Lexipedia

Agglomerati. Evitare uno sviluppo a due velocità. Quali sono le modifiche atte a garantire che agglomerati di dimensioni diverse possano partecipare al programma Traffico d'agglomerato?

24.3120 · Interpellanza · 2024-03-11

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

I programmi d’agglomerato di 4a generazione sono passati alla fase di attuazione: l’anno scorso il Parlamento ha infatti adottato il decreto federale che stanzia crediti d’impegno a partire dal 2024. L’elenco dei programmi è pubblicato. Tuttavia, il termine per l’inoltro dei programmi d’agglomerato di 5a generazione è già stato fissato al 31 marzo 2025. Questo ritmo comporta sfide organizzative e in termini di risorse per gli agglomerati, in particolare per quelli di piccole e medie dimensioni.

Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:
1. Su quali criteri si basa per categorizzare gli agglomerati (piccoli, medi, grandi) ? Tale categorizzazione garantisce l’equilibrio tra le regioni in termini di sviluppo economico ?
2. Perché le generazioni dei programmi d’agglomerato seguono un ciclo di quattro anni?
3. Il Consiglio federale può garantire che l’attuale ritmo e i requisiti per la concessione dei crediti siano compatibili con la partecipazione di tutti gli agglomerati interessati?
4. Quali sono i rischi che il Consiglio federale riscontra in alcune regioni in ritardo nello sviluppo dei trasporti e del tessuto urbano? Cosa può fare per rimediarvi?
La politica degli agglomerati della Confederazione mira a una pianificazione coerente dei trasporti e dello sviluppo urbano negli agglomerati, a prescindere dai confini comunali, cantonali o nazionali. Tuttavia, i requisiti delle direttive per il programma Traffico d’agglomerato (DIPTA) implicano un ritmo di lavoro intenso che alcune strutture associative non sono in grado di sostenere.

L’Ufficio federale dello sviluppo territoriale propone che gli agglomerati che non sono in grado di presentare i loro progetti entro i termini previsti rimandino la loro presentazione alla generazione di programmi d’agglomerato successiva. Se questa situazione dovesse concretizzarsi, si creerebbe però uno scenario poco auspicabile in cui lo sviluppo regionale avviene a due velocità.

Occorre quindi trovare il giusto equilibrio per promuovere la partecipazione di tutti gli agglomerati interessati dal programma Traffico d’agglomerato. L’equità finanziaria che deve essere raggiunta tra grandi, medi e piccoli agglomerati urbani deve tenere conto anche delle differenze in termini di risorse e forza economica.

Stellungnahme des Bundesrates

La classificazione degli agglomerati in piccoli, medi e grandi si basa sul numero di abitanti dell’area che può beneficiare dei contributi. Questa classificazione consente di garantire un trattamento equo degli agglomerati di dimensioni simili in sede di esame dei programmi d’agglomerato. Secondo l’articolo 7 della legge federale concernente il Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato, il Consiglio federale propone all’Assemblea federale di norma ogni quattro anni un credito d’impegno per i contributi a favore di misure volte a migliorare il traffico d’agglomerato. Ciò consente il coordinamento tra il programma di sviluppo strategico per le strade nazionali e quello per l’infrastruttura ferroviaria, che generalmente vengono anch’essi presentati al Parlamento ogni quattro anni. Il Consiglio federale ritiene che la cadenza quadriennale si sia dimostrata efficace. Spetta agli agglomerati decidere se presentare un programma ogni quattro anni. Per contenere il più possibile le spese a carico degli agglomerati, in passato i requisiti e i contenuti dei programmi sono stati semplificati e ottimizzati e altre semplificazioni e ottimizzazioni verranno valutate in vista delle prossime generazioni di programmi. Ad esempio, non tutte le parti di un programma d’agglomerato devono essere riviste ogni quattro anni oppure un agglomerato può concentrarsi su un tema specifico. Il Consiglio federale non ritiene che i piccoli agglomerati vengano penalizzati. Finora, infatti, hanno potuto beneficiare dei contributi federali in proporzione persino maggiore rispetto al loro numero di abitanti. In futuro, inoltre, la Confederazione non effettuerà più alcuna riduzione dei contributi basata sull’attuazione dei programmi e terrà maggiormente conto della dipendenza da progetti di livello superiore. Ciò agevola gli agglomerati più piccoli, che spesso dipendono da tali progetti (ad es. i progetti ferroviari).