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24.3356 · Interpellanza · 2024-03-15

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Secondo un’indagine sui bisogni del mercato dell’impiego nel lavoro sociale (lavoro sociale, educazione sociale, animazione socioculturale e comunitaria, educazione dell’infanzia e maestria socioprofessionale) svolta dalla scuola universitaria professionale della Svizzera occidentale (HES-SO) nel 2023, più della metà degli istituti analizzati in Svizzera segnala difficoltà di reclutamento e il 16,3 per cento considera «grave» la penuria di mano d’opera specializzata. Nel 2022 sono rimasti vacanti 277 posti. Questa penuria ha conseguenze molto concrete sulle condizioni di lavoro dei professionisti e sulla qualità delle prestazioni fornite. Per esempio, nel 2023 un centro educativo per minorenni vodese ha dovuto chiudere i battenti a causa delle difficoltà di reclutamento.

Il mancato riconoscimento professionale e le difficili condizioni di lavoro complicano l’assunzione di nuovi collaboratori, portando le strutture a ripiegare su personale non formato. In tali circostanze non è possibile garantire un lavoro sociale dignitoso e adeguato alle situazioni più complesse.

Per assicurare prestazioni di qualità diventa imperativo capire meglio la situazione sul mercato del lavoro nel settore sociale a livello nazionale, formare più personale e garantire condizioni lavorative attrattive.

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

  1. L’Esecutivo condivide i timori espressi dalle associazioni del personale e dagli istituti per quanto riguarda la penuria di personale qualificato nel settore del lavoro sociale?

  2. In che modo pensa di potervi rimediare, collaborando con i Cantoni?

  3. Come pensa di provvedere alla mancanza di dati sulla situazione dell’impiego e della formazione su scala nazionale?

  4. Sarebbe disposto a sostenere un progetto pilota cantonale di lotta contro la penuria di mano d’opera qualificata?

  5. In che modo intende garantire migliori condizioni lavorative ai professionisti diplomati?

  6. Cosa può fare per una migliore attrattiva delle formazioni nel lavoro sociale (partendo dal modello fornito dall’iniziativa sulle cure infermieristiche)?

  7. In che modo risponde al bisogno di riconoscimento delle professioni in questo settore, in particolare per quanto riguarda la valorizzazione dei titoli non protetti?

Stellungnahme des Bundesrates

1) Stando ai dati della statistica dell’impiego dell’Ufficio federale di statistica (UST), il settore sociosanitario ha sofferto, negli ultimi anni, di difficoltà di reclutamento superiori alla media. Al contempo, è stata rilevata anche una marcata crescita dell’occupazione, vale a dire che sono stati coperti numerosi posti vacanti. I risultati del sondaggio della HES-SO devono essere interpretati anche in quest’ottica. A questo si aggiungono sfide legate alla congiuntura: nel 2023 praticamente tutti i settori hanno fatto rilevare notevoli difficoltà di reclutamento. La ripresa dalla crisi pandemica è stata caratterizzata da una fortissima crescita dell’occupazione e la quota dei disoccupati registrati si è attestata al suo livello più basso negli ultimi 22 anni (2,0%). Anche a livello strutturale, in particolare visto il graduale pensionamento dei baby-boomer, il mercato del lavoro fatica a coprire il fabbisogno di personale qualificato.

3) Il sistema di indicatori della SECO per la valutare la disponibilità della forza lavoro consente di svolgere un’analisi comparativa in base alle professioni per quanto riguarda la situazione del personale qualificato. I dati delle statistiche federali utilizzati a tal fine possono essere sfruttati dalle associazioni professionali e di categoria anche per svolgere analisi più approfondite.

2, 4-6) Con la sua politica in materia di formazione e mercato del lavoro la Confederazione crea le premesse affinché i lavoratori, le imprese e gli istituti di formazione si preparino nel migliore dei modi ai cambiamenti nella domanda di personale qualificato. L’analisi e lo sviluppo di misure per evitare e porre rimedio alla carenza di personale in determinati settori rimane però di competenza delle imprese e delle organizzazioni del mondo del lavoro (oml). I rami professionali sono in competizione per creare buone condizioni lavorative e per la promozione della formazione e della formazione continua; la Confederazione non ha in tal caso alcun ruolo attivo. Anche le associazioni fanno la loro parte. Per esempio, al momento l’organizzazione mantello svizzera per la formazione professionale nel settore sociale (SAVOIRSOCIAL) e la Conferenza svizzera delle scuole universitarie professionali di lavoro sociale (SASSA) stanno analizzando insieme la situazione del personale qualificato nel settore sociale. Lo scopo è creare le conoscenze necessarie a livello di gestione per lo sviluppo della formazione professionale nel settore sociale.

7) In Svizzera i titoli nel settore del lavoro sociale possono essere conseguiti in molti modi. Oltre ai titoli della formazione professionale di base e della formazione professionale superiore, è anche possibile conseguire titoli universitari, in particolare presso le scuole universitarie professionali. Questi titoli sono molto apprezzati sul mercato del lavoro. Nel caso della formazione professionale (di base e superiore) si tratta di titoli federali o riconosciuti a livello federale protetti dal diritto federale. I titoli universitari sono protetti dalle leggi degli enti responsabili delle scuole universitarie, vale a dire di norma dai Cantoni, che hanno fatto loro questa competenza in modo molto eterogeneo. Infine, la Confederazione ha reso punibile a determinate condizioni l’uso illecito di titoli e denominazioni professionali attraverso il Codice penale (RS 311.0) e la legge federale contro la concorrenza sleale (RS 241).