24.3074 · Postulato · 2024-02-29
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a elaborare un rapporto che, relativamente alla compensazione delle emissioni di CO2 della Svizzera prevista per legge, esponga quanto segue:
1. un'indagine sull’effettiva efficacia climatica della compensazione delle emissioni di CO2: diverse agenzie di rating nonché risultati di ricerche condotte, tra altri, dal PFZ hanno mostrato che, dopo un’analisi ex post, numerosi certificati CO2 non soddisfano il criterio «1 credito = 1 tonnellata in meno di CO2». Tuttavia, non è chiaro in che misura questa critica riguardi anche i progetti con i quali la Svizzera ha compensato le sue emissioni all’estero (principalmente tramite la Fondazione Centesimo per il Clima). Un’indagine indipendente condotta dalla summenzionata fondazione e da progetti e standard di compensazione dovrà illustrare in modo trasparente le emissioni di CO2 supplementari che i progetti di compensazione svizzeri realizzati all'estero hanno effettivamente consentito di ottenere fino ad oggi;
2. un'analisi del comportamento tattico dei Paesi che ospitano i progetti: i dieci Paesi che prevedono di consegnare alla Svizzera il maggior numero di certificati/ITMO hanno inasprito i loro nuovi obiettivi climatici per il 2035, che presenteranno nel 2025, in modo da essere in linea con l’Accordo sul clima di Parigi e contenere così il riscaldamento globale al di sotto della soglia dei 2 gradi e, per quanto possibile, a 1,5 gradi? Oppure gli obiettivi sono stati migliorati solo in misura trascurabile al fine di poter vendere a Paesi quali la Svizzera quanti più certificati possibile?
3. per quanto riguarda l’ulteriore sviluppo del mercato delle emissioni: quali raccomandazioni si possono trarre dall’indagine dei progetti di compensazione svizzeri per garantire che in futuro il criterio «1 credito = 1 tonnellata in meno di CO2» sia rispettato? Al riguardo, occorre esaminare nuovi approcci e proposte che permettano di garantire la necessaria integrità.
Begründung
Per raggiungere gli obiettivi climatici dell’ONU, durante il periodo 2021–2030 la Svizzera punta principalmente sullo strumento della compensazione delle emissioni di CO2. Allo stesso tempo, però, studi scientifici, agenzie di rating e numerose inchieste dei media hanno rilevato che sul mercato volontario dei crediti di carbonio, ma probabilmente anche su quello obbligatorio, la riduzione supplementare di CO2 misurata a posteriori, è inferiore al numero di certificati emessi. L’ultima inchiesta dell’UE risalente al 2016 (Cames et al., How additional is the Clean Development Mechanism?) sarà condotta nuovamente dopo 10 anni. Poiché l’UE non punta più sulle compensazioni estere, la responsabilità in tale ambito è nelle mani della Svizzera. Si tratta di una responsabilità considerevole, in quanto la Svizzera, con i suoi 13 partenariati bilaterali, svolge un ruolo pionieristico a livello mondiale e oggi stabilisce di fatto lo standard.
In un contesto in cui l’addizionalità dei progetti cambia di anno in anno e in cui risulta fondamentale acquisire al più presto prime esperienze, risulta necessario effettuare quanto prima una valutazione intermedia da cui evincere raccomandazioni per il futuro.
Occorre altresì formulare delle raccomandazioni anche per il mercato delle emissioni di CO2, che oggi a livello globale non funziona praticamente più, ma il cui ruolo è importante per raggiungere in modo efficiente gli obiettivi climatici.
Antrag des Bundesrates
Accogliere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.