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Gaza. Il Consiglio federale deve chiedere un cessate il fuoco immediato, il rispetto incondizionato del diritto internazionale umanitario e l'immediato rilascio degli ostaggi

24.3095 · Interpellanza · 2024-03-06

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Sin dall’inizio del suo mandato, il governo conservatore di Benjamin Netanyahu ha messo apertamente in discussione il diritto internazionale umanitario annunciando la sua intenzione di intensificare e perpetuare gli insediamenti.

Il 7 ottobre 2023, Hamas ha attaccato in modo barbaro e sanguinoso migliaia di civili in Israele causando più di 1200 morti e catturando decine di ostaggi che ancora attendono di essere liberati. Giustamente, gli attacchi sono stati subito condannati dal Consiglio federale.

Alle azioni di Hamas hanno fatto seguito l’invasione e il bombardamento intensivo di Gaza da parte dell’esercito israeliano, che finora hanno causato circa 30 000 vittime, la maggior parte delle quali civili, tra cui migliaia di bambini.

La Svizzera, in questo caso, non ha brillato nella sua reazione, rifiutandosi di denunciare questa risposta chiaramente sproporzionata.

Le cittadine e i cittadini svizzeri non riescono a capire come un simile massacro possa avvenire senza una ferma condanna. Oltre 1000 artisti svizzeri, tra cui alcuni nomi prestigiosi, hanno quindi lanciato due appelli affinché la Svizzera si impegni per chiedere la cessazione delle ostilità e sostenere i civili palestinesi.

Questa sensazione di impunità è stata rafforzata dai commenti fatti il 3 gennaio 2024 da due ministri israeliani, Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, che hanno chiesto al popolo palestinese di lasciare la Striscia di Gaza. Sono le stesse persone che hanno pubblicamente negato l’esistenza di questo popolo.

Dichiarazioni di questo tipo sono espressamente condannate dal diritto internazionale e dallo Statuto della Corte penale internazionale, che definisce la «deportazione o [il] trasferimento forzato della popolazione» come un crimine contro l’umanità.

Forti critiche a queste dichiarazioni sono state mosse anche dagli Stati Uniti e dall’Unione europea, con Josep Borrell che le ha definite provocatorie e irresponsabili, ricordando che costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario.

La Svizzera ha condannato queste dichiarazioni? Il Consiglio federale ha convocato l’ambasciatrice israeliana a Berna per esprimere la sua disapprovazione?

Quali passi ha intrapreso il Consiglio federale dall’ottobre del 2023 a favore di un cessate il fuoco immediato e del rilascio incondizionato degli ostaggi detenuti da Hamas?

Il Consiglio federale ha condannato le violazioni del diritto internazionale umanitario e ha chiesto esplicitamente il suo rispetto incondizionato ad opera di tutte le parti?

Il Consiglio federale è favorevole, nonostante le reticenze di alcuni attori, all’avvio di un’indagine da parte della Corte penale internazionale sui crimini di guerra commessi dal 7 ottobre in Israele e a Gaza?

Stellungnahme des Bundesrates

Il 12 gennaio 2024 la Svizzera ha condannato in seno al Consiglio di sicurezza dell’ONU le dichiarazioni che chiedono l’espulsione dei civili dal Territorio palestinese occupato. Inoltre, nelle sue relazioni bilaterali con Israele e sul piano multilaterale ricorda che le Convenzioni di Ginevra vietano il trasferimento forzato di gruppi della popolazione. Dal 7 ottobre 2023 il Consiglio federale chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi e il rispetto degli obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario ad opera di tutte le parti. In tal senso la Svizzera ha anche appoggiato le risoluzioni 2712, 2720 e 2728 emanate dal Consiglio di sicurezza. L’Esecutivo chiede un cessate il fuoco immediato. Dal 7 ottobre un numero altissimo di civili ha perso la vita. Il Consiglio federale sostiene da tempo i meccanismi e le istituzioni della giustizia penale internazionale. A questo proposito ricorda che la Corte penale internazionale sta conducendo un’indagine sulla situazione nel Territorio palestinese occupato per fare luce sia sugli eventi del 7 ottobre sia su quelli in corso a Gaza e in Cisgiordania. In una dichiarazione del 20 novembre 2023 relativa a questa indagine, la Svizzera ha affermato di sostenere pienamente la Corte e il suo lavoro in tutte le situazioni che rientrano nella giurisdizione di quest’ultima.

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