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24.3541 · Interpellanza · 2024-06-06

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il 29 maggio 2024, la Posta ha annunciato l'intenzione di chiudere 170 dei suoi 760 uffici postali, vale a dire oltre un ufficio postale su cinque. Se attuato, questo piano equivarrebbe a uno smantellamento almeno parziale del servizio pubblico.

Al momento vi sono 78 uffici postali nel Cantone di Vaud, che ne ha già persi 37 dal 2018. Pertanto, su base proporzionale, il Cantone di Vaud potrebbe perderne ancora un'altra quindicina.

La Posta gode di buona salute finanziaria. Se non molto buona. Nel 2023 ha realizzato un utile di 254 milioni di franchi. L'utile del primo trimestre del 2024 è raddoppiato rispetto a quello del primo trimestre del 2023. Inoltre, la Posta ha versato alla Confederazione un dividendo di 50 milioni di franchi nel 2023, lo stesso importo del 2022.

Dobbiamo reagire rapidamente alla situazione. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Il Consiglio federale può fornire al più presto un elenco dei 170 uffici interessati? In caso contrario, perché no?

2. I Comuni potranno opporsi alla chiusura del loro ufficio? In caso affermativo, la Posta è disposta a rivalutare la sua decisione?

3. In generale, qual è l'opinione del Consiglio federale sul progressivo smantellamento dei servizi della Posta?

4. Condivide gli obiettivi fissati dalla Posta nella sua strategia "La posta di domani", in particolare per quanto riguarda lo sviluppo della rete di filiali autogestite?

5. Come intende intervenire nei prossimi anni sullo sviluppo della Posta per assicurare che continui a svolgere il proprio ruolo a livello sociale e locale, soprattutto per le regioni periferiche?

6. Il Consiglio federale può confermare che la rete postale nel suo complesso, in quanto servizio al pubblico, non subirà ulteriori smantellamenti in futuro?

7. Per mantenere la rete postale, il Consiglio federale sarebbe disposto a rinunciare al dividendo versato alla Confederazione come azionista unico?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale non dispone di una lista di questo tipo. Secondo informazioni fornite dalla Posta, non è ancora noto quali uffici postali siano coinvolti. 2. L'ordinanza sulle poste (OPO; RS 783.01) disciplina la procedura in caso di chiusura o trasferimento di un ufficio postale o di un'agenzia: la Posta deve consultare previamente le autorità dei Comuni interessati e adoperarsi per trovare una soluzione di comune accordo. Se non è stato possibile trovare una soluzione di comune accordo, i Comuni possono rivolgersi alla Commissione federale delle poste PostCom. Essa verifica se la Posta ha rispettato le disposizioni in merito alla consultazione delle autorità comunali e alla ricerca di una soluzione di comune accordo, se sono soddisfatti i requisiti di raggiungibilità e se la decisione della Posta ha tenuto conto delle caratteristiche regionali e delle necessità della popolazione e dell'economia sul piano della fruizione locale. Dopodiché, la PostCom rivolge una raccomandazione alla Posta. Fino a quel momento, la Posta non può né chiudere né trasferire l'ufficio postale o l'agenzia in questione. In seguito, la Posta decide in via definitiva tenendo conto della raccomandazione. 3. La trasformazione digitale porta a un forte calo della frequentazione degli uffici postali da parte dei clienti, perché oggi numerosi servizi "classici" postali e del traffico dei pagamenti sono utilizzati diversamente. Questo contribuisce da anni ad aumentare la pressione economica sull'infrastruttura di rete e sull'autonomia finanziaria del servizio universale. Nell'ambito dell'imminente revisione dell'OPO si mira a mantenere l'offerta attuale. Inoltre, la lettera digitale e i servizi digitali per il traffico dei pagamenti dovrebbero consentire di coprire altre necessità del cliente, le quali sono in mutamento in un mondo sempre più digitalizzato. La Posta dovrebbe beneficiare in maniera puntuale di un maggior margine di manovra a livello economico-aziendale al fine di poter svolgere le prestazioni in maniera più efficiente ed economica. Ciò è sufficiente per consentire uno sgravio finanziario sul breve periodo. A lungo termine servono ulteriori adeguamenti alle condizioni quadro per poter orientare maggiormente il servizio universale alla domanda. 4. Sia con la strategia attuale (2021-2024) che con quella futura (2025-2028), la Posta mira a compensare le entrate che vengono meno nel principale settore di attività e stabilizzare il servizio universale finanziato autonomamente. In passato la Posta ha adempiuto, oltre il livello prescritto per legge, le disposizioni in materia di raggiungibilità e qualità (in particolare in materia di densità della rete di uffici postali, recapito a domicilio). La gestione degli uffici postali è molto costosa. La pressione sui costi aumenta a causa del costante calo della clientela. La Posta prevede pertanto di sostituire ulteriori uffici postali gestiti in proprio con altri punti d'accesso serviti, affinché continuino a esistere circa 2000 siti serviti. Al contempo, il numero dei punti d'accesso complessivi (agenzie, sportelli automatici per pacchi, punti clienti commerciali, ecc.) dovrebbe venir aumentato. Per il Consiglio federale, l'attenzione rimane sulla fornitura di prestazioni orientate alle esigenze e che siano capillari e ben raggiungibili. 5./6. Il Consiglio federale non mette in discussione la necessità di garantire un servizio universale di buona qualità, capillare nonché accessibile e conveniente per tutti. Un abbandono completo dei servizi forniti fisicamente non è attualmente oggetto di discussione né per le prestazioni postali né per quelle del traffico dei pagamenti. Il Consiglio federale è anche consapevole del fatto che non tutte le persone possono o vogliono fare uso delle offerte digitali. Inoltre, si rende conto del fatto che anche in futuro serviranno prestazioni fornite in presenza e punti d'accesso con servizio. Nella sua proposta per il futuro assetto del servizio universale si orienterà a questi principi. Grazie a offerte come ad esempio il pagamento in contanti al proprio domicilio si dovrebbe poter garantire alla popolazione che l’accesso alle prestazioni del traffico dei pagamenti continui ad essere adeguato. Anche in futuro la Posta dovrà garantire soluzioni sostitutive alle persone che vivono in case discoste e in cui non vi è l'obbligo di effettuare la distribuzione a domicilio. Inoltre la Confederazione, in qualità di proprietaria, guida la Posta mediante obiettivi strategici. Chiede che la Posta sia consapevole della sua speciale responsabilità, soprattutto nelle regioni periferiche. 7. Il dividendo è rappresentato dal pagamento degli interessi relativi al capitale proprio investito nella Posta. Considerate le grandi sfide economiche che la Posta è stata chiamata ad affrontare e per sostenerne lo sviluppo strategico ulteriore, negli scorsi anni il Consiglio federale ha temporaneamente rinunciato alla maggior parte dei relativi dividendi. Una rinuncia completa ai dividendi con l’intento di stabilizzare la rete degli uffici postali non modificherebbe le abitudini di fruizione della clientela, ormai cambiate, e nemmeno le conseguenti sfide per la Posta.