24.3349 · Interpellanza · 2024-03-15
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il 18 dicembre 2023, il Consiglio federale annunciava la sospensione della mediazione sulla protezione contro i licenziamenti abusivi dei lavoratori e dei sindacalisti che difendono i diritti e gli interessi dei loro colleghi, adducendo come giustificazione gli sviluppi dei negoziati con l’UE. La comunicazione lasciava quindi erroneamente supporre che le parti sociali avessero chiesto questa sospensione, mentre sarebbero stati i datori di lavoro a essersi ritirati dalle discussioni. Dopo tre anni di negoziati, questo annuncio solleva domande alle quali il Consiglio federale è invitato a rispondere:
1. Il Consiglio federale ha davvero fatto tutto il possibile per ottenere risultati concludenti? La sospensione non sembra essere in contraddizione con l’impegno preso nel 2020?
2. Perché è stata sospesa la mediazione in seguito al ritiro dei datori di lavoro, dando l’impressione di stare dalla loro parte?
3. Che cos’ha previsto il Consiglio federale per riattivare la mediazione? Con quale tempistica intende garantire il rispetto delle norme internazionali? Il suo atteggiamento attendista riflette una mancanza di volontà nel migliorare la tutela dei rappresentanti del personale e dei sindacalisti?
4. Con questa sospensione la Svizzera non rischia di ritrovarsi sulla lista nera dell’OIL?
Begründung
In seguito alle denunce presentate nel 2003 e nel 2013 al Comitato della libertà sindacale dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), nel 2019 la Svizzera si è ritrovata sulla lista nera dell’OIL, che elenca i 40 casi più preoccupanti di violazione delle convenzioni dell’OIL. Questo era dovuto a un’insufficiente protezione contro il licenziamento dei rappresentanti del personale e dei sindacalisti impegnati a difendere i diritti e gli interessi dei loro colleghi.
In seguito a questo episodio, il consigliere federale Parmelin si era assunto l’impegno di trovare una soluzione con le parti sociali. Il Comitato della libertà sindacale dell’OIL aveva allora sospeso l’iscrizione della Svizzera sulla lista nera. Per concretizzare questo impegno, il Consiglio federale aveva avviato una mediazione all’inizio del 2020.
Dopo un annuncio iniziale di risultati nel giugno 2022 (risposta alla domanda 22.7244), il Consiglio federale annunciava il 18 dicembre 2023 la sospensione del processo di mediazione.
Stellungnahme des Bundesrates
Domande 1 e 2Nel 2019 il Consiglio federale ha deciso di ricorrere a titolo eccezionale alla mediazione esterna e indipendente. Il mediatore è stato scelto dalle parti sociali e l’intero processo di mediazione è stato portato avanti dalle parti sociali, che si sono impegnate in buona fede. Il Consiglio federale ha seguito molto attentamente questo processo.Nonostante gli sforzi personali del capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), che ha cercato a più riprese un dialogo diretto con i responsabili delle associazioni mantello sindacali e padronali, alla fine del 2023 il Consiglio federale è stato informato che le parti sociali non avevano ancora trovato una soluzione e volevano sospendere temporaneamente i colloqui.La decisione di sospendere la mediazione è stata quindi presa d’intesa con i responsabili delle parti sociali, che hanno espresso il desiderio di concentrarsi su altre questioni urgenti.Domanda 3Il Consiglio federale si rammarica del fatto che non sia stato possibile raggiungere un accordo nonostante le diverse proroghe del mandato del mediatore e le proposte concrete presentate.In assenza di un accordo minimo solido tra le parti sociali e dopo aver esplorato ogni tipo di soluzione negli ultimi 15 anni, il Consiglio federale non vede attualmente la possibilità di proporre una modifica di legge per rafforzare l’attuale protezione dei sindacalisti contro il licenziamento abusivo.Il Consiglio federale ha fatto tutto il possibile per giungere a un compromesso basato sul dialogo sociale. Ritiene tuttavia positivo che, grazie al processo di mediazione, siano state formulate poposte di modifiche legislative. Le parti sociali possono quindi riprendere i colloqui in qualsiasi momento. Il capo del DEFR rimane in contatto con il mediatore e le parti sociali e spera in una ripresa dei negoziati non appena ciò sarà possibile.Domanda 4Sulla base delle raccomandazioni degli esperti dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), le parti sociali internazionali elaborano la lista dei casi individuali che saranno discussi dalla Commissione di applicazione delle norme alla Conferenza Internazionale del lavoro. L’OIL e i suoi organi di controllo sono stati informati della sospensione provvisoria della mediazione.