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24.3252 · Interpellanza · 2024-03-14

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

In vari Cantoni è di recente emerso un grave problema di abusi nel permesso S ad opera di individui che non hanno nulla a che vedere con l’Ucraina.

Nei Grigioni più della metà delle persone che hanno ottenuto il permesso S dallo scorso mese di luglio “non parla né ucraino né russo”. La situazione è analoga nei Cantoni di San Gallo e Turgovia. Anche lì gli ucraini sono ormai in minoranza.

I nuovi beneficiari del permesso S sono in maggioranza Rom, pare ungheresi. Possiedono un passaporto ucraino in quanto l’hanno comprato.

Con ogni probabilità situazioni del genere si verificano anche in Ticino.

Gli abusi nei premessi S non sono certo una novità: già all’inizio della guerra in Ucraina persone che vivevano da anni in paesi UE hanno ottenuto lo statuto di protezione, come pure migranti economici.

I nuovi abusi sono ancora più gravi in quanto i rom con statuto S, oltre a percepire indebitamente gli aiuti garantiti dallo statuto in questione, sarebbero anche dediti ad attività illegali, incluso l’accattonaggio ed il furto negli appartamenti.

Questa situazione non può essere tollerata e nuoce grandemente all’accettazione dei profughi ucraini, peraltro già messa a dura prova dalla lunga durata del conflitto e dagli ingiustificati privilegi garantiti dallo statuto S, che non si conciliano con una permanenza di lunga durata sul nostro territorio.

A quanto pare, la causa dei nuovi abusi sarebbe la centralizzazione e riduzione del dispositivo di gestione dello statuto S ad opera della Confederazione, che porta ad una minore qualità ed incisività dei controlli.

Considerando i costi miliardari a carico del contribuente generati dagli statuti S, che il CF ha oltretutto deciso di prolungare fino a marzo 2025, la situazione creatasi non è sostenibile.

Chiedo al CF:

  • Il CF ha idea di quanti siano in Svizzera gli statuti S ottenuti da persone di etnia Rom che nulla hanno a che vedere con l’Ucraina?

  • Il CF ha stimato i costi che questi abusi potrebbero comportare per le casse pubbliche?

  • Corrisponde al vero che la centralizzazione delle procedure ha portato ad una riduzione della qualità dei controlli sul rilascio degli statuti S?

  • Come intende il CF muoversi affinché gli statuti S ottenuti in modo illecito vengano immediatamente revocati?

  • Non ritiene il CF che la presenza di un numero elevato di abusi nello statuto S nuoccia grandemente all’accettazione dei profughi ucraini in Svizzera?

Stellungnahme des Bundesrates

1., 2. Le persone che, avendo il centro dei loro interessi in Ucraina al momento dell’invasione russa, rientrano nel campo di applicazione della decisione di portata generale del Consiglio federale dell’11 marzo 2022 (FF 2022 586) ottengono lo statuto S. Tutte le altre non ottengono uno statuto di protezione, a prescindere dalla loro etnia, la quale non è rilevata statisticamente dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM). La SEM ha respinto 1062 domande di protezione nel 2022 e 932 nel 2023, il che corrisponde a circa il 2,1 per cento di tutte le domande di protezione. Il rigetto di una domanda non comporta nessun costo per l’ente pubblico. Non si possono ritenere abusive le domande di protezione soltanto perché gli interessati non parlano né ucraino né russo. Questo è rilevante in particolare nel caso dei rom dell’Ucraina, le cui conoscenze della lingua ucraina sono spesso lacunose a causa del loro basso livello di istruzione. Senza contare che gran parte della comunità rom vive in insediamenti propri, separati dal resto della popolazione ucraina. 3. La centralizzazione della gestione dello statuto S è un provvedimento organizzativo della SEM volto a rendere ancora più efficienti le procedure. Facilita inoltre il trasferimento delle conoscenze e permette di riconoscere rapidamente le domande abusive. La centralizzazione non modifica in alcun modo le condizioni per la concessione della protezione provvisoria o l’attenzione dedicata all’esame delle domande. La SEM verifica l’autenticità dei documenti d’identità con l’aiuto di specialisti dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini, che riescono facilmente a riconoscere le falsificazioni poiché i documenti d’identità e di viaggio ufficiali dell’Ucraina presentano un elevato standard di sicurezza. 4. Se apprende che una persona ha ottenuto la protezione provvisoria facendo false dichiarazioni o dissimulando fatti essenziali (p. es. un’alternativa ragionevole di protezione al di fuori dell’Ucraina), la SEM avvia sistematicamente una procedura di revoca. La protezione provvisoria può essere revocata anche se non è più giustificata o necessaria. Fino al 29 febbraio 2024 la SEM ha revocato questo statuto in 96 casi. 5. Anche il Consiglio federale ritiene che debbano ottenere la protezione della Svizzera soltanto le persone che ne hanno effettivamente bisogno. Sia la procedura applicata allo statuto S sia il sistema d’asilo svizzero nel suo complesso si fondano su questo principio.