezione del clima nel loro Paese che sono sostenuti finanziariamente dalla Svizzera e la cui riduzione di CO2 è trasferita in Svizzera e può essere conteggiata ai fini dell’obiettivo climatico dell’ONU. Per evitare che ciò comporti un doppio conteggio, questi Paesi non possono conteggiare contemporaneamente la stessa riduzione di CO2 ai fini del loro obiettivo climatico dell’ONU (adeguamento corrispondente).

È quindi importante, sia ora che in futuro, che gli obiettivi climatici dell’ONU di questi Paesi ospitanti siano effettivamente allineati con gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi. Per raggiungere l’obiettivo globale, è importante che tutti i Paesi abbiano obiettivi climatici ambiziosi e in linea con l’Accordo di Parigi. La possibilità di trasferire le riduzioni di CO2 come Paese ospitante, ad esempio in Svizzera, non deve indurre un Paese ospitante a fissare deliberatamente obiettivi climatici meno ambiziosi o a non migliorarli o a migliorarli in modo insufficiente per il 2035.

Gli obiettivi climatici di questi Paesi non devono inoltre contenere scappatoie e quindi comprendere tutti i gas serra in tutti i settori e corrispondere ciascuno a un budget di CO2 per cinque anni (obiettivi pluriennali).

Poiché, entro l’inizio del 2025, tutti i Paesi devono presentare all’ONU i nuovi obiettivi climatici (NDC = Nationally Determined Contributions) validi fino al 2035 si pongono le seguenti domande:
1. La Svizzera sostiene questi 13 Paesi nella definizione dei nuovi obiettivi climatici per il 2035?
2. La Svizzera ha già comunicato ai Paesi contraenti quali sono i requisiti che la Svizzera intende porre ai nuovi obiettivi climatici?
3. Gli accordi quadro bilaterali saranno adeguati o rinegoziati di conseguenza?
4. Cosa succede se un Paese contraente non migliora sufficientemente i propri obiettivi climatici entro il 2035 e il meccanismo di adeguamento corrispondente si trasforma in farsa?

Stellungnahme des Bundesrates

Gli accordi bilaterali sul clima definiscono le condizioni quadro per una collaborazione nell'ambito di progetti di protezione del clima e servono ad esempio a evitare doppi conteggi, ad aumentare la sicurezza degli investimenti e a garantire il rispetto dei diritti umani. Ogni progetto di protezione del clima è approvato singolarmente e su base volontaria da entrambe le parti.Secondo l'Accordo di Parigi, ogni parte contraente definisce in modo unilaterale il proprio obiettivo climatico, conformemente alla sua responsabilità climatica, alla sua capacità e alla sua situazione nazionale. Tuttavia, la Svizzera sostiene Paesi a reddito medio-basso nello sviluppo dei loro obiettivi climatici attraverso, ad esempio, istituzioni multilaterali quali il Fondo verde per il clima (GCF), il Fondo mondiale per l'ambiente (GEF) e le banche multilaterali di sviluppo. Questo sostegno non è rivolto specificamente ai Paesi partner della Svizzera per la compensazione all'estero delle emissioni. Nel contesto della compensazione all'estero, la Svizzera finanzia misure di sostegno tecnico specifico per la maggior parte dei suoi Paesi partner al fine di garantire loro la partecipazione ai mercati del carbonio.Sul piano bilaterale, la Svizzera non prevede requisiti supplementari in merito agli obiettivi climatici per i Paesi partner. Tuttavia, i progetti stessi devono soddisfare requisiti specifici. Tra l'altro, ogni progetto deve dimostrare che non sarebbe stato realizzato senza i proventi degli attestati e che può essere gestito in modo sostenibile oltre il 2030.e 4. Non è necessario procedere a una modifica degli accordi bilaterali. Secondo l'Accordo di Parigi, ogni obiettivo climatico deve essere più ambizioso rispetto a quello precedente.