24.3268 · Postulato · 2024-03-14
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio Federale in considerazione dei volumi di accumulo idroelettrico disponibili nei bacini in Svizzera non realmente sfruttati è incaricato di elaborare un rapporto sul potenziale e sulle possibili misure di ottimizzazione per aumentare le riserve invernali accumulo idroelettrico reali nei bacini esistenti, attualmente sfruttati in media al 65% .
Begründung
Il nostro Paese dispone di un importante infrastruttura per l’accumulo di acqua per la produzione di elettricità, equivalente a 8910 GWh quando tutti i bacini sono riempiti al 100%.
Secondo le statistiche pluriennali i bacini raggiungono in media un riempimento massimo a inizio novembre pari a solo l’83% del massimo disponibile, mentre sempre nella media pluriennale a inizio aprile i bacini dispongono ancora del 18 %. Un’escursione media del 65 % ovvero 5800 GWh.
Risulta un potenziale teorico mediamente non sfruttato di 3100 GWh.
I valori storici arrivano per il massimo a 92.8% (2019) e per il minimo a 8.6% (2021) un’escursione teorica del 84.2 %, 19% o 1700 GWh in più dei valori medi.
A prima vista disponiamo di importanti riserve non sfruttate (> 20%).
Pur non considerando il valore massimo teorico di 8910 GWh, una parte di esso potrebbe essere sfruttato con una diversa gestione dei bacini: ad esempio aumentando il riempimento inizio inverno dall’attuale valore medio del 83 % al 90 % aumenta la riserva invernale di 600 GWh se l’aumento del riempimento medio inizio inverno sale al 95 % abbiamo più di 900 GWh in più. Altrettanto se si scende all'8% a fine marzo.
Un potenziale importante fisicamente disponibile che deve e può essere attivato anche considerando la crescita della produzione di energia fotovoltaica e altro rinnovabile che impatta positivamente il potenziale di stoccaggio nei bacini.
Nuove importanti fonti di energia che vanno considerate per una diversa gestione dell'accumulo nei bacini mirata allo sfruttamento ottimale dei volumi disponibili per aumentare le riserve per il periodo novembre marzo quando la produzione da impianti idroelettrici ad acqua fluente (fiumi) è ridotta.
Potenziale che può servire e va considerato per la pianificazione dell’approvvigionamento elettrico invernale del Paese a breve medio e lungo termine, potenziale che il postulato chiede venga analizzato.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Attualmente il Consiglio federale non ha motivo di dubitare del fatto che i gestori sfruttino in modo ottimale le centrali idroelettriche. I volumi utili indicati dall’autore del postulato rappresentano l’intero portafoglio della Svizzera, ovvero la somma di tutti i bacini di accumulazione. A causa delle diverse caratteristiche dei bacini imbriferi (altezza, quote dei ghiacciai, ecc.) e delle strategie di gestione, non tutti i bacini di accumulazione raggiungono il massimo contemporaneamente. In effetti è possibile che singoli bacini vengano già svuotati, mentre altri si trovino ancora in fase di riempimento. Inoltre, quando i bacini sono relativamente pieni, i gestori degli impianti prevedono di solito un volume di riserva per eventuali precipitazioni autunnali. Da un lato, per evitare perdite di produzione e, dall'altro, in molti casi per fornire un contributo alla protezione contro le piene. Per contro, in primavera non si raggiunge mai il livello minimo di riempimento pari allo zero per cento, poiché lo scioglimento delle nevi inizia in momenti diversi nei vari bacini imbriferi e i periodi possono variare da un anno all’altro in tutta la Svizzera, a seconda del clima e dell’altitudine. I gestori devono però poter essere in grado di onorare i loro contratti di fornitura anche se lo scioglimento delle nevi inizia più tardi, situazione che richiede una ritenzione dell’acqua. Tale ritenzione può tuttavia essere minimizzata, soprattutto grazie al continuo miglioramento dei modelli di previsione idrologica e meteorologica. Inoltre, non bisogna dimenticare le revisioni periodiche, durante le quali i bacini non possono essere mantenuti in servizio in modo normale. Infine, va precisato che i gestori delle centrali elettriche non ottimizzano i loro impianti solo sotto il profilo della sicurezza dell’approvvigionamento, ma soprattutto anche in termini di efficienza economica. Questa situazione può portare a conflitti di interesse. Un esempio: dal punto di vista economico può essere vantaggioso turbinare l'acqua nel tardo autunno, quando i prezzi di mercato sono elevati, questo però va a scapito del mantenimento dei livelli dell’acqua il più possibile elevati. Per questo motivo, in caso di situazioni di approvvigionamento critiche, la Confederazione ha previsto per i gestori un compenso per il mantenimento di una riserva di energia idroelettrica. Quest’ultima è discplinata nella legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili. Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale non ritiene necessario stendere un rapporto sul tema, poiché non porterebbe all'acquisizione di nuove conoscenze.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.