24.3129 · Interpellanza · 2024-03-11
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Nel settore sanitario, il crescente onere amministrativo, in particolare per i fornitori di prestazioni, è spesso considerato un problema prioritario. È risaputo che a contribuire a questa situazione è il considerevole ritardo nella digitalizzazione. D’altro canto, gli ospedali, i medici e altri fornitori di prestazioni ritengono che le esigenze sempre più elevate provenienti da più parti influiscano notevolmente sull’aumento della burocrazia. La vigilanza richiede sempre più dati, come dimostra, per esempio, l’ampliamento dei dati richiesti dall’articolo 21 della legge federale sull’assicurazione malattie. Da parte loro, i Cantoni si sono visti conferire compiti aggiuntivi nell’ambito dell’autorizzazione dei fornitori di prestazioni, che non possono essere svolti se non con ulteriori interventi di controllo. Ognuno di questi compiti comporterà verosimilmente ulteriori oneri in termini d’informazione, in particolare per i fornitori di prestazioni. Inoltre, secondo chi lavora nel settore anche l’onere interno legato all’attività di controllo è aumentato in modo significativo, per esempio negli ospedali. Alla luce di quanto esposto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: Constata un aumento dell’onere legato alle attività amministrative per i fornitori di prestazioni nel settore sanitario? Quali sono le cause oggettive degli oneri amministrativi (p. es. controllo interno, protezione giuridica, allestimento di statistiche/rapporti per le autorità)?In che percentuale sono responsabili dell’aumento degli oneri amministrativi:gli organi di vigilanza (UFSP, Finma, altri);i Cantoni;gli assicuratori-malattie;gli oneri amministrativi interni di ospedali e studi associati?Sono previste misure volte a contrastare l’aumento degli oneri amministrativi? Quale potenziale di risparmio vede il Consiglio federale in tali oneri?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole del fatto che il tema sollevi discussioni. Di norma, è difficile stimare gli oneri per le attività amministrative svolte dai fornitori di prestazioni. Al momento il Consiglio federale non dispone di cifre concrete. Nei prossimi mesi il Dipartimento federale dell’interno (DFI) si metterà pertanto in contatto con i vari attori per accertare se è necessario intervenire. Un certo onere amministrativo è inevitabile per l’esercizio dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, l’esercizio degli ospedali, l’erogazione di prestazioni o il funzionamento del sistema sanitario in generale. Spetta, tuttavia, in primo luogo ai singoli attori organizzarsi in modo da ridurre allo stretto necessario le attività amministrative. Un’opportunità è rappresentata in particolare dalla digitalizzazione, portata avanti nell’ambito della strategia di politica sanitaria Sanità2030 del Consiglio federale: sistemi interoperabili consentono ai fornitori di prestazioni sanitarie di lavorare con maggiore efficienza, poiché garantiscono uno scambio efficace di informazioni sui pazienti. Questo può contribuire ad accrescere la qualità delle cure e a ridurre gli oneri amministrativi. Anche il Consiglio federale ritiene fondamentale ridurre l’onere amministrativo nella gestione dei dati. Considera, pertanto, importante che le informazioni necessarie per svolgere le sue attività non siano rilevate più volte, bensì una volta sola (principio «once only») e che, per quanto possibile, si ricorra a dati di routine. A tale scopo ha avviato il programma «Gestione dei dati a livello nazionale», gestito dall’Ufficio federale di statistica, nel quale rientra, tra l’altro, l’attuazione della raccolta e dell’uso semplificati dei dati nel settore dell’assistenza sanitaria ospedaliera stazionaria nell’ambito del progetto SpiGes. Per garantire la trasparenza sui flussi di costo nel settore sanitario e sulle relative cause è tuttavia indispensabile, come già menzionato, rilevare alcuni dati. Infine, su tale base sarà possibile identificare misure efficaci di contenimento dei costi. Sono queste le conclusioni alle quali è giunto anche il rapporto su una strategia coerente per il rilevamento di dati nel settore sanitario, elaborato dal Consiglio federale in adempimento del postulato 18.4102 della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati. Una strategia coerente deve semplificare l’accesso alle informazioni e agevolare la collaborazione tra i diversi attori nelle fasi di raccolta e analisi dei dati. I lavori di attuazione sono stati avviati nell’ambito del programma DigiSanté del DFI per la promozione della trasformazione digitale nel settore sanitario. Infine, con la legge sullo sgravio delle imprese, il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di sottoporre annualmente a una valutazione da tre a cinque settori per determinare se presentino un potenziale di sgravio per le imprese.