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24.3531 · Interpellanza · 2024-06-05

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Sempre più ospedali svizzeri registrano perdite e dipendono dagli aiuti di Stato. L’ospedale cantonale di Aarau, per esempio, ha avuto bisogno di 240 milioni di franchi lo scorso anno per sopravvivere, e il Cantone di San Gallo ha ricevuto 163 milioni di franchi per i suoi ospedali. Nel Cantone di Berna, il Gruppo Insel ha dovuto chiudere due sedi più piccole a causa di deficit e il Cantone intende stanziare 100 milioni di franchi per gli ospedali in caso di crisi di liquidità. Il Cantone di Zurigo intende sostenere l’ospedale pediatrico con milioni di franchi, e anche l’ospedale di Wetzikon ha richiesto aiuti finanziari, che gli sono stati però negati dal Cantone (fonte: NZZ del 4 aprile 2024). A questo proposito, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: Al momento quanti ospedali svizzeri sono in corso di rinnovo o ampliamento? A quanto ammonta la somma complessiva degli investimenti effettuati tra il 2020 e oggi e quali investimenti sono previsti nei prossimi anni in questo ambito?Quanto è elevato il rischio che questi investimenti accentuino ulteriormente l’offerta che risulta già eccedentaria?Quali sono i rischi di questa offerta eccedentaria per la popolazione?Quali modifiche di legge sono necessarie per introdurre una pianificazione ospedaliera intercantonale?Nel caso in cui la pianificazione ospedaliera debba essere attuata a livello regionale, quale organo dovrebbe essere istituito per rendere possibile questo processo?Quali sono i vantaggi di una pianificazione ospedaliera intercantonale per quanto riguarda l’offerta di cure mediche, la carenza di personale e la qualità dei trattamenti?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La vigilanza sugli ospedali compete ai Cantoni. La Confederazione non dispone di dati sul numero di ospedali svizzeri attualmente in corso di rinnovo o ampliamento.2./3./4. Per adempiere il postulato 17.4160 «Sovracapacità e investimenti infrastrutturali e tecnologici negli ospedali», l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha commissionato uno studio per analizzare gli investimenti passati e un sondaggio per esaminare gli investimenti che gli ospedali pianificano per il futuro in termini di infrastruttura e tecnologia. Inoltre, per adempiere il postulato 19.3423 «Un’assicurazione malattie a prezzi accessibili a lungo termine. Le misure in materia di efficienza e riduzione dei costi sono efficaci se si basano su modelli e scenari futuri attendibili», l’UFSP condurrà un sondaggio tra i Cantoni in merito alla loro pianificazione ospedaliera. Nel quadro degli studi in corso sarà analizzata anche la questione di un’eventuale assistenza eccedentaria in alcuni ambiti medici. Dai risultati del rapporto in adempimento dei due postulati citati sarà possibile trarre conclusioni attendibili sugli investimenti passati e futuri degli ospedali svizzeri, su una possibile offerta eccedentaria e sui potenziali rischi per la popolazione.5./6. La legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) prevede che i Cantoni siano tenuti a coordinare le loro pianificazioni. Ciò significa che già oggi è possibile effettuare una pianificazione ospedaliera intercantonale o regionale. Nel settore della medicina altamente specializzata, inoltre, i Cantoni prendono già decisioni congiunte sulla pianificazione nazionale. Nel frattempo, con la modifica dell’ordinanza sull’assicurazione malattie (OAMal; RS 832.102), il Consiglio federale ha ulteriormente uniformato i criteri per la pianificazione degli ospedali da parte dei Cantoni (art. 58a–f OAMal). I requisiti uniformi consentono di coordinare meglio le pianificazioni degli ospedali tra i Cantoni. Questi ultimi, a loro volta, sono tenuti ad aumentare i loro sforzi di coordinamento. Spetta ai Cantoni coinvolti decidere quale organo debba emanare un’eventuale pianificazione ospedaliera intercantonale o regionale.7. Attraverso un maggior coordinamento delle pianificazioni cantonali si può migliorare l’economicità e la qualità delle prestazioni ospedaliere. Inoltre, si può presumere che grazie agli effetti dell’economia di scala negli ospedali sarà possibile contrastare parzialmente anche la carenza di personale qualificato.