24.3266 · Interpellanza · 2024-03-14
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
La pandemia di COVID-19 ci ha resi consapevoli delle conseguenze devastanti delle crisi sanitarie globali e dell’importanza di rafforzare la nostra resilienza, come suggerito dall’UFPP, che considera le pandemie il principale rischio sociale per la Svizzera.
In termini di sanità pubblica, questo significa rafforzare la prevenzione e la preparazione della nostra popolazione e rendere più resilienti le nostre catene di approvvigionamento.
In questo contesto, la collaborazione internazionale riveste un ruolo essenziale, soprattutto perché è improbabile che il prossimo patogeno pandemico si manifesti in Svizzera.
È quindi importante investire nella protezione sanitaria internazionale, ad esempio attraverso la diagnosi precoce e l’accesso a vaccini e medicamenti, come conferma il Consiglio federale nella sua risposta alla domanda Roduit 24.7159. Secondo l’Imperial College di Londra, ogni franco investito nella preparazione a una pandemia genera un ritorno fino a 2800 franchi.
In quanto polo sanitario riconosciuto a livello mondiale, la Svizzera potrebbe svolgere un ruolo chiave nella lotta internazionale contro le pandemie. E questo potrebbe costituire un’opportunità anche per i nostri istituti di ricerca e i nostri attori economici.
La Strategia di politica estera 2024–2027 e il piano finanziario della legislatura in corso prevedono però pochi impegni finanziari per una migliore protezione sanitaria internazionale.
E il finanziamento dei programmi internazionali resta troppo prudente, nonostante il nostro elevato PIL pro capite. La Coalizione per le innovazioni nella preparazione alle epidemie (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations, CEPI) riceve dalla Svizzera 1,3 franchi pro capite, contro i 4,4 dalla Germania, i 5 dal Regno Unito o i 33,2 dalla Norvegia. Il Partenariato globale per la ricerca e lo sviluppo di antibiotici (Global Antibiotic Research and Development Partnership, GARDP), con sede a Ginevra, riceve 0,1 franchi pro capite, contro gli 0,7 dalla Germania o gli 0,3 dalla Gran Bretagna.
Da qui le domande seguenti:
Oltre ai fondi stanziati per la CEPI e il GARDP, quali altre collaborazioni internazionali contro le pandemie sono attualmente finanziate dalla Svizzera?
Il Consiglio federale potrebbe aumentare i contributi della Svizzera alla CEPI o al GARDP prima dell’entrata in vigore della LEp? O dopo?
È ipotizzabile un finanziamento a lungo termine di queste iniziative da parte della ricerca, come fa l’UE con Horizon?
Che cosa sta facendo il Consiglio federale per rafforzare la posizione della Svizzera come attore chiave e sede del polo mondiale della salute?
Stellungnahme des Bundesrates
1. La preparazione e la risposta alle pandemie, nonché la lotta alle resistenze agli antimicrobici, rappresentano sfide globali che necessitano di un approccio internazionale e che rappresentano importanti priorità della politica estera della Svizzera in materia di salute. Oltre ai contributi alla CEPI e al GARDP, la Svizzera si impegna anche in qualità di Stato membro e membro fondatore dell’OMS. Contribuisce inoltre a rafforzare la preparazione e la prevenzione nell’ambito delle pandemie nel quadro della sua cooperazione allo sviluppo, attività che porta avanti anche attraverso il Fondo globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria, l’Alleanza per le vaccinazioni GAVI, la fondazione FIND (Foundation for innovative new diagnostics) e il Pandemic Fund, istituito nel 2022 sotto l’egida del G20. Infine, il rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato della CPE-N 20.3469 «Misure per contenere il propagarsi delle zoonosi e combatterne le cause» evidenzia gli sforzi compiuti dalla Svizzera in materia di cooperazione internazionale e cooperazione allo sviluppo nei Paesi interessati, per affrontare le sfide legate alla lotta alle zoonosi, che rappresentano il 60 per cento delle malattie infettive umane. 2. Le basi legali vigenti nella legge sulle epidemie (LEp; RS 818.101) non sono state concepite per sostenere in maniera sostanziale le organizzazioni e le iniziative internazionali importanti dal punto di vista strategico attive nel rilevamento, nella sorveglianza, nella prevenzione e nella lotta ai rischi per la salute derivanti dalle malattie trasmissibili. Pertanto, in quest’ambito è possibile fornire soltanto un contributo limitato. Tuttavia, proprio la COVID-19 ha mostrato che le strutture per la preparazione e la risposta alle pandemie devono essere predisposte prima che gli agenti patogeni possano sviluppare pienamente il proprio potenziale pandemico. Il rafforzamento di questa architettura internazionale è anche nel diretto interesse della Svizzera. Nell’avamprogetto della revisione parziale della LEp, in consultazione sino alla fine di marzo del 2024, il Consiglio federale propone una nuova base legale al fine di garantire la concessione di contributi a queste organizzazioni e iniziative internazionali. Tenendo conto delle possibilità finanziarie della Confederazione, esaminerà inoltre un finanziamento continuo della CEPI e del GARDP (cfr. domanda Roduit 24.7159 « Quelles contributions pour la CEPI en 2025 et 2026 ?»). 3. A livello nazionale, la Confederazione sostiene la ricerca secondo il principio bottom-up (gli scienziati propongono i progetti) e il principio di competitività, attraverso enti di ricerca come il Fondo nazionale svizzero e sulla base della legge federale sulla promozione della ricerca e dell’innovazione (LPRI; RS 420.1), mentre a livello internazionale partecipa a programmi europei (p. es. con la collaborazione di scienziati o del settore privato in Svizzera ad alcuni progetti di Horizon Europe). Spetta all’ufficio federale competente sostenere iniziative o organizzazioni come la CEPI, sulla base di leggi specifiche come la LEp (v. risposta alla domanda 2). 4. In qualità di membro del Consiglio esecutivo dell’OMS per il periodo 2023–2026 e in seno a diverse organizzazioni attive nell’ambito della sanità mondiale con sede a Ginevra, la Svizzera si adopera per rafforzare il ruolo dell’OMS in quanto attrice centrale della sanità globale. Nel quadro della politica di Stato ospite, la Svizzera sostiene anche la presenza della sede centrale dell’OMS a Ginevra.