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24.3456 · Mozione · 2024-04-17

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di creare un sistema volto a incentivare l’attività lucrativa delle persone con statuto di protezione S al fine di aumentarne l’autonomia finanziaria e ridurne la dipendenza dall’aiuto sociale.

Begründung

È nell’interesse dell’Ucraina che, alla fine della guerra, le persone fuggite ritornino in patria e partecipino alla ricostruzione. Nel contempo, in Svizzera il carattere temporaneo dello statuto di protezione comporta per gli interessati incertezza e una mancanza di prospettive che ne ostacola l’integrazione sociale e professionale, rendendoli più dipendenti dall’aiuto sociale. Ciò grava a sua volta pesantemente sulle finanze federali. Il Consiglio federale deve creare un sistema d’incentivi per aumentare il tasso d’attività delle persone con statuto S. L’autonomia finanziaria contribuisce a migliorare la loro situazione in Svizzera. Inoltre, integrandosi professionalmente queste persone acquisiranno competenze che potranno applicare e sviluppare in caso di ritorno in Ucraina. In questo contesto occorre esaminare ad esempio l’introduzione di contingenti per Stati terzi anzitutto per le persone con statuto S giunte in Svizzera nei primi due anni di guerra.
Il sistema di contingenti per Stati terzi istituito nel 2021 per i cittadini del Regno Unito si è dimostrato efficace e pertanto appare opportuno ricorrere nuovamente a questa soluzione.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale sostiene la richiesta dell’autrice della mozione di creare incentivi supplementari per aumentare il tasso di occupazione delle persone con statuto di protezione S. Sin dall’attivazione di quest’ultimo, il 12 marzo 2022, Confederazione e Cantoni hanno adottato diverse misure volte a promuovere l’integrazione professionale degli interessati.Il 1° novembre 2023 il Consiglio federale ha deciso che il tasso di occupazione delle persone con statuto di protezione S va aumentato dall’attuale 24 per cento al 40 per cento entro la fine del 2024. L’8 maggio 2024 ha presentato un pacchetto di misure volte a raggiungere questo tasso e ad aumentarlo ulteriormente l’anno successivo. Elaborate in collaborazione con i Cantoni, le parti sociali e rappresentanti delle persone bisognose di protezione, tali misure andranno anche a beneficio dei rifugiati riconosciuti e delle persone ammesse provvisoriamente e comprenderanno il miglioramento dell’accesso alle offerte degli uffici regionali di collocamento (URC) mediante una più stretta collaborazione con i servizi cantonali competenti per la promozione dell’integrazione. Al contempo, il DFGP è stato incaricato, tra l’altro, di esaminare le possibilità di aumentare ulteriormente l’integrazione professionale delle persone in cerca di protezione dall’Ucraina con incentivi nell’ambito dei termini di partenza dopo il termine dello statuto S. La legge sull’asilo (LAsi; RS 142.31) distingue in linea di massima le procedure secondo il diritto in materia di asilo da quelle secondo il diritto sugli stranieri. Attualmente, la possibilità per le persone con statuto S di ottenere un altro statuto di soggiorno o un permesso di dimora indipendente dal sussistere della protezione è fortemente limitata dalla legge, a meno che non vi sia un diritto al permesso di dimora (art. 14 cpv. 1 LAsi). Un’ammissione nel quadro degli esistenti contingenti per cittadini di Stati terzi risulta pertanto difficile. I permessi di dimora rientranti nei contingenti possono inoltre essere rilasciati soltanto se sono soddisfatte le condizioni della procedura di autorizzazione secondo la legislazione sugli stranieri, come ad esempio le necessarie qualifiche professionali o conoscenze specialistiche nonché la priorità ai lavoratori indigeni (art. 18-26a della legge sugli stranieri e la loro integrazione, LStrI; RS 142.20). Probabilmente soltanto un numero molto esiguo di persone con statuto di protezione S adempirebbe queste condizioni. Di conseguenza è necessaria un’approfondita valutazione delle possibilità legali e della necessità di adeguamenti normativi quale è attualmente effettuata da un gruppo di valutazione diretto dall’ex consigliere nazionale e consigliere di Stato Urs Hoffmann. I risultati saranno considerati nel quadro dell’elaborazione delle misure volte ad aumentare ulteriormente l’integrazione professionale. Il Consiglio federale ritiene dunque che con le misure già adottate e i mandati di valutazione in corso la richiesta dell’autrice della mozione sia già adempiuta.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.