24.3081 · Mozione · 2024-03-05
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un progetto di modifica della LAMal che preveda un’indicizzazione delle tariffe per i trattamenti stazionari all’evoluzione dei prezzi. Il progetto deve eliminare gli svantaggi dell’attuale benchmarking sancito nella LAMal compensando le tariffe, che secondo la prassi vigente sono fissate per l’anno t sulla base dei dati dell’anno t-2, con il rincaro dei due anni. In una prima fase, alle tariffe del 2025 si dovrebbe applicare un benchmarking basato sui dati del 2023 (disponibili a metà 2024) e in una seconda fase si dovrebbe compensare il rincaro degli anni 2024 e 2025 sul risultato di quest’ultima fase. Dato che a fine 2024 non è ancora noto il rincaro per il 2025, per tale anno ci si dovrebbe fondare sulle previsioni ufficiali della Confederazione. Quale base per il calcolo del rincaro occorre utilizzare l’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC).
Begründung
Dalla pandemia, una serie di sviluppi causa crescenti difficoltà al sistema sanitario svizzero. Alle tariffe comunque già cronicamente sottofinanziate, dal 2022 si aggiungono tendenze inflazionistiche: secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica, nel 2023 il rincaro è stato in media del 2,1 per cento, rispetto al 2,8 per cento dell’anno precedente. L’aumento dei costi del personale, dei prezzi di acquisto e dei costi del capitale acuiscono il problema, causando difficoltà economiche praticamente a tutti i fornitori di prestazioni. L’interpretazione differenziata dell’attuale situazione giuridica relativa alle tariffe fa sì che l’intero sistema di assistenza sanitaria soffra di un palese sottofinanziamento. Fra i primi effetti di questa situazione rientrano il sovraffollamento dei reparti di pronto soccorso, le difficoltà di fornitura di medicamenti e un’evidente penuria di manodopera qualificata. La carenza di personale si traduce in letti d’ospedale inutilizzati, tempi d’attesa più lunghi e lacune nell’assistenza dovuti alla mancanza di medici, personale infermieristico e di farmacia, alcuni medicamenti e altri servizi sanitari.
Le spese per l’assistenza sanitaria sono in aumento in tutte le società industrializzate occidentali. Negli ultimi anni, numerosi sforzi intrapresi e/o sostenuti dai fornitori di prestazioni hanno contribuito a migliorare l’efficienza e l’efficacia delle cure. In particolare la digitalizzazione, la maggiore alfabetizzazione sanitaria e l’accresciuta concorrenza lasciano prevedere un ulteriore incremento dell’efficienza dei costi e della qualità in questo ambito.Un sondaggio condotto da Sotomo indica che gli aspetti fondamentali del settore sanitario più importanti per gli Svizzeri sono l’elevata qualità medica e la garanzia dell’assistenza medica per tutti, aspetti ritenuti tra l’altro più rilevanti di costi sanitari bassi.[1]
Dell’alta qualità delle prestazioni fornite, auspicata a livello politico, non viene fatta menzione nell’attuale dibattito in materia di politica sanitaria. L’attenzione è invece sempre rivolta all’«esplosione dei costi sanitari». Mentre il PIL svizzero è aumentato di oltre 230 miliardi di franchi tra il 2000 e il 2017 e la massa salariale nel nostro Paese è cresciuta di ben 150 miliardi di franchi, i nostri costi sanitari hanno registrato un incremento di 17 miliardi di franchi. Le esplosioni sono tutt’altra cosa.Mediante un’indicizzazione delle tariffe dei trattamenti stazionari all’evoluzione dei prezzi, i partner tariffali potrebbero indicizzare il rincaro senza dover richiedere periodicamente una nuova autorizzazione delle tariffe.Se si rivelerà efficace, questa indicizzazione potrà essere eventualmente applicata anche al tariffario ambulatoriale (attualmente in fase di revisione). Oggi per i salari viene erroneamente utilizzata per lo più la variazione dell’indice dei salari nominali, che include tuttavia l’effetto della sostituzione dei lavoratori più anziani e costosi con altri più giovani ed economici. Questo aspetto è già considerato nel benchmarking, per cui il rincaro deve basarsi esclusivamente sull’IPC (https://www.bfs.admin.ch/bfs/it/home/statistiken/preise/landesindex-konsumentenpreise/indexierung.html). [1] Sotomo (2022): sistema sanitario in Svizzera; sondaggio fra la popolazione.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
I principi per la determinazione delle tariffe secondo la legge federale sull’assicurazione malattie (RS 832.10) impongono che le tariffe si basino sui costi, comprovati in modo trasparente, delle prestazioni fornite in modo efficiente. Oltre ai costi effettivi, è pertanto rilevante anche l’efficienza nella fornitura delle prestazioni. Nel settore ospedaliero stazionario questa viene verificata facendo un confronto tra le strutture sanitarie o mettendo a confronto i costi normalizzati per caso. Gli ospedali efficienti possono pertanto vedersi rimborsati integralmente i costi sostenuti, mentre quelli che lo sono meno presentano una copertura insufficiente e devono cercare di incrementare la propria efficienza. Un innalzamento delle tariffe è giustificato soltanto se sono aumentati i costi delle prestazioni fornite in modo efficiente. Un adeguamento automatico e un’indicizzazione prescritta delle tariffe stazionarie all’andamento dei prezzi, tuttavia, permetterebbero a tutti gli ospedali di beneficiare di tariffe più elevate, indipendentemente dal fatto che gestiscano i maggiori costi derivanti dall’andamento dei prezzi in modo efficiente o inefficiente. Il previsto effetto di incentivazione verrebbe così smorzato. Il metodo esposto nella mozione è quindi fondamentalmente in contrasto con l’obiettivo di fornire un’assistenza sanitaria appropriata al minor costo possibile e comporta falsi incentivi per i fornitori di prestazioni. Nella prassi si tiene già in considerazione la richiesta principale della mozione. Com’è noto, le tariffe sono oggetto di negoziazione tra i partner tariffali o, se necessario, sono stabilite dai Cantoni. In entrambi i casi i fornitori di prestazioni possono addurre l’argomento del rincaro. Nel settore stazionario, inoltre, è prassi comune che al valore di riferimento venga aggiunto un supplemento di rincaro che è stato definito dalla giurisprudenza e tiene conto del rincaro generale (andamento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo ponderato con il 30 % [= quota dei costi materiali]) e dell’aumento dei costi salariali (andamento dell’indice dei salari nominali ponderato con il 70 % [= quota dei costi del personale]) per l’anno compreso tra l’anno dei dati (t-2) e l’anno tariffale (t). A differenza di quello esposto nella mozione, questo metodo fa sì che non possano insorgere costi ingiustificati a carico dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, qualora il rincaro effettivo nell’anno tariffale (t) risulti inferiore alle previsioni. L’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC) misura il rincaro dei prodotti e servizi consumati dalle economie domestiche private ed è quindi soltanto limitatamente rilevante per la struttura dei costi di un ospedale. Il metodo esposto nella mozione, che si basa interamente sull’IPC, accentuerebbe ulteriormente questo problema. Per questo motivo, secondo la prassi del tribunale amministrativo federale, non ci si dovrebbe basare unicamente sull’IPC.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.