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24.3350 · Mozione · 2024-03-15

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sospendere, fino alla fine del conflitto in corso a Gaza, qualsiasi forma di cooperazione militare con gli Stati conivolti, compresi l’acquisto e la fornitura di armi nonché di beni a duplice impiego e beni militari specifici.

Begründung

In quanto Paese neutrale depositario delle Convenzioni di Ginvera, la Svizzera non può permettersi di partecipare agli sforzi di guerra dei belligeranti in un conflitto. Dopo i terribili attentati terroristici del 7 ottobre 2023 che hanno provocato più di 1200 morti, la controoffensiva di Israele è stata altrettanto violenta. Secondo le stime, da questa data oltre 30 000 persone hanno perso la vita nel territorio di Gaza. In questo contesto la cooperazione militare con i belligeranti deve essere sospesa. Infatti, nonostante il conflitto, da diversi anni la Svizzera esporta beni militari specifici in particolare verso Israele. Inoltre acquista materiale bellico da Israele (droni ADS15 e il sistema INTAF del produttore Elbit). Nel quadro degli acquisti, la Svizzera coopera con le imprese israeliane, in particolare scambiando informazioni e tecnologie. Nella sua risposta all’interpellanza Molina 23.4467, il Consiglio federale ha confermato che esistono collaborazioni mirate nel settore dell’armamento e della sicurezza. Queste collaborazioni devono cessare fino alla fine del conflitto.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Vista la situazione attuale la Svizzera limita i suoi contatti militari con Israele a uno scambio di informazioni su questioni relative allo sviluppo delle forze armate. Ciò avviene in particolare nel contesto dei progetti d’acquisto in corso dell’esercito. Tra la Svizzera e Israele inoltre attualmente non vi è alcuna cooperazione militare. Come il Consiglio federale ha già spiegato nel suo parere in risposta all’interpellanza 23.4467, non esiste alcun accordo in materia di armamenti tra la Svizzera e Israele. Esistono singole relazioni d’affari convenute contrattualmente con aziende israeliane che sono coinvolte in qualità di fornitori in vari progetti d’acquisto della Confederazione. Nell’ambito degli acquisti non vi è alcun trasferimento di tecnologie verso Israele (cfr. risposte del Consiglio federale all’interrogazione 18.1093 nonché alle domande 19.5311 e 23.7887). Soprattutto nell’attuale situazione geopolitica sarebbe controproducente per la sicurezza della Svizzera sospendere gli acquisti in corso e quindi accettare ritardi imprevedibili o addirittura cancellazioni di progetti in vari acquisti. Ciò ostacolerebbe notevolmente il necessario rafforzamento delle capacità di difesa della Svizzera. Inoltre se i progetti in corso dovessero essere sospesi, la Svizzera si troverebbe a violare contratti e dovrebbe affrontare notevoli conseguenze finanziarie e lunghe controversie legali. Tutti gli acquisti della Confederazione avvengono in conformità con le disposizioni legali vigenti, in particolare con la legge federale sugli appalti pubblici (RS 172.056.1). Le offerte dei vari offerenti, tra cui anche quelle di Israele, vengono valutate in modo obiettivo e viene selezionata l’offerta più vantaggiosa in conformità con le basi giuridiche. Nel caso di acquisti internazionali di armamenti vengono presi in considerazione anche aspetti di politica estera. Come ha già affermato il Consiglio federale nelle sue risposte all’interpellanza 23.4467 e all’interrogazione urgente 21.1039, i criteri per l’autorizzazione sanciti nella legge federale sul materiale bellico prevedono già il rifiuto definitivo delle esportazioni di materiale bellico verso Israele e altri destinatari finali coinvolti nel conflitto in Medio Oriente. Le richieste di esportazione di beni a duplice impiego e di beni militari speciali sono valutate caso per caso in base ai criteri armonizzati a livello internazionale della legislazione sul controllo dei beni a duplice impiego. Una deroga a questa valutazione del singolo caso è possibile unicamente se le Nazioni Unite o gli Stati che partecipano alle misure internazionali di controllo delle esportazioni insieme alla Svizzera vietano l’esportazione di tali beni e se i principali partner commerciali della Svizzera partecipano a tali divieti. I beni che possono essere utilizzati direttamente in un conflitto non sono attualmente autorizzati.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.