24.3312 · Interpellanza · 2024-03-15
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Dal 2011 al 2014 la società tedesca di armamenti Rheinmetall ha partecipato alla costruzione di un centro d’addestramento ultramoderno presso l’insediamento russo di Mulino. Il centro è stato ultimato nel 2014 dalla società partner «Oboronservice AG» dopo lo stop alle esportazioni decretato dal governo federale tedesco.
Stando ad alcuni media, Rheinmetall avrebbe voluto continuare a costruire simili centri d’addestramento per soldati russi anche dopo l’annessione russa della Crimea, nel 2014. Nel settembre 2021 Vladimir Putin ha visitato il centro d’addestramento in occasione delle esercitazioni militari «Sapad 21».
Secondo gli esperti militari, queste esercitazioni erano una prova generale per l’aggressione armata in Ucraina. Dato che Rheinmetall ha un importante centro di produzione a Zurigo, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
La Rheinmetall ha consegnato dalla Svizzera beni a duplice impiego, beni militari speciali o materiale bellico che avrebbe potuto essere utilizzato per questo progetto? La domanda riguarda le consegne sia dirette che indirette – attraverso Paesi terzi come la Germania – di beni materiali e immateriali.
La Rheinmetall ha collaborato con la società russa «Oboronservice AG». Tuttavia, né questa società né le persone ad essa associate, come Anatoly Serdyukov o Yevgenia Vasilyeva, sono riportate negli elenchi delle sanzioni della Svizzera. Come mai?
Il Consiglio federale è a conoscenza di dipendenti che lavorano in Svizzera e che erano coinvolti in qualche modo in questo progetto?
Al momento di autorizzare domande d’esportazione, il Consiglio federale tiene conto del fatto che una società come Rheinmetall collabora con Paesi che scatenano conflitti armati in violazione del diritto internazionale o per i quali è lecito temere che possano farlo?
Stellungnahme des Bundesrates
Domande 1 e 4Le domande d’esportazione di beni a duplice impiego, di beni militari speciali o di materiale bellico vengono valutate caso per caso, tenendo conto dei criteri pertinenti della legislazione sul materiale bellico, sugli embarghi e sul controllo dei beni a duplice impiego. In virtù del diritto di neutralità, dal 2014 è vietato esportare in Russia materiale bellico e beni militari speciali a causa del conflitto armato in Ucraina.Con l’entrata in vigore dell’ordinanza del 27 agosto 2014 che istituisce provvedimenti per impedire l’aggiramento delle sanzioni internazionali in relazione alla situazione in Ucraina (RU 2014 2803), fino a febbraio 2022 i beni a duplice impiego potevano essere autorizzati se non erano, in parte o interamente, destinati a fini militari o a un utilizzatore finale militare. Questo valeva anche per le esportazioni attraverso Paesi terzi. Non sono state rilasciate autorizzazioni per l’esportazione di materiale bellico, beni dual-use o beni militari speciali per il centro d’addestramento militare russo (né tantomeno beni immateriali). Non può essere esclusa, per contro, la fornitura di beni dalla Svizzera prima del 27 agosto 2014 destinati all’integrazione in un altro impianto complessivo in un Paese terzo. L’esportazione di questo impianto dal Paese terzo era sostanzialmente soggetta alla legislazione dello Stato estero ed era quindi di competenza delle sue autorità. Domanda 2La legge sugli embarghi (LEmb; RS 946.231) conferisce alla Confederazione la facoltà di disporre misure coercitive per applicare le sanzioni adottate dall’ONU, dall’OSCE o dai principali partner commerciali della Svizzera (in pratica, l’UE). La LEmb non fornisce però una base legale per l’imposizione di sanzioni da parte della Svizzera. Né la società «Oboronservice AG» né Anatoly Serdyukov o Yevgenia Vasilyeva sono stati sanzionati dall’UE. Manca pertanto una base guiridica per sanzionare questa società o queste due persone.Domanda 3Il Consiglio federale non è a conoscenza di dipendenti che lavorano in Svizzera e che erano coinvolti in questo progetto.