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24.3539 · Interpellanza · 2024-06-06

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il 24 maggio 2024 l’Unione europea ha adottato la direttiva relativa al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (direttiva (UE) 2024/1760, CSDDD, Corporate Sustainability Due Diligence Directive) e ora si pongono interrogativi sulle conseguenze per la Svizzera e le sue aziende. Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

  1. Entro quando il Consiglio federale intende completare l’analisi delle lacune della legislazione svizzera e dell’impatto della CSDDD sull’economia svizzera, e presentare opzioni legislative per gli adeguamenti del dovere di diligenza?

  2. Che cosa sta facendo il Consiglio federale per dare alle aziende la sicurezza di poter pianificare, sapendo che le norme UE sono in vigore ma che in Svizzera le modifiche del dovere di diligenza non sono ancora pronte?

  3. Quali provvedimenti concreti sta adottando il Consiglio federale per prevenire eventuali ostacoli di accesso al mercato per le imprese, a causa di norme (temporaneamente) diverse?

Begründung

In materia di gestione sostenibile d’impresa, il Consiglio federale persegue un approccio in linea con gli sviluppi internazionali. In un rapporto pubblicato nel dicembre 2022, il Consiglio federale giungeva alla conclusione che la legislazione svizzera al riguardo presenterebbe «differenze significative» rispetto all’UE in caso di adozione della direttiva sul dovere di diligenza (CSDDD).

Secondo il rapporto di analisi pubblicato dal Consiglio federale il 22 dicembre 2023 la direttiva UE avrà ripercussioni dirette sulle imprese in Svizzera. Il rapporto elenca i vantaggi di una legislazione svizzera analoga alla direttiva UE. Ciò potrebbe potenzialmente ridurre i doppioni e le «aziende dovrebbero conformarsi a un solo quadro giuridico».

Nella sua risposta all’interpellanza Landolt 22.4399, il Consiglio federale ha dichiarato che si potranno adottare misure di adeguamento alla legislazione svizzera «per ridurre al minimo gli eventuali ostacoli all’accesso al mercato».

In seguito alla già citata adozione della CSDDD, occorre ora bisogna decidere rapidamente come procedere in Svizzera. Occorre finalizzare le analisi delle lacune nella legislazione svizzera e dell’impatto della CSDDD sulla Svizzera e presentare le opzioni di intervento.

Stellungnahme des Bundesrates

Domanda 1: al momento della pubblicazione dello studio esterno sull’impatto del dovere di diligenza dell’UE sulle imprese svizzere, il 22 dicembre 2023 il Consiglio federale ha deciso di farlo aggiornare dopo l’adozione definitiva della direttiva UE. Nel frattempo, il 24 maggio 2024 il Consiglio dell’UE ha adottato la direttiva CSDDD, in vigore dal 25 luglio 2024. Gli Stati membri dell’UE hanno due anni di tempo dalla data di entrata in vigore per recepire la direttiva nel loro diritto nazionale. Poco prima della sua adozione, la CSDDD ha subìto importanti modifiche, in particolare per quanto riguarda il campo di applicazione. Commissionato nel giugno 2024, l’aggiornamento dello studio richiederà diversi mesi poiché in alcuni casi gli autori dovranno ottenere ulteriori dati dalle aziende. Sulla base dei risultati dello studio aggiornato e osservando in che modo gli Stati membri dell’UE attueranno la direttiva, il Consiglio federale deciderà come procedere. Il Consiglio federale dovrebbe prendere una decisione nei primi mesi del 2025.Domanda 2: essendo una direttiva, la CSDDD deve essere recepita dagli Stati membri dell’UE nel diritto nazionale entro due anni dall’entrata in vigore e non si applica direttamente alle imprese come un regolamento UE. Inoltre, la CSDDD prevede un’introduzione graduale del dovere di diligenza per le imprese dell’UE e per le imprese estere, a seconda delle loro dimensioni, tre anni dopo la sua entrata in vigore. Solo dopo cinque anni si applicherà a tutte le imprese interessate, ossia alle imprese dell’UE con più di 1000 dipendenti e un fatturato mondiale annuo superiore a 450 milioni di euro oppure alle imprese estere con un fatturato annuo superiore a 450 milioni di euro nell’UE. Attualmente è difficile garantire che le aziende possano pianificare con certezza perché vari aspetti dell’attuazione della CSDDD sono ancora poco chiari, in particolare per quanto riguarda la vigilanza da parte degli Stati membri dell’UE. Inoltre, non è chiaro in che modo le aziende interessate dalla direttiva attueranno gli obblighi nella loro catena di attività e in che misura li imporranno ai loro fornitori. Anche se la Svizzera applicasse la CSDDD, non ci sarebbe alcuna garanzia che le imprese dell'UE accetterebbero di rispettare gli obblighi previsti dal diritto svizzero, opportunamente adeguato.Domanda 3: La CSDDD si applica sia alle imprese dell’UE che a quelle estere (v. risposta alla domanda 2). Oltre alle aziende svizzere direttamente assoggettate alla direttiva UE, altre imprese svizzere sono indirettamente toccate dalla CSDDD. È infatti prevedibile che le aziende che rientrano nel campo di applicazione della direttiva richiedano ai loro fornitori di fornire una corrispondente prova di sostenibilità, indipendentemente dalla situazione giuridica in Svizzera.Questi requisiti di mercato possono comportare sfide soprattutto per le PMI. La Confederazione mette già oggi a disposizione delle aziende strumenti pratici per attuare il dovere di diligenza (ad esempio lo strumento gratuito di analisi dei rischi «CSR Risk Check», i portali www.csr.admin.ch e www.nap-bhr.admin.ch, eventi informativi e forum di dialogo). Inoltre, nell’ambito dell’adempimento del postulato 23.4062 Dittli, la Confederazione sta esplorando eventuali ulteriori offerte di sostegno per le PMI. Il rapporto del Consiglio federale sul postulato descriverà le esigenze delle PMI, gli strumenti esistenti e le possibili misure per colmare le lacune attuali.