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24.3418 · Interpellanza · 2024-04-17

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

A Ginevra, Losanna e Zurigo, ma anche in città di medie dimensioni come Olten o Soletta, il consumo di crack è in continuo aumento, in particolare perché la Svizzera è diventata un «hub del traffico di droga» (in tedesco «Drogenhandel-Hub»), come sostiene il capo dell’Ufficio federale di polizia (fedpol), Nicoletta della Valle. Nel suo ultimo rapporto sui mercati della droga, l’Ufficio europeo di polizia (Europol) evidenzia la necessità di potenziare la cooperazione internazionale con i Paesi terzi, Svizzera inclusa (https://www.europol.europa.eu/cms/sites/default/files/documents/EU%20Drug%20Markets%20Analysis%202024.pdf). Nella sua risposta all’interpellanza 23.4406 Rafforzare la cooperazione sanitaria internazionale per prevenire l'epidemia di crack in Svizzera, anche il Consiglio federale afferma che la cooperazione internazionale di polizia «sarà proseguita anche in futuro e, se necessario, rafforzata». In questo contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:Dato che la Svizzera è descritta come un «hub del traffico di droga», non ritiene ormai necessario potenziare la cooperazione internazionale?In adempimento del postulato 23.4349 Verifica delle risorse di fedpol, il Consiglio federale è disposto a valutare la necessità di adeguare gli effettivi per potenziare la cooperazione internazionale di polizia specificamente in materia di lotta contro il traffico di crack?Oltre all’organizzazione di tavole rotonde con i Cantoni, il Consiglio federale è disposto a sviluppare una strategia di lotta contro il crack e di riduzione dei rischi di sicurezza e socio-sanitari?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Dal 2022 la Svizzera è sempre più interessata dal traffico di crack. Nel nostro Paese, il perseguimento penale nell’ambito degli stupefacenti compete in prima linea alle autorità cantonali. Spesso il traffico di stupefacenti è gestito da organizzazioni criminali che dispongono di una rete di contatti internazionale. Per contrastare la criminalità organizzata è indispensabile collaborare a stretto contatto con partner nazionali e internazionali. A livello federale, la competenza per la lotta alla criminalità organizzata è affidata a fedpol. fedpol coopera in particolare con Europol e INTERPOL e prende parte ad analisi e indagini congiunte. In questo modo, fedpol partecipa, insieme ad altre autorità federali e cantonali, a diverse task force operative e diversi progetti di analisi di Europol incentrati sulla problematica del traffico e della produzione di cannabis, eroina e droghe sintetiche.

Nell’ambito della lotta al traffico di stupefacenti fedpol collabora bilateralmente con numerosi Paesi, in particolare con gli Stati limitrofi. Dal 2008 la Svizzera utilizza anche il Sistema d’informazione Schengen (SIS). Gli addetti di polizia, dal canto loro, contribuiscono a contrastare le gravi forme di criminalità transfrontaliera, garantendo lo scambio di informazioni tra la Svizzera e i Paesi ospitanti. Le esigenze operative vengono valutate sistematicamente e integrate nell’adattamento degli strumenti della cooperazione internazionale di polizia. Pertanto, la cooperazione internazionale di polizia è al centro del lavoro di fedpol e viene costantemente sviluppata e potenziata in funzione delle esigenze di Confederazione e Cantoni.

2. Tra i compiti di fedpol figurano la lotta alle gravi forme di criminalità e la cooperazione nazionale e internazionale di polizia. fedpol è inoltre responsabile per la protezione di persone ed edifici posti sotto la responsabilità della Confederazione nonché per lo sviluppo e la gestione di sistemi d’informazione e di polizia nazionali.

Tutti i compiti di fedpol richiedono risorse. fedpol verifica continuamente l’adeguatezza delle risorse allocate e l’evolversi della situazione, che determinano le priorità per l’adempimento dei compiti. Il postulato 23.4349 «Verifica delle risorse di fedpol», depositato dalla Commissione delle finanze del Consiglio nazionale il 20 novembre 2023, incarica il Consiglio federale di sottoporre a una verifica esterna la situazione delle risorse di fedpol. Si tratterà in particolare di verificare se l’effettivo del personale approvato dal Parlamento nell’ambito dell’esame annuale del preventivo sia sufficiente per consentire a fedpol di adempiere il suo mandato legale. Inoltre occorrerà stabilire in che misura una ridefinizione interna delle priorità consentirebbe di liberare risorse per colmare un’eventuale carenza di personale, senza tuttavia che vengano trascurati gli altri mandati legali.

3. I quattro pilastri della politica svizzera in materia di dipendenze (prevenzione, terapia, riduzione dei danni e repressione) rappresentano un quadro di riferimento adeguato a gestire la problematica legata al crack. Il Consiglio federale raccomanda di predisporre offerte di aiuto in caso di dipendenza, quali centri di contatto e di accoglienza, locali per il consumo di droga, lavoro di prossimità, offerte per le situazioni di emergenza e per l’alloggio, assistenza medica facilmente accessibile od offerte di analisi e controllo delle sostanze psicoattive vietate (drug checking), e di adeguarle alle circostanze e alle esigenze locali. La messa a disposizione delle offerte di aiuto in caso di dipendenza compete ai Cantoni. L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) segue la situazione, monitorando le misure e intrattenendo scambi con i centri di contatto e di accoglienza. Per proseguire la condivisione di migliori prassi nel settore socio-sanitario, in giugno l’UFSP organizzerà una seconda tavola rotonda sul tema del crack alla quale parteciperanno rappresentanti di Cantoni e Città, tra cui anche agenti di polizia, nonché rappresentanti della Commissione federale per le questioni relative alle dipendenze e alla prevenzione delle malattie non trasmissibili (CFDNT) e della società civile.

Inoltre, nel 2023 la Commissione europea ha svolto una valutazione tematica sul traffico di stupefacenti. Concepita su base trasversale e incentrata sulla cooperazione di polizia, la valutazione si è concentrata in particolare sui porti marittimi. La Commissione europea ha approvato un rapporto di valutazione e ha formulato proposte per migliori prassi aventi carattere di raccomandazioni, che sono state approvate dal Consiglio dell’UE nel marzo 2024. Gli Stati Schengen hanno ora tempo fino a giugno 2024 per presentare una tabella di marcia che indichi come intendono attuare tali raccomandazioni. Attualmente fedpol è incaricato di preparare la tabella di marcia in collaborazione con gli uffici interessati.

Qualora dovessero rendersi necessarie misure strategiche supplementari, il Consiglio federale effettuerà le dovute verifiche coinvolgendo le autorità cantonali competenti.