Chiusura di Vetropack a St-Prex, ultima fabbrica svizzera di bottiglie in vetro. Serve una strategia industriale
24.3407 · Mozione · 2024-04-16
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sviluppare una strategia industriale per mantenere i settori industriali chiave per l’approvvigionamento del Paese, in particolare il settore del vetro necessario per l’economia circolare, promuovendo al contempo la transizione energetica.
Begründung
In seguito agli elevati investimenti e sostegni da parte degli Stati Uniti (Inflation Reduction Act) e dell’UE (Green Deal Industrial Plan) per accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili e la transizione delle loro industrie, in Svizzera vi è un forte rischio di delocalizzazione e di perdita di aziende industriali. Eppure queste aziende sono necessarie per l’approvvigionamento strategico e per l’economia circolare. Una simile perdita indebolisce anche l’economia secondaria nel nostro Paese. Dopo i problemi dell’industria siderurgica e la delocalizzazione di aziende fotovoltaiche negli Stati Uniti, anche l’industria della lavorazione del vetro è ora in difficoltà. Nel marzo 2024 Vetropack, l’ultimo impianto di produzione e riciclaggio di vetro da imballaggio in Svizzera, ha annunciato l’intenzione di chiudere il sito di Saint-Prex. Oltre ad avere ripercussioni a livello economico per la regione e per il riciclaggio del vetro (è l’unico sito in cui si recuperano i cocci), questa chiusura colpirebbe anche gli operatori locali coinvolti – viticoltori, birrifici, agricoltori – (a causa della dipendenza dall’estero, delle fluttuazioni dei prezzi, ecc.) e comprometterebbe le numerose iniziative regionali che si stanno sviluppando per il riutilizzo e il lavaggio del vetro. Inoltre, l’importazione di vetro dall’estero avrebbe un’impronta di carbonio significativa viste le migliaia di chilometri di trasporto necessarie, rispetto alle brevi distanze per la produzione, il riciclaggio e il riutilizzo del vetro in Svizzera. Il know-how industriale che si è sviluppato di generazione in generazione in questa fabbrica, come in altri settori, è un ulteriore motivo per mantenere le competenze in Svizzera. Lo scopo della presente mozione non è replicare i meccanismi utilizzati negli Stati Uniti o nell’UE, ma chiedere un piano d’azione che preveda incentivi e condizioni quadro per mantenere i settori industriali strategici nel nostro Paese.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Nel suo rapporto del 22 maggio 2024 sulla situazione dell’economia svizzera, il Consiglio federale ha esaminato in modo approfondito le conseguenze delle iniziative di politica industriale condotte all’estero. Per l’economia nazionale gli effetti dovrebbero essere piuttosto contenuti. Le sovvenzioni accordate in altri Paesi rappresentano una sfida per alcune aziende, ma aprono anche nuovi sbocchi e rendono i fattori produttivi più convenienti. Ciò è confermato anche da un sondaggio svolto presso 650 aziende: sebbene il 38 per cento di queste ultime ritenga che le tendenze della politica industriale siano rilevanti per la propria attività, la maggior parte prevede che la domanda dei propri prodotti aumenterà o rimarrà invariata. Il Consiglio federale si attiene quindi al suo collaudato approccio orizzontale volto a migliorare le condizioni quadro. Si oppone alla promozione di singoli rami o aziende e quindi al loro trattamento privilegiato. L’adozione di una simile politica industriale verticale creerebbe dipendenze e comporterebbe un elevato rischio di una cattiva allocazione delle risorse a scapito dei contribuenti. Il rapporto del Consiglio federale in adempimento dei postulati 22.3405 del Gruppo socialista «Conseguenze della guerra in Ucraina. Valutare e ridurre le dipendenze strategiche a lungo termine» e 23.3543 Marti «Strategia di approvvigionamento sistematica per beni essenziali e strategicamente critici» indica inoltre che, a causa della costante evoluzione delle esigenze e delle tecnologie, le iniziative di politica industriale non sono adatte a ridurre le dipendenze commerciali. Come sostenuto dal Consiglio federale in risposta all’interpellanza 24.3247 Michaud Gigon, l’approvvigionamento di bottiglie di vetro è assicurato anche se la produzione di St-Prex è trasferita all’estero.La Svizzera continua a offrire eccellenti condizioni quadro in molti settori. Alla luce delle iniziative di politica industriale condotte all’estero, il Consiglio federale intende migliorare ulteriormente queste condizioni. Ha riassunto i principali progetti intrapresi a tal fine in un’agenda di politica economica. Tra questi figurano in particolare il pacchetto di negoziati con l’UE per garantire e sviluppare ulteriormente la via bilaterale, l’estensione della rete di accordi di libero scambio, l’attuazione della nuova legge sullo sgravio delle imprese, la promozione del pieno sfruttamento del potenziale di forza lavoro e l’accelerazione della trasformazione e dell’ampliamento delle reti elettriche. Per quanto riguarda i prezzi dell’energia, nel dibattito sull’attuazione della mozione 22.4447 Zanetti «Garantire il recupero del materiale metallico in Svizzera» il Consiglio federale ha inoltre constatato segnali di una chiara attenuazione. Per quanto riguarda il supplemento sul corrispettivo per l’utilizzazione della rete per la riserva di energia elettrica, il Consiglio federale sta esaminando nuovi sgravi.L’approccio orizzontale si riflette anche nella concezione dei programmi di promozione in Svizzera, in particolare nel settore del clima e dell’energia. Il Consiglio federale intende garantire che questi programmi siano aperti a tutte le imprese. Ritiene che si tratti di un prerequisito per una politica climatica, energetica ed economica che favorisca la concorrenza e l’innovazione.Nell’ambito dell’attuazione della legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica (art. 6 LOCLi) e della legge sul CO2 (art. 37b legge sul CO2) si applicheranno, dal 1° gennaio 2025, ulteriori misure di promozione, a cui se ne aggiungeranno altre decise nel quadro dell’iniziativa parlamentare 20.433 «Rafforzare l’economia circolare svizzera» (art. 49a, art. 49 cpv. 1 e 3 LPAmb). Come spiegato nel rapporto sulla situazione dell’economia svizzera, i programmi di promozione del nostro Paese sono già molto vasti nel confronto internazionale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.