I giudici di Strasburgo fanno attivismo politico-ideologico. La Svizzera disdica la CEDU
24.3405 · Mozione · 2024-04-16
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Con la presente mozione si chiede al Consiglio federale di intraprendere i passi necessari alla disdetta della partecipazione della Svizzera alla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) e all’uscita del nostro paese dal Consiglio d’Europa.
Begründung
Con la recente sentenza di condanna nei confronti della Svizzera per violazione di presunti diritti umani in ambito climatico, la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), preposta all’applicazione dell’omonima Convenzione (anch’essa abbreviata in CEDU), ha oltrepassato la linea rossa, scivolando nell’attivismo politico climatista e bruciando in questo modo la propria credibilità.
La sentenza viola la sovranità della Svizzera ed anche la nostra democrazia.
L’interpretazione sempre più estensiva dell’articolo 8 CEDU - il quale al cpv 1 recita semplicemente: “Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e della sua corrispondenza” - giunta ora al punto da includervi anche “diritti climatici” inventati di sana pianta, non è più accettabile. Essa espone i Paesi firmatari della Convenzione ad ogni genere di arbitrio ad opera dei giudici di Strasburgo, a seconda dell’orientamento politico-ideologico della maggioranza di questi ultimi.
Le interpretazioni creative e politiche dell’articolo 8 CEDU minano la certezza del diritto, violano il principio della separazione dei poteri e non sono compatibili con il nostro sistema democratico: in Svizzera le leggi le fa il Parlamento, rispettivamente i cittadini tramite diritti popolari. Va ribadita la preminenza del diritto interno sulle fantasiose sentenze di Strasburgo.
Di conseguenza, si chiede che la Svizzera disdica la propria partecipazione alla CEDU, così da non dover più sottostare alla giurisprudenza della sua Corte, e che esca anche dal Consiglio d’Europa in qualità di organo preposto alla valutazione delle misure prese dai Paesi firmatari della CEDU per adeguarsi alle sentenze di Strasburgo.
Fino alla crescita in giudicato della disdetta della CEDU e dell’uscita dal Consiglio d’Europa, il Consiglio federale non deve inoltre prendere alcuna misura per attuare la decisione sui “diritti umani in ambito climatico”, né altre eventuali sentenze della CEDU sfavorevoli al nostro Paese.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Nella seduta del 28 agosto 2024 il Consiglio federale ha trattato la sentenza nella causa Verein KlimaSeniorinnen Schweiz e altri contro la Svizzera. Appoggia la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU; RS 0.101) e la partecipazione svizzera al Consiglio d’Europa per i motivi illustrati in risposta alla mozione 21.3397 del Gruppo dell’Unione democratica di Centro «CEDU. Non più esporre la Svizzera a condanne in applicazione di un'interpretazione eccessiva dell'articolo 8 (rispetto della vita privata e familiare)». Inoltre, nella risposta alla mozione 14.4248 Stamm «Denuncia della CEDU e riadesione immediata con riserva» si è espresso in merito alla denuncia della CEDU e una riadesione immediata con la formulazione di una riserva. In precedenza aveva già respinto una denuncia della CEDU nella risposta all’interpellanza 13.3237 Brunner «Denuncia della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali» e nel rapporto «Esperienze e prospettive a 40 anni dall’adesione della Svizzera alla CEDU» del 19 novembre 2014 in adempimento del postulato Stöckli 13.4187 (FF 2015 355). Il Consiglio federale rinvia a queste considerazioni, che restano valide. Sul piano internazionale, una denuncia della CEDU nuocerebbe gravemente alla credibilità politica e alla reputazione della Svizzera, implicherebbe la sua esclusione dal Consiglio d’Europa e il suo isolamento politico (cfr. il rapporto in adempimento del postulato 13.4187 Stöckli, FF 2015 355, 400 e 406). La cooperazione tra i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa nell’ambito dei tre pilastri democrazia, diritti umani e Stato di diritto riveste grande importanza per la Svizzera. Sul piano giuridico occorre sottolineare che anche in caso di denuncia della CEDU resterebbero in vigore il catalogo dei diritti fondamentali della Costituzione federale e altri obblighi di diritto internazionale, il cui contenuto coincide in ampia misura con le garanzie della CEDU (cfr. risposta all’interpellanza 13.3237 Brunner, n. 7). Conformemente all’articolo 32 CEDU, la competenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) si estende a tutte le questioni che le vengono sottoposte in merito all’interpretazione e all’applicazione della Convenzione e dei suoi Protocolli. La giurisprudenza della Corte EDU si è sviluppata nel corso dei decenni. Analogamente ai diritti fondamentali sanciti nella Costituzione federale, anche il contenuto delle garanzie della CEDU può cambiare con l’evolversi della società. La Corte EDU ne tiene conto interpretando in maniera dinamico-evolutiva la Convenzione (cfr. risposta all’interpellanza 13.3237 Brunner, n. 1). Il Consiglio federale riconosce che, per sua natura, lo sviluppo della giurisprudenza della Corte EDU non è stato sotto ogni aspetto prevedibile, critica tuttavia l’interpretazione estensiva della CEDU da parte della Corte EDU nella sentenza Verein KlimaSeniorinnen Schweiz e altri contro la Svizzera. La giurisprudenza non deve estendere il campo d’applicazione della CEDU. Il Consiglio federale prende quindi sul serio le critiche mosse alla giurisprudenza della Corte EDU. Nel contempo rammenta che diverse sentenze a loro tempo controverse hanno senza dubbio contribuito a consolidare lo Stato di diritto (cfr. rapporto in adempimento del postulato 13.4187 Stöckli, FF 2015 355, 404) e rafforzato la protezione dei diritti individuali e delle libertà fondamentali delle persone in Svizzera (cfr. risposta all’interpellanza 13.3237 Brunner, n. 3./4.). Il Consiglio federale ha pertanto già respinto a più riprese la denuncia della CEDU (cfr. la risposta alla mozione 21.3397 del Gruppo dell’Unione democratica di Centro con rinvii). Inoltre, all’occorrenza analizzerà l’importanza delle sentenze emanate negli ultimi dieci anni dalla Corte EDU nei confronti della Svizzera nel rapporto in adempimento del postulato Cottier 24.3343 del 15 marzo 2024 «Cinquantenario dell'adesione della Svizzera alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Bilancio, sfide e prospettive», che ha proposto di accogliere.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.