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24.3289 · Interpellanza · 2024-03-14

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

A prima vista, la dislessia presenta tutte le caratteristiche per rientrare tra le malattie rilevanti ai sensi dell’AI: è un disturbo congenito, ereditario e ha un impatto elevato sulla formazione e sull’inserimento nel mondo del lavoro. Da qui la necessità di una definizione, di criteri precisi e di un approccio di trattamento multidisciplinare e non esclusivamente a livello scolastico. 1. In considerazione del fatto che le recenti definizioni dell’OMS e del DSM 5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) confermano che la dislessia rientra tra i disturbi comportamentali, il Consiglio federale non ritiene che vada considerata un disturbo neurologico dello sviluppo cerebrale congenito, ereditario e genetico come gli altri disturbi che figurano nell’elenco dell’AI?2. In considerazione del fatto che una persona dislessica ha un funzionamento cerebrale definitivamente diverso, non riconosce che il disturbo comporta problemi ben più ampi che al solo livello scolastico e che la ostacolerà nel corso di tutta la sua vita sociale e professionale?3. In considerazione del fatto che le conseguenze della dislessia sulla formazione scolastica e professionale sono notevoli, non ritiene che l’AI debba promuovere l’integrazione professionale con tutte le risorse a disposizione quali logopedisti, psicologi, coach, insegnanti di sostegno, contatti con le scuole e gli ambienti professionali?4. In considerazione del fatto che il rilevamento, la diagnosi e infine il trattamento sono spesso troppo tardivi a causa del razionamento provocato di fatto dalla NPC, non riconosce che riammettere la presa a carico della dislessia da parte dell’AI permetterebbe di nuovo di individuare prima le persone toccate e di attuare le misure di aiuto necessarie?5. In considerazione del fatto che attualmente i bilanci nel privato o in ambito scolastico sono limitati a causa della carenza di personale qualificato e costoso, non ritiene che il trattamento da parte dell’AI risulterebbe più efficiente in termini di mezzi adeguati, multidisciplinari e mirati all’aiuto? 6. In considerazione del fatto che la dislessia è spesso associata ai principali disturbi del comportamento (p. es. i disturbi «dis» e i disturbi dello spettro autistico), non concorda che questa dovrebbe essere nuovamente inserita nell’elenco dell’AI?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. I termini dislessia, disturbo della lettura e della scrittura e legastenia vengono generalmente utilizzati come sinonimi. Nell’ultima versione della Classificazione internazionale delle malattie (ICD-11) dell’Organizzazione mondiale della sanità questi corrispondono alla diagnosi di «disturbo del neurosviluppo dell’apprendimento con limitazione della lettura e/o dell’espressione scritta» (neurodevelopmental learning disorder with impairment in reading/written expression). Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (Diagnostic and statistical manual of mental disorders, DSM) utilizza il termine «disturbo specifico di apprendimento della lettura e/o della scrittura» (APA, DSM-5, 2015). Entrambe le definizioni hanno in comune il fatto che si tratta di disturbi dell’apprendimento, non di disturbi comportamentali.Le infermità congenite ai sensi dell’assicurazione invalidità (AI) sono affezioni presenti a nascita avvenuta. Per essere riconosciuta come infermità congenita, una malattia deve soddisfare cumulativamente i criteri di cui all’articolo 13 capoverso 2 della legge federale sull’assicurazione per l’invalidità (LAI; RS 831.20). La dislessia è uno dei più comuni disturbi parziali dell’apprendimento, che si manifesta con una ridotta capacità di leggere e comprendere testi scritti. È multifattoriale e non è ancora del tutto chiaro quali ne siano le cause principali. Tra le possibili cause figurano predisposizione genetica, problemi di percezione uditiva e visiva, difficoltà nel trattamento della parola e delle informazioni linguistiche. La predisposizione genetica a determinate malattie non è equiparabile a un’infermità congenita. L’ipotesi che nei dislessici vi siano differenze anatomiche o strutturali a livello cerebrale non è stata confermata. Inoltre non è disponibile un trattamento medico per la cura della dislessia. Di conseguenza, il criterio della curabilità previsto dall’articolo 13 capoverso 2 lettera e LAI non è soddisfatto. 3./4./5. Come già spiegato nella risposta del 24 agosto 2022 all’interpellanza Locher Benguerel 22.3616 «Dislessia e discalculia in Svizzera. Istantanea della situazione», per il Consiglio federale è molto importante che le persone dislessiche e discalculiche godano di pari opportunità formative e possano avvalersi nel migliore dei modi delle offerte di sostegno. Secondo l’articolo 62 capoverso 3 della Costituzione federale e l’articolo 20 della legge sui disabili (LDis, RS 151.3), ai Cantoni spetta la competenza esclusiva di provvedere affinché i fanciulli e i giovani disabili possano beneficiare di una scolarizzazione di base adeguata alle loro esigenze specifiche. Per promuovere l’integrazione professionale di adolescenti e giovani adulti, l’AI prevede tra l’altro le seguenti misure e possibilità: per i minorenni a partire da 13 anni compiuti può essere effettuata una comunicazione all’AI nel quadro del rilevamento tempestivo (art. 3abis LAI). I provvedimenti d’intervento tempestivo (art. 7d LAI), di reinserimento (art. 14a LAI) e l’orientamento professionale (art. 15 LAI) si rivolgono a tutte le persone assicurate in egual misura e presuppongono un danno alla salute riconosciuto dall’AI. L’AI può inoltre rimborsare le spese suppletive cagionate dall’invalidità nel quadro della prima formazione professionale (art. 16 LAI). Tra queste rientrano per esempio anche le prestazioni di coaching, a condizione che siano orientate al mercato del lavoro primario. Va inoltre notato che l’AI non dispone di elementi che indichino che il trattamento della dislessia da parte dei Cantoni genera successivamente costi per l’AI, soprattutto perché la dislessia, anche qualora eventuali misure (in ambito scolastico) fossero tardive o incomplete, non è di per sé invalidante. 6. L’AI riconosce i disturbi del comportamento (n. 404 dell’allegato dell’ordinanza del DFI sulle infermità congenite, RS 831.232.211) quale infermità congenita. Affinché siano riconosciuti quali infermità congenite, i disturbi in questione devono essere riscontrati in minorenni non affetti da ritardo mentale ed essere accompagnati da disturbi congeniti del comportamento, ossia una menomazione patologica dell’affettività o della capacità di socializzare, disturbi della regolazione emozionale basale, disturbi della comprensione (funzioni percettive) e disturbi della capacità di memorizzare. Il disturbo della lettura e della scrittura (legastenia) può presentarsi quale cosiddetta comorbilità nelle persone affette da disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD), ma non rientra nei criteri diagnostici e dunque nel quadro clinico di questo disturbo. L’ADHD non è di per sé considerato infermità congenita ai sensi dell’articolo 13 LAI.