24.3387 · Postulato · 2024-03-15
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esporre come intende rimediare nell’immediato all’aggravarsi dell’annoso problema dell’approvvigionamento di medicamenti, tenendo conto in particolare degli aspetti seguenti: ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni; cooperazione internazionale; incentivi per il mantenimento e la promozione della ricerca, dello sviluppo e della produzione di medicamenti in Svizzera e partenariati pubblico-privato (PPP) con l’industria, i distributori (grossisti) e i punti di dispensazione (farmacie, drogherie, studi medici e veterinari); monitoraggio e gestione delle scorte di magazzino e riduzione degli ostacoli amministrativi.
Begründung
Le cifre sono allarmanti ed eloquenti: secondo l’attendibile piattaforma www.drugshortage.ch, in Svizzera mancano da anni centinaia di farmaci – attualmente circa 950 confezioni e oltre 700 dosaggi per circa 350 principi attivi. Queste cifre sono elevate. Anche la durata dei problemi di fornitura è grave: oltre il 25 per cento dei farmaci non è più disponibile da oltre 6 mesi. I rapporti dell’UFAE e dell’UFSP sulle interruzioni delle forniture mostrano addirittura un forte aumento dal 2021, che è stato del 47 per cento (da 137 a 201) dal 2021 al 2022 e del 40 per cento (da 201 a 280) dal 2022 al 2023. La situazione è preoccupante, soprattutto perché vengono a mancare sempre più medicamenti essenziali.
Urge intervenire: la sicurezza dell’approvvigionamento della nostra popolazione è a rischio. Questo anche in considerazione del fatto che i Paesi limitrofi stanno già adottando provvedimenti per migliorare la loro situazione di approvvigionamento.
Tuttavia, il Consiglio federale tende a indugiare o addirittura a non agire: provvedimenti come l’istituzione di una task force hanno scarso effetto. Dal 29 aprile 2020, quando è stata depositata la mozione 20.3166 «Accrescere la sicurezza dell’approvvigionamento di medicamenti e vaccini» sono trascorsi quattro anni e più di due anni dalla pubblicazione, il 1° febbraio 2022, del rapporto dell’UFSP «Difficoltà di approvvigionamento di medicamenti per uso umano in Svizzera: analisi della situazione e misure di miglioramento da esaminare». Nel frattempo è stato elaborato un rapporto di attuazione in collaborazione con un gruppo di lavoro interdisciplinare, ma il processo politico richiederà anni. Già adesso è chiaro che, nella migliore delle ipotesi, le soluzioni urgentemente necessarie saranno attuate soltanto parzialmente. Da un’analisi delle possibilità d’intervento, emerge che alcuni provvedimenti potrebbero essere attuati già oggi senza grandi revisioni sulla base della legislazione vigente.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Le cause dei problemi di approvvigionamento sono complesse e, soprattutto, globali. Il fenomeno ha avuto origine decenni or sono e riguarda principalmente i medicamenti con brevetti scaduti o i generici. Alla base vi sono perlopiù perturbazioni delle catene globali di fornitura. Le conseguenze di questi fenomeni sono accentuate dal fatto che, nel confronto internazionale, il mercato svizzero è piccolo e quindi risulta spesso poco interessante per le imprese che operano su scala mondiale. Nel contempo, la Svizzera intende garantire il livello di sicurezza sia dei prodotti sia dei pazienti e assicurare la sostenibilità finanziaria del sistema sanitario. Il Consiglio federale agisce dunque a tre livelli. In primo luogo, secondo la vigente legge sull’approvvigionamento del Paese, l’approvvigionamento della Svizzera è compito dell’economia. Le imprese conoscono le loro catene di fornitura e sono in grado di valutarne le dipendenze. Hanno la responsabilità di identificare i rischi e di reagirvi tempestivamente. Nel quadro del suo mandato sussidiario, la Confederazione interviene a sostegno dell’economia per ovviare ai problemi di approvvigionamento e dialoga con i suoi attori. Le imprese si dimostrano consapevoli del proprio ruolo e hanno reagito immediatamente con l’adozione di misure volte a rafforzare la resilienza delle loro catene di fornitura. La liberazione di scorte obbligatorie aiuta l’economia ad adempiere al suo mandato di approvvigionamento. In secondo luogo, in risposta ai crescenti problemi di approvvigionamento sono state adottate misure a breve termine nel quadro della task force per gli agenti terapeutici. Tra queste si annovera la raccomandazione di dispensare quantità parziali prelevate dalle confezioni dei medicamenti che scarseggiano, una misura ritenuta tuttora efficace. In terzo luogo, la Svizzera può alleviare con misure a medio e lungo termine soltanto una parte dei sintomi delle cause globali all’origine delle difficoltà di approvvigionamento. Tali cause devono infatti essere contrastate in modo efficace e duraturo nel contesto internazionale, motivo per cui la Svizzera continua a dialogare e collaborare a livello istituzionale con i principali attori. Le misure adottate vengono attualmente esaminate nell’ambito dell’attuazione del rapporto sulle difficoltà di approvvigionamento di medicamenti pubblicato dall’UFSP nel 2022. In questo contesto, nell’aprile del 2023, il Consiglio federale ha stabilito le prime misure per migliorare il monitoraggio e l’analisi dei problemi di approvvigionamento ricorrenti. Nel quadro di un dibattito previsto nell’estate del 2024 sarà presentato al Consiglio federale un rapporto finale con la sintesi dei risultati dell’esame approfondito delle misure scaturite dal rapporto dell’UFSP succitato. Nel rapporto finale saranno inoltre proposti ulteriori miglioramenti. Il Consiglio federale è del parere che le diverse misure suesposte soddisfino già le richieste del postulato.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.