24.3385 · Mozione · 2024-03-15
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Nella Commissione del Consiglio degli Stati
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare il dazio massimo per i cereali panificabili secondo l’articolo 6 capoverso 3 dell’ordinanza sulle importazioni agricole a quello stabilito dall’accordo OMC.
Begründung
Tra il 2000 e il 2020 la superficie coltivata a cereali panificabili è diminuita di oltre 20 000 ettari, ha subito cioè un calo di circa il 20 per cento. Nel 2023 era sui 79 000 ettari. Nello stesso periodo, la quantità prodotta è scesa addirittura del 30 per cento, vale a dire da oltre 560 000 a circa 380 000 tonnellate. La causa principale a cui ricondurre questo calo delle superfici è la redditività, costantemente in calo, della produzione di cereali panificabili in Svizzera. Sebbene per i cereali panificabili esista una certa protezione doganale, la gestione alla frontiera effettuata dalla Confederazione viene messa sempre di più in difficoltà dai mercati volatili e da falle nel sistema (parola chiave: impasti).I costi di produzione crescenti (in particolare di sostanze nutritive, macchinari ed energia) e i costi per l’attuazione dello schema di riduzione dei prodotti fitosanitari e delle perdite di sostanze nutritive hanno indotto la categoria ad aumentare i prezzi indicativi per i cereali panificabili. Tuttavia, a causa dell’attuale dazio massimo, non sempre è possibile spuntarli sul mercato. La limitazione del dazio massimo influenza fortemente i prezzi d’importazione di cereali e farina, che al momento si trovano ben al di sotto del prezzo di riferimento, mettendo sotto pressione l’intera categoria. La pandemia di COVID-19 e, attualmente, la guerra in Ucraina palesano quanto sia rischiosa la volatilità dei mercati per l’approvvigionamento del Paese. Talvolta il prezzo dei cereali panificabili importati è risultato addirittura superiore al prezzo indicativo svizzero. Per mantenere la propria produzione di cereali panificabili la Svizzera dovrebbe garantire per lo meno un prezzo che consenta di coprire i costi, non solo in situazioni critiche ma anche in tempi normali, prevenendo così interruzioni di forniture nei periodi difficili. Un adeguamento del dazio massimo per i cereali panificabili semplificherebbe il sistema attuale per tutti gli attori. La Confederazione continuerebbe a determinare il dazio variabile, ma godrebbe di più margine di manovra, il che si tradurrebbe in una maggiore stabilità sul mercato interno, in un grado di autoapprovvigionamento maggiore e, di conseguenza, in un potenziamento dell’intera catena del valore nazionale. In questo modo sarebbe possibile preservare la produzione svizzera di cereali panificabili.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
L’aliquota di dazio massima applicata alle importazioni effettuate nel quadro del contingente doganale per i cereali panificabili, notificata all’OMC nel 1994 e stabilita nella legge sulla tariffa delle dogane (RS 632.10), ammonta a 35 franchi per 100 chilogrammi. Nel frattempo è stata soppressa la garanzia di prezzo e di ritiro per i cereali panificabili e sono stati introdotti i contributi per la sicurezza dell’approvvigionamento a sostegno della campicoltura svizzera. Sullo sfondo dell’impennata dei prezzi registrata sui mercati cerealicoli internazionali nel 2007 e delle conseguenti richieste politiche avanzate nella mozione 07.3731 «Il prezzo del pane non deve aumentare», il Consiglio federale ha stabilito un prezzo di riferimento per i cereali panificabili e una protezione doganale massima di 23 franchi per 100 chilogrammi nonché ha reso più flessibile la protezione doganale per le importazioni di cereali panificabili all’interno del contingente doganale.Il contingente doganale ordinario per i cereali panificabili di 70'000 tonnellate e l’aliquota di dazio fuori contingente di 40 franchi per 100 chilogrammi salvaguardano la cerealicoltura indigena da importazioni eccessive di cereali e, allo stesso tempo, consentono ai settori a valle di integrare le importazioni in funzione della domanda.Con una protezione doganale di 23 franchi per 100 chilogrammi di cereali panificabili i cerealicoltori svizzeri possono spuntare un prezzo di mercato pari al doppio di quello conseguito dalla concorrenza nei Paesi limitrofi. I cereali panificabili sono una delle colture più redditizie in termini di fabbisogno di manodopera e lo sono stati anche negli ultimi due anni, nei quali si è verificato un temporaneo marcato aumento dei costi dei mezzi di produzione. Negli anni in cui le condizioni climatiche sono normali, la superficie messa a cereali copre il fabbisogno dei mulini. Quando le condizioni climatiche sono propizie, la resa supera il fabbisogno interno e considerevoli quantitativi di cereali panificabili vengono declassati per utilizzo a scopo foraggero (2017-2020, 2023).Oltre alla protezione agricola, sulla farina panificabile si applica un dazio supplementare di 20 franchi per 100 chilogrammi (protezione industriale). Per le importazioni di impasti e altri prodotti di panetteria la protezione doganale si calcola in base alle differenze di prezzo degli ingredienti che contengono (vedi mozione 24.3127). Sui prodotti di panetteria importati dall’UE si pratica uno sconto sulle differenze di prezzo degli ingredienti che contengono e la protezione industriale decade. Pertanto, con una maggiore protezione doganale sui cereali panificabili la materia prima per i produttori svizzeri di prodotti di panetteria costerebbe notevolmente di più dei prodotti di panetteria importati dall’UE. Un aumento della protezione doganale sui cereali panificabili favorirebbe quindi le importazioni di prodotti di panetteria dall'UE e indebolirebbe la posizione della Svizzera intesa come luogo di produzione.Le più recenti misure statali e private tese a rafforzare la filera del valore dal produttore al punto di vendita sono già in corso di attuazione. Il marchio «Pane Svizzero» lanciato dall’organizzazione di categoria e l’obbligo di dichiarare la provenienza dei prodotti di panetteria introdotto il 1° febbraio 2024 in adempimento della mozione 20.3910 «Dichiarazione del Paese di produzione del pane e dei prodotti di panetteria» consentono ai consumatori di prendere una decisione consapevole a favore dei prodotti di panetteria svizzeri. Entrambe le misure sono finalizzate a trarre beneficio anche da una differenziazione dei prezzi sul mercato.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.