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24.3458 · Interpellanza · 2024-04-17

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

L’introduzione della struttura tariffale TARDOC comporterebbe una riduzione sostanziale delle tariffe degli esami mammografici. Gli screening bilaterali con prima valutazione verrebbero per esempio rimborsati sulla base di 78,46 punti tariffali con TARDOC invece dei 150,05 punti tariffali con TARMED, il che corrisponde a una riduzione tariffaria del 47,7 per cento.

Le tariffe TARMED erano state stabilite in funzione dei costi e conformemente al principio sancito nella legge federale sull’assicurazione malattie secondo cui la tariffa deve coprire i costi sostenuti. Con la riduzione tariffaria derivante dalla struttura TARDOC le mammografie diventerebbero una prestazione erogata in perdita. Questo potrebbe indurre gli istituti di radiologia privati a non offrirle più, con la conseguenza che dovrebbero farsene carico le strutture pubbliche, già fortemente sotto pressione in termini di capacità. Oggi molti istituti di radiologia garantiscono tempistiche molto celeri per gli screening, ma se non dovessero più offrirli perché non riescono a coprirne i costi si allungherebbero le liste d’attesa, in particolare negli ospedali universitari. Il fatto che gli screening non siano eseguiti a intervalli regolari aumenta il rischio che il cancro al seno non venga diagnosticato in tempo.

In tale contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale sta esaminando ogni posizione tariffale TARDOC e si sta adoperando per garantire la continuità delle prestazioni mediche?

2. Come si può giustificare la riduzione di circa il 48 per cento con TARDOC per questi screening mammografici?

3. Cosa potrebbe fare il Consiglio federale se si rendesse conto che una riduzione tariffale così significativa delle tariffe potrebbe avere un impatto negativo sulla salute?

4. Se la struttura tariffale TARDOC fosse approvata, il Consiglio federale sarebbe disposto a incaricare l’Organizzazione tariffe mediche ambulatoriali di riesaminare le tariffe delle mammografie?

5. Qual è la sua opinione sul fatto che il sottofinanziamento degli screening può ritardare le diagnosi e far quindi aumentare i costi sanitari?

6. Secondo il Consiglio federale sarebbe sufficiente se gli screening mammografici venissero effettuati esclusivamente negli ospedali pubblici?

7. Considerata la continua crescita demografica, come intende garantire che in futuro continuino a essere effettuati i necessari esami mammografici?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Affinché continuino a essere garantite, le prestazioni sanitarie come gli esami radiologici per lo screening del cancro al seno devono basarsi su una struttura tariffale conforme alla legge e ai principi di equità e di economicità. Per questo motivo l’autorità di approvazione ha effettuato analisi dettagliate della struttura tariffale TARDOC e ha comunicato a più riprese ai partner tariffali le condizioni necessarie alla sua approvazione.2. / 5. Un confronto diretto fra TARMED e TARDOC per la mammografia di screening bilaterale con valutazione iniziale non è possibile, in quanto non vi è una corrispondenza 1:1 tra le posizioni tariffali delle due strutture. A differenza di TARMED, in TARDOC le spese amministrative per l’esecuzione del programma di screening non sono comprese nella mammografia di screening, ma sono fatturabili mediante altre posizioni tariffali. Inoltre, la fatturazione di trattamenti o esami diversi, come quelli legati allo screening del cancro al seno, comprendono spesso più posizioni tariffali in funzione dell’intervento specifico. A ciò si aggiunge il fatto che in alcuni Cantoni lo screening del cancro al seno è rimunerato mediante importi forfettari negoziati nelle convenzioni tariffali cantonali, il che rende impossibile il confronto. Per questi motivi, la riduzione del 48 per cento dei punti tariffali addotta nella presente interpellanza è inesatta.Dal primo intervento sussidiario in TARMED del 2014, il Consiglio federale ha constatato a più riprese che le prestazioni in alcuni settori di TARMED sono sopravvalutate e devono essere corrette dai partner tariffali. In particolare, vi sono indizi di posizioni sopravvalutate nel settore della radiologia. Questo fatto si spiega segnatamente con il progresso delle tecnologie mediche dall’introduzione del tariffario TARMED nel 2004. Di conseguenza, gli incrementi di efficienza devono essere trasferiti sulle tariffe. Una riduzione tariffale non comporta quindi necessariamente un finanziamento insufficiente o ripercussioni negative sull’approvvigionamento di prestazioni sanitarie.3. / 4. / 6. Secondo l’articolo 47a capoverso 1 della legge federale sull’assicurazione-malattie (LAMal; RS 832.10), l’organizzazione tariffale è incaricata dell’elaborazione, dello sviluppo, dell’adeguamento e della manutenzione delle strutture tariffali nel settore delle cure mediche ambulatoriali. Le rivendicazioni relative ai programmi di screening del cancro al seno possono quindi esserle direttamente indirizzate. Nel quadro dell’approvazione delle strutture tariffali, anche il Consiglio federale ha la possibilità di stabilire requisiti per il loro sviluppo ulteriore.7. Il forum dell’Associazione svizzera contro il cancro Oncosuisse «Oncosuisse Forum» si è saldamente imposto come organizzazione di networking nel settore del cancro: propone piattaforme tematiche, organizza diversi eventi e sta elaborando un piano direttore da attuare entro il 2030. Nel suo parere in risposta alla mozione 23.3014 della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S), il Consiglio federale ha spiegato che dal 2020 Oncosuisse assicura il coordinamento fra i diversi attori dei progetti e delle attività rilevanti nel quadro della lotta contro il cancro, tra cui anche lo screening del cancro al seno.