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Per la liberazione dei prigionieri politici detenuti dall'Azerbaigian a seguito dell'annessione del Nagorno-Karabakh

24.321 · Iniziativa cantonale · 2024-11-05

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

Il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra,

visto l'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale del 18 aprile 1999;

visto l'articolo 115 dalla legge federale del 13 dicembre 2002 sull'Assemblea federale;

visto l’articolo 156 della legge del 13 dicembre 1985 concernente il regolamento del Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra,

chiede all’Assemblea federale di

  • esigere che la Repubblica dell'Azerbaigian, in quanto Paese che ospita la Conferenza delle parti (COP29), rispetti i principi fondamentali emanati dall'ONU in materia di diritti dell'uomo, diritto umanitario e libertà d'espressione che al momento sono violati dal Governo di Baku;
  • esigere che la Repubblica dell'Azerbaigian liberi immediatamente i prigionieri di guerra - che sono ormai prigionieri politici - catturati durante il conflitto concernente il Nagorno-Karabakh;
  • di fare in modo che la delegazione svizzera presso la COP29 esprima tali richieste in modo costante e deciso, da sola oppure in comune con altre delegazioni che perseguono i medesimi obiettivi.

Begründung

Considerando

  • l'annessione con l'uso della forza del territorio del Nagorno-Karabakh da parte dell'Azerbaigian avvenuta il 19 settembre 2023;
  • la politica di «pulizia etnica» attuata successivamente, iniziata con il blocco totale del corridoio di Lachin il 12 dicembre 2022 e conclusa con l'invasione dell'intero territorio, l'esodo di oltre 100 000 persone dalla propria terra nativa in direzione dell'Armenia e la distruzione sistematica del patrimonio culturale armeno nella regione;
  • la cattura da parte dell'Azerbaigian, nell'ambito dell'aggressione del 2023 e di aggressioni precedenti, di varie decine di prigionieri di guerra armeni, tra cui figurano personalità importanti della ex repubblica che si era autoproclamata;
  • l'articolo 118 della Terza convenzione di Ginevra secondo cui i prigionieri di guerra «saranno liberati e rimpatriati immediatamente dopo la fine delle ostilità attive»;
  • le violazioni manifeste e documentate da numerose ONG indipendenti degli articoli 12–18 della medesima convenzione, che assicurano la protezione dei prigionieri;
  • la liberazione, il 19 dicembre 2023 da parte dell'Azerbaigian, di 32 prigionieri di guerra e il perdurare della detenzione di almeno 23 prigionieri per motivi infondati;
  • i punteggi assai ridotti che l'Azerbaigian consegue in tutte le classifiche relative al livello di democrazia, di libertà di espressione e di rispetto dei diritti umani elaborate da organismi indipendenti (Freedom House, Reporters sans frontières, Democracy Matrix, The Economist, ...);
  • la manifestazione di un razzismo istituzionale senza limiti, che ha portato una commissione del Parlamento azero a qualificare in una risoluzione la popolazione armena come «tumore cancerogeno d'Europa» ;
  • l'esclusione temporanea della delegazione azera dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa a partire da gennaio 2024;
  • il divieto di accesso al territorio azero emanato nei confronti dei deputati dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa che hanno votato a favore di suddetta esclusione;
  • il fatto che la prossima Conferenza delle parti (COP29) si terrà a Baku dall'11 al 22 novembre 2024;
  • la particolare visibilità che questo evento darà all'Azerbaigian e la possibilità che tale circostanza offre alla comunità internazionale di chiedere a questo Stato rapidi progressi nel rispetto dei diritti umani e delle Convenzioni di Ginevra.