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24.3260 · Interpellanza · 2024-03-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Dopo 16 anni di negoziati, il 10 marzo 2024 è stato firmato un accordo di libero scambio tra l’India e i Paesi dell’AELS. Di per sé è una buona notizia. Tuttavia, va esaminata l’esatta impostazione per valutare se l’accordo promuove un commercio equo e sostenibile o favorisce gli investimenti in settori problematici dal punto di vista sociale e ambientale. A tal proposito, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.

  1. Il fatto che il capitolo 11 dell’accordo definisca obiettivi di sviluppo sostenibile è senz’altro positivo. Tuttavia, le formulazioni scelte sembrano non essere vincolanti. Quali di queste disposizioni obbligano (in quanto norme giuridicamente vincolanti) le Parti a rispettare determinati standard minimi in materia di ambiente e diritti umani? Quali conseguenze sono previste in caso di violazione?

  2. L’articolo 11.11 afferma esplicitamente che il meccanismo di risoluzione delle controversie definito nel capitolo 12 non si applica al capitolo sulla sostenibilità. Perché questo meccanismo non si applica al capitolo sulla sostenibilità? Ad esempio, come potrebbe una parte della popolazione indiana colpita dal degrado ambientale nella propria regione opporsi agli investimenti non sostenibili promossi dal nuovo accordo di libero scambio?

  3. Secondo l’articolo 7.1 paragrafo 3 lettera a, gli Stati dell’AELS «mirano» ad aumentare gli investimenti diretti esteri in India di 50 miliardi di dollari entro dieci anni dall’entrata in vigore dell’accordo. Altri 50 miliardi di dollari saranno aggiunti nei cinque anni successivi. Poiché è noto che l’economia svizzera non è organizzata secondo i principi dell’economia pianificata, come si può raggiungere questo ambizioso obiettivo? Quali saranno le conseguenze se l’obiettivo non verrà raggiunto?

  4. L’articolo 7.1 paragrafo 3 lettera a non menziona alcuno standard sociale o ambientale. Pertanto, anche un investimento in una centrale a carbone o nella deforestazione sarebbe calcolato ai fini di questo obiettivo?

  5. L’accordo di investimento con l’India è stato disdetto dal Paese asiatico nel 1997. La Svizzera sta pianificando un nuovo approccio per quanto riguarda gli investimenti annunciati dalle aziende svizzere?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nell’accordo di libero scambio AELS-India il Paese asiatico ha accettato per la prima volta l’inclusione di disposizioni vincolanti sulla sostenibilità. Il capitolo corrispondente copre gli elementi fondamentali dell’approccio degli Stati AELS, in particolare l’obbligo di non discostarsi dai livelli di protezione applicabili dalle Parti contraenti in materia di lavoro e ambiente al fine di promuovere il commercio. Le Parti ribadiscono inoltre il loro impegno ad attuare le convenzioni internazionali da loro ratificate in materia di lavoro, ambiente (inclusa la protezione del clima) e non discriminazione. Per quanto riguarda gli standard lavorativi, sebbene non abbiano ratificato le apposite convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), le Parti si impegnano a rispettare, promuovere e attuare i principi e i diritti fondamentali del lavoro.

2. Il Consiglio federale si è già pronunciato più volte sulla questione dell’arbitrato e delle sanzioni relative alle disposizioni sulla sostenibilità, ad esempio in risposta alla mozione 21.3087 Badertscher «Accordi di libero scambio. Capitolo vincolante sulla sostenibilità», sostenendo che a lungo termine un approccio orientato al dialogo e alla cooperazione permette di ottenere risultati migliori rispetto a un sistema fondato sulla minaccia di sanzioni. A differenza di altre disposizioni basate su accordi dell’OMC con meccanismi di arbitrato, le disposizioni sulla sostenibilità contenute nell’accordo si fondano su strumenti internazionali (convenzioni dell’OIL, accordi ambientali multilaterali) che non prevedono meccanismi di arbitrato o sanzioni. La mancata applicazione di tali meccanismi non significa però che non ci sia un meccanismo di sorveglianza efficace nell’ambito dell’accordo. Secondo il Consiglio federale, il sottocomitato creato appositamente per la sostenibilità e il meccanismo di consultazioni formali previsto nel capitolo 11 per risolvere le divergenze di opinione costituiscono già gli strumenti necessari in tal senso. La società civile è strettamente coinvolta nelle attività di monitoraggio di queste disposizioni.

3. La cifra di 100 miliardi di investimenti nei prossimi 15 anni definita nell’accordo è un obiettivo comune delle Parti e non un obbligo ai sensi del diritto internazionale. Per raggiungere questo obiettivo gli Stati dell’AELS si impegnano a promuovere gli investimenti nel Paese asiatico. Da parte sua, l’India si impegna a creare e mantenere un contesto favorevole agli investimenti.

Il raggiungimento dell’obiettivo e le misure definite nell’accordo vengono regolarmente esaminati da un sottocomitato e se il valore target non può essere raggiunto a causa di circostanze esterne o di mutate previsioni, vengono rivisti al ribasso.

Se l’obiettivo non viene raggiunto e l’India ritiene che gli Stati dell’AELS non abbiano adempiuto ai loro obblighi, quest’ultima può sospendere temporaneamente e proporzionalmente le concessioni sul commercio di merci dopo una serie di consultazioni e non prima di 20 anni dall’entrata in vigore dell’accordo.

4. Il capitolo 7 dell’accordo di libero scambio AELS-India non definisce requisiti qualitativi per gli investimenti. La Svizzera e gli altri Stati dell’AELS sono però liberi di dare la priorità alle loro attività di promozione come meglio credono. Il Consiglio federale si aspetta che le aziende stabilite o operanti in Svizzera rispettino gli standard e i principi internazionali sulla responsabilità sociale d’impresa, come le Linee guida dell’OCSE destinate alle imprese multinazionali, i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e gli obiettivi del Global Compact dell’ONU. Le linee guida dell’OCSE fanno riferimento anche agli obiettivi dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e alla Convenzione sulla diversità biologica. Il Consiglio federale terrà conto di queste aspettative nei confronti delle imprese svizzere anche nell’attuazione del capitolo sugli investimenti contenuto nell’accordo con l’India.

5. L’accordo bilaterale di protezione degli investimenti con l’India del 1997 è scaduto il 6 aprile 2017 a seguito della sua risoluzione da parte del partner asiatico. I negoziati avviati nel 2017 per un nuovo accordo di protezione degli investimenti sono stati temporaneamente sospesi alla fine del 2018, per poi essere ripresi verso la metà del 2023. L’ultima tornata negoziale ha avuto luogo il 18 marzo 2024.