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Occorre mettere fine all'isolamento dei prigionieri politici curdi nelle carceri turche

24.3300 · Interpellanza · 2024-03-15

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il 15 febbraio 1999 Abdullah Öcalan è stato estradato dal Kenya e rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Imrali, in cui il 15 marzo 2015 sono stati trasferiti anche Hamili Yıldırım, Veysi Aktaş e Ömer Hayri Konar, che prima si trovavano in altre prigioni turche. Non si hanno notizie sul loro conto dal 25 marzo 2021. Le loro famiglie e i loro avvocati non sono autorizzati a incontrarli e, assieme alle organizzazioni per i diritti umani in Turchia, hanno manifestato viva preoccupazione per la vita e lo stato di salute di Abdullah Öcalan e degli altri tre detenuti. Dal 13 al 22 febbraio 2024, il Comitato per la prevenzione della tortura (CPT) si è recato in Turchia per visitare alcune prigioni turche ma non ha potuto accedere al carcere di Imrali perché la Turchia non ha concesso l’atorizzazione. Il 27 novembre 2023 le persone imprigionate nelle carceri turche hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro l’isolamento di Abdullah Öcalan. Numerosi Curdi residenti in Europa hanno marciato da Basilea a Strasburgo per protestare contro il trattamento inflitto ai detenuti. Sappiamo che Abdullah Öcalan ha svolto un ruolo importante nei negoziati di pace tra il PKK (Partito dei lavoratori del Kurdistan) e lo Stato turco dal 2011 al 2015, ai quali Paesi come la Norvegia e la Svizzera hanno fatto da mediatori. Nella sua Strategia di politica estera, il Consiglio federale si concentra sul conflitto interno alla Turchia con il popolo curdo e ritiene necessario un dialogo intenso e costruttivo con questo Paese. Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: Come membro del Consiglio d’Europa e del CPT, cosa sta facendo la Svizzera per indagare sull’isolamento di Abdullah Öcalan? Il Consiglio federale considera l’isolamento dei prigionieri una forma di tortura? In caso affermativo, quali azioni intende intraprendere per consentire alle famiglie e agli avvocati dei prigionieri curdi nel carcere di Imrali di incontrarli? Il Consiglio federale intende adottare azioni per garantire il diritto alla speranza come indicato nelle sentenze della Corte europea dei diritti umani? Lo sciopero della fame e la situazione di isolamento nelle carceri turche vengono affrontati nelle relazioni diplomatiche tra Svizzera e Turchia?

Stellungnahme des Bundesrates

Nell’ambito del suo impegno per la prevenzione della tortura, la Svizzera si adopera per migliorare le condizioni di detenzione in tutto il mondo. La giurisprudenza degli organismi internazionali che si occupano di diritti umani può, a seconda dei casi, equiparare la detenzione in isolamento a un trattamento inumano o degradante, o addirittura a una forma di tortura. La Svizzera sostiene il lavoro del CPT e incoraggia la Turchia a pubblicare i suoi rapporti e ad attuare le sue raccomandazioni. Il dialogo con la Turchia permette alla Svizzera di affrontare anche la questione dei diritti umani e dello Stato di diritto. In seno al Consiglio d’Europa e all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), la Svizzera ricorda regolarmente alla Turchia i suoi obblighi internazionali in materia di rispetto dei diritti umani e i principi dello Stato di diritto. Ribadisce inoltre che gli Stati membri del Consiglio d’Europa sono tenuti a rispettare le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo. Nel quadro dell’Esame periodico universale della Turchia condotto dal Consiglio dei diritti umani dell’ONU il 28 gennaio 2020, la Svizzera ha formulato una raccomandazione sulla prevenzione della tortura e sul controllo dei luoghi di detenzione.

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