24.3160 · Interpellanza · 2024-03-13
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Secondo il decreto federale del 22 giugno 2001 sul freno all’indebitamento e le spiegazioni del Consiglio federale contenute nell’opuscolo riguardante la votazione popolare del 2 dicembre 2001, il freno all’indebitamento prescrive al Consiglio federale e al Parlamento di non spendere più di quanto riscosso. Tuttavia prevede anche che la Confederazione possa reagire in modo flessibile in presenza di situazioni straordinarie.
Nel suo messaggio del 5 luglio 2000 sul freno all’indebitamento, l’Esecutivo ha infatti affermato che è necessaria una regolamentazione derogatoria in situazioni incontrollabili quali le catastrofi naturali, le guerre, le forti recessioni o altri eventi particolari (ad es. in materia d’asilo).
A causa delle numerose gravi crisi e dei nuovi compiti, il bilancio della Confederazione è sotto pressione. Mi riferisco segnatamente alla pandemia di COVID-19, ai piani di salvataggio per Axpo e Credit Suisse, alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina con le pesanti ripercussioni sulle capacità difensive dell’esercito, al settore dell’asilo (statuto di protezione S) e all’aiuto umanitario.
Al tempo stesso, il Consiglio federale si mostra a corto di idee su come finanziare queste crescenti sfide. Prorogando l’ampliamento dell’esercito ed effettuando riduzioni trasversali, l’Esecutivo sceglie di non entrare nel vivo della questione. L’accettazione dell’iniziativa per una 13esima mensilità AVS e altri progetti, potenzialmente dell’ordine di miliardi di franchi, determinano un ulteriore aumento della pressione sulle finanze federali. Eventuali misure volte a introdurre risparmi più consistenti o a incrementare le entrate non otterrebbero la maggioranza dei consensi e richiederebbero talune modifiche costituzionali e legislative.
Alla luce di quanto precede, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.
Perché il Consiglio federale aumenta la pressione sul freno all’indebitamento invece di applicare, in particolare nel contesto della guerra di aggressione della Russia, le disposizioni derogatorie esplicitamente previste nella legge e nel messaggio?
Quando farà una ponderazione politica onesta dei compiti dello Stato invece di effettuare riduzioni lineari e proroghe?
Perché attribuisce più importanza al freno all’indebitamento piuttosto che ad altri compiti costituzionali, quali la difesa nazionale o la protezione della popolazione?
Stellungnahme des Bundesrates
Il freno all’indebitamento ha lo scopo di evitare che le finanze federali sfuggano di mano a causa di deficit cronici dell’ordine di miliardi di franchi. La Costituzione impone quindi al Consiglio federale e al Parlamento di perseguire a medio termine un bilancio equilibrato. Il freno all’indebitamento permette di sostenere uscite straordinarie soltanto in caso di eventi eccezionali che sfuggono al controllo della Confederazione. È quanto accade per le uscite a favore delle persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina, che sono gestite a titolo straordinario dal 2022. In tal modo, il bilancio ordinario viene sgravato di circa un milione di franchi all’anno. L’aumento delle uscite che, come nel caso dell’esercito, è controllabile, durevole e non può essere finanziato mediante la crescita delle entrate deve invece essere compensato attraverso misure di risparmio sul fronte delle uscite o mediante aumenti delle imposte (cfr. anche i pareri in risposta alla mozione Salzmann 23.3843 e alla mozione CdF-N 23.4350). L’attuale disequilibrio del bilancio della Confederazione non è imputabile a entrate troppo esigue bensì a un eccessivo incremento delle uscite. Nei prossimi anni, soprattutto le uscite destinate all’AVS e all’esercito aumenteranno molto più rapidamente rispetto alle entrate della Confederazione. Nel contempo, le uscite nel settore della migrazione rimarranno elevate. Tutti i compiti federali sono definiti nella Costituzione. Le disposizioni del freno all’indebitamento non specificano se l’equilibrio strutturale del bilancio federale debba essere raggiunto tramite una riduzione delle uscite o un aumento delle entrate. Spetta al Consiglio federale e al Parlamento decidere in merito. L’Esecutivo ha adottato misure attuabili a breve termine al fine di eliminare i deficit di finanziamento strutturali previsti per il 2024 e il 2025. Tra queste misure rientrano anche il rallentamento della crescita delle uscite per l’esercito e riduzioni lineari delle uscite con un debole grado di vincolo. Il Consiglio federale intende recuperare un margine di manovra finanziario e strategico per gli anni successivi. Ha pertanto deciso di eseguire una verifica approfondita dei compiti e dei sussidi nonché delle uscite fortemente vincolate. A tale scopo ha istituito un gruppo di esperti.