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24.3063 · Interpellanza · 2024-02-27

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Nelle ultime settimane e mesi si sono drasticamente moltiplicate le segnalazioni di abusi in relazione allo statuto di protezione S. Comuni, Cantoni, uffici e persone impegnate da anni nel settore dei rifugiati hanno ripetutamente riportato i seguenti due problemi. Vi sono famiglie rom che entrano nel nostro Paese con documenti d’identità ucraini falsificati o comprati (da funzionari corrotti) e sostengono di essere rifugiati di guerra ucraini. Diversi indizi suscitano tuttavia seri dubbi sul bisogno di protezione di queste persone: alcune settimane prima esse risiedevano ancora in Paesi confinanti con l’Ucraina e poi si sono trasferite in Ucraina da dove sono fuggite;spesso non parlano nemmeno una parola di ucraino o russo;all’inizio del conflitto nel Vicino Oriente, le domande dei rom costituivano una percentuale trascurabile di tutte le domande, mentre ora sono salite a ben il 50 per cento.Dopo la concessione dello statuto di protezione S le persone sono alloggiate nei Comuni, dove restano tuttavia soltanto per poche settimane. In seguito lasciano la Svizzera approfittando di un sostegno finanziario (aiuto al ritorno). Dopo poche settimane la decisione di rimpatrio non è tuttavia più valida e decidono di lasciare nuovamente l’Ucraina e di «fuggire» nuovamente in Svizzera. Nuovamente deve essere loro concesso lo statuto di protezione S e sono nuovamente alloggiate in Svizzera. Poi decidono nuovamente di lasciare la Svizzera e di incassare nuovamente l’aiuto al ritorno. Questo ciclo può ripetersi persino «più volte». In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: Riconosce le situazioni di abuso di cui al punto 1, lettere a–c?Riconosce le situazioni di abuso di cui al punto 2?Perché il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) continua ad accettare questi abusi nonostante ne sia al corrente almeno da dicembre 2023?In che misura il Parlamento, il Consiglio federale, il DFGP (ovvero il suo capo) o persino la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) dispongono della competenza di adottare provvedimenti per porre un freno agli abusi di cui ai punti 1 e 2?Quando si porrà finalmente fine a queste pratiche?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Soltanto le persone che, avendo il centro dei loro interessi in Ucraina al momento dell’invasione russa, rientrano nella decisione di portata generale del Consiglio federale dell’11 marzo 2022 ottengono lo statuto S. Non si possono inoltre ritenere abusive le domande di protezione soltanto perché gli interessati non parlano né ucraino né russo. Questo è rilevante in particolare nel caso dei rom dell’Ucraina, le cui conoscenze della lingua ucraina sono spesso lacunose a causa del loro basso livello di istruzione . Senza contare che gran parte della comunità rom vive in insediamenti propri, separati dal resto della popolazione ucraina. Non è tuttavia possibile quantificare la percentuale di domande di protezione presentate da persone di etnia rom, in quanto la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) non tiene statistiche sull’etnia. Per quanto riguarda i documenti d’identità, la SEM sa che sono stati in parte prodotti e venduti illegalmente in Ucraina. Pertanto ne verifica l’autenticità con l’aiuto di specialisti dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini, che riescono facilmente a riconoscere le falsificazioni poiché i documenti d’identità e di viaggio ufficiali dell’Ucraina presentano un elevato standard di sicurezza. Se in un caso vi sono indizi che le condizioni per la concessione della protezione in Svizzera non sono adempiute, ad esempio perché vi sono dubbi in merito all’identità della persona o al suo domicilio in Ucraina al momento dell’invasione russa, la SEM esegue accertamenti supplementari.2. È escluso che una persona benefici più volte di un aiuto al ritorno, compreso anche quello eventualmente versato in un altro Paese europeo. In linea di massima deve tuttavia essere possibile presentare più volte una domanda di protezione. Un rifugiato potrebbe ad esempio decidere di tornare in Ucraina, ma essere costretto a fuggire nuovamente dopo una nuova offensiva russa. Impedirgli di ripresentare una domanda di protezione sarebbe contrario allo spirito stesso dello statuto S. Tuttavia, non otterrà più un aiuto al ritorno al momento della sua seconda partenza dalla Svizzera o se ha già ottenuto un aiuto al ritorno in un altro Paese europeo.3, 4, 5. Anche il Consiglio federale ritiene necessario combattere in maniera sistematica gli abusi, di modo che lo statuto S resti una prerogativa delle persone effettivamente bisognose di protezione. Allo stesso tempo è convinto che le disposizioni legali in vigore siano sufficienti. La SEM respinge infatti una domanda di protezione ad esempio se il richiedente ha ottenuto un titolo di protezione equivalente a quello svizzero o un regolare permesso di soggiorno in uno Stato membro dell’UE o dell’AELS oppure in Australia, Nuova Zelanda, Canada, negli Stati Uniti o nel Regno Unito e può recarvisi o farvi ritorno. Spetta al richiedente dimostrare o perlomeno rendere credibile la sua identità e il suo domicilio in Ucraina al momento dell’invasione russa. La SEM ha respinto 1062 domande di protezione nel 2022 e 932 nel 2023, il che corrisponde a circa il 2,1 per cento di tutte le domande di protezione presentate. La SEM può revocare lo statuto S pure se la persona da proteggere ha trasferito il centro dei suoi interessi all’estero o ha soggiornato per più di 15 giorni o ripetutamente nel Paese di origine o di provenienza. Se apprende che una persona ha ottenuto la protezione provvisoria facendo false dichiarazioni o dissimulando fatti essenziali o ha acquisito un titolo di soggiorno in un Paese terzo, la SEM avvia una procedura di revoca. Fino al 29 febbraio 2024 ha revocato questo statuto in 96 casi.