24.3211 · Interpellanza · 2024-03-14
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
1. Nel rapporto in adempimento del postulato 23.3131 il Consiglio federale ha annunciato che in futuro prenderà in considerazione la partecipazione alle esercitazioni della NATO relative all’intera gamma di capacità. Cosa intende il Consiglio federale con «l’intera gamma di capacità»? È prevista la partecipazione a esercitazioni come la NATO Crisis Management Exercise (CMX 2023)? In che ruolo, con quali mezzi e in che misura? A livello internazionale, che segnale invia la Svizzera?
2. In passato la Svizzera ha già partecipato a esercitazioni che, come la CMX 2023, mirano al miglioramento dei compiti fondamentali della NATO ai sensi dell’articolo 5 del Patto Atlantico, ovvero la difesa collettiva e la gestione delle crisi? Se la risposta è «no»: per quale motivo non è ancora successo?
3. Come ha spiegato il Consiglio federale nel rapporto complementare 21.070, «nel caso di un attacco armato a uno Stato neutrale vengono meno i suoi obblighi derivanti dal diritto della neutralità ed esso è libero di organizzare la propria difesa insieme ad altri Stati.». Cosa significa «organizzare insieme ad altri Stati»? L’obiettivo della cooperazione in materia di istruzione prevista è quello di garantirsi l’opzione di cooperare strettamente con la NATO nel caso di un attacco armato?
4. Su cosa basa il Consiglio Federale l’ipotesi che altri Stati sarebbero pronti e capaci di organizzare la loro difesa «insieme» alla Svizzera in caso di un attacco militare? Il Consiglio federale ha condotto colloqui esplorativi con gli Stati limitrofi?
5. Una maggiore interoperabilità e la partecipazione ad alcune esercitazioni internazionali a bassa intensità sono sufficienti a consentire una difesa collettiva senza intoppi nel caso di un attacco?
6. Quali misure di compensazione adotta il Consiglio federale per evitare che la Svizzera venga considerata come un’opportunista della sicurezza approntata dall’UE e dalla NATO?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il rapporto complementare al rapporto sulla politica di sicurezza del 7 settembre 2022 e il rapporto in adempimento dei postulati 23.3000 e 23.3131 dimostrano che le forze armate devono rafforzare le loro capacità di difesa in considerazione del netto deterioramento della situazione della sicurezza. Ciò richiede la capacità di esercitare l'intero spettro di compiti, compreso quello fondamentale della difesa. L'effetto di apprendimento è particolarmente grande durante le esercitazioni internazionali. La partecipazione alle esercitazioni internazionali richiede una decisione del Consiglio federale; una decisione sulla CMX 2025 è ancora in sospeso. La partecipazione potrebbe essere interessante per l'Esercito svizzero per esercitarsi a gestire una crisi internazionale in cooperazione. Tuttavia, la Svizzera non assumerebbe il ruolo di membro di un'alleanza e non parteciperebbe alla difesa comune, ma svolgerebbe il ruolo che avrebbe nella realtà come Stato neutrale. La partecipazione potrebbe fornire preziose indicazioni sulla difesa dell'alleanza, utili per le capacità di difesa della Svizzera. Partecipando, la Svizzera darebbe un segnale di riconoscimento dell'importanza della cooperazione internazionale in tempi di crisi e sarebbe pronta a praticarla con i suoi partner senza assumere alcun impegno. 2 La CMX si svolge ogni due anni; la Svizzera non è stata invitata all'ultima edizione del 2023. Nel 2021 la Svizzera ha partecipato come osservatore. A causa dell'aggravarsi della situazione di minaccia, le esercitazioni della NATO sono sempre più incentrate sulla difesa e, in particolare, sulle esercitazioni ai sensi dell'articolo 5. L'interesse della Svizzera a partecipare a segmenti di tali esercitazioni è aumentato anche perché il numero di altre esercitazioni offerte è in costante diminuzione. 3. È vero che in caso di attacco alla Svizzera gli obblighi di neutralità non valgono più. Una difesa congiunta con altri Stati deve essere pianificata e praticata in anticipo, almeno in una certa misura, se si vuole che sia efficace in caso di emergenza. Questo apre ulteriori opzioni alla Svizzera e aumenta la sua libertà d'azione senza creare vincoli. 4. Non è certo che altri Stati siano disposti a difendersi insieme alla Svizzera in caso di attacco a loro e alla Svizzera, tanto più che la Svizzera, in quanto Stato neutrale, non può impegnarsi a fornire assistenza militare. Tuttavia, un attacco alla Svizzera sarebbe probabilmente accompagnato da un attacco ai Paesi confinanti; una difesa comune potrebbe quindi essere nell'interesse comune. I colloqui esplorativi non hanno avuto luogo e non sono previsti. 5. L'Esercito svizzero pratica l'interoperabilità da molti anni. Le esercitazioni congiunte a tutto campo creano fiducia, consentono la cooperazione pratica e migliorano quindi le condizioni per la cooperazione con prospettive di successo anche nella difesa. 6. La Svizzera contribuisce in vario modo alla cooperazione internazionale, ad esempio nel peacebuilding militare e nello sminamento umanitario. La percezione della Svizzera dipende anche dai suoi sforzi per rafforzare le proprie capacità di difesa e dai contributi che potrebbe dare alla cooperazione in caso di attacco.