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Violazioni sistematiche della legge sul credito al consumo. Cosa intraprende il Consiglio federale?

24.3665 · Interpellanza · 2024-06-13

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale aveva confermato già nel quadro dell’interpellanza 18.3469 che le violazioni sistematiche della legge federale del 23 marzo 2001 sul credito al consumo (LCC; RS 221.214.1) devono essere punite, ma allora non aveva ritenuto necessario intervenire. Nel frattempo sono sempre più numerosi i rapporti e gli indizi secondo cui la LCC non viene rispettata sistematicamente. Ad esempio, nel quadro del procedimento penale contro le Tigri tamil, nel 2023 il Tribunale federale aveva stabilito che Bank-now, filiale di Credit Suisse, aveva violato i propri obblighi di diligenza derivanti dalla LCC al punto da escludere una frode basata sulla corresponsabilità delle vittime. Già nel 2017 Caritas Svizzera aveva mostrato tramite centinaia di crediti in contanti concessi dalle due banche leader sul mercato che una gran parte di questi crediti non avrebbe dovuto essere accordata in tale misura e costituiva dunque una violazione della LCC. Infine, nel 2024 un’inchiesta interna della Bank-now SA è giunta alle stesse conclusioni. Tuttavia, i consumatori toccati dai crediti concessi in violazione della legge non sono ancora stati informati pubblicamente. Quindi, le severe sanzioni di diritto civile previste dalla LCC, stabilite originariamente ai fini della vigilanza, non sono efficaci. Per contro, negli ultimi cinque anni il sovraindebitamento causato da crediti in contanti è fortemente aumentato, passando da 1,1 a un totale di 8,5 miliardi di franchi (rapporto annuale 2023 dell’Associazione per la gestione di una centrale d’informazione sui crediti, ZEK). Pertanto servono urgentemente misure per meglio rispettare la LCC, ossia per rendere più mirata la vigilanza sulle banche attive in questo settore. In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.

  1. Nonostante i diversi casi verificatisi, il Consiglio federale non ritiene tuttora necessario intervenire?

  2. Il Consiglio federale come intende correggere la situazione?

  3. Poiché in questo ambito non esistono disposizioni (ordinanze, circolari), non si capisce come la FINMA vi eserciti la vigilanza generale. La FINMA come garantisce concretamente che le banche identifichino e gestiscano i propri rischi nell’ambito dei crediti al consumo?

  4. Il Consiglio federale come assicura che i consumatori siano direttamente protetti da un eccessivo indebitamento e informati in merito alle violazioni come previsto dalla legge?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale ha constatato che negli ultimi dieci anni l’importo totale dei crediti al consumo è aumentato. Occorre tuttavia notare che nello stesso periodo il numero dei crediti concessi è diminuito (rapporti annuali ZEK 2012 e 2022). Sebbene ciò non fornisca informazioni sul tasso di sovraindebitamento, si rileva che la percentuale di persone con un solo contratto in corso è rimasta stabile (81,7 % nel 2012, 82 % nel 2022). Fino al 2020, l’associazione Finanziamento al consumo Svizzera ha tenuto una statistica delle domande di esecuzione e prosecuzione dell’esecuzione, presentate in relazione ai crediti al consumo e ai leasing di beni di consumo. Tali cifre sono basse e stabili; ciò dimostra che il meccanismo dell’esame della capacità creditizia previsto dalla legge federale sul credito al consumo (LCC; RS 221.214.1) è efficace. Il Consiglio federale rimanda inoltre alla sua risposta all’interpellanza Hêche 18.3546 per quanto concerne le statistiche. 2. Il 3 giugno 2022 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione concernente la modifica della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF; RS 281.1), che offre nuove possibilità di risanamento dei debiti per le persone fisiche. L’adozione del relativo messaggio è prevista per la fine del 2024. L’articolo 36a LCC, entrato in vigore il 1° gennaio 2016, stabilisce inoltre che la pubblicità per i crediti al consumo non deve essere aggressiva. Al di là di alcune proposte generali (v. punto 4 più sotto), il Consiglio federale non vede ragioni per introdurre nuove norme federali specifiche, come ha affermato nei suoi pareri relativi alle mozioni Roduit 21.3142 e Marti 20.4636.3. Sebbene la vigilanza da parte della FINMA sia principalmente prudenziale, in caso di violazioni sistematiche delle disposizioni legali da parte degli assoggettati alla vigilanza, la FINMA interviene per ristabilire l’ordine in conformità alla legge. Ciò avverrebbe anche nel caso in cui la FINMA constatasse violazioni sistematiche della LCC da parte di una banca assoggettata alla sua vigilanza. Tuttavia, non rientra nelle competenze della FINMA constatare o far valere pretese civili fondate sulla LCC e derivanti da crediti individuali e contratti nonché dai relativi esami della capacità creditizia. Per quanto riguarda la trasparenza della vigilanza, conformemente all’articolo 22 capoverso 2 della legge sulla vigilanza dei mercati finanziari (LFINMA, RS 956.1) la FINMA non informa su singoli procedimenti eccetto che ve ne sia speciale necessità dal profilo della legislazione in materia di vigilanza.4. La risposta del Consiglio federale all’interpellanza Mazzone 18.3469 descrive il sistema di vigilanza nell’ambito della LCC. Inoltre, la ZEK registra le richieste di solvibilità nonché le nuove richieste di credito respinte. Dall’ultimo rapporto annuale della ZEK risulta che nel 2023 il tasso delle richieste respinte era del 30,8 per cento, ovvero leggermente più elevato rispetto al tasso medio degli ultimi dieci anni (30,5 %). Ciò dimostra che l’effetto preventivo di un rigoroso esame della capacità creditizia non ha perso la sua importanza. La LCC prevede inoltre sanzioni severe: un creditore che viola in modo grave le disposizioni di legge può perdere l’importo del credito concesso, compresi gli interessi e le spese (art. 32 LCC). Spetta al consumatore rivolgersi ai tribunali civili per far applicare questa sanzione.Inoltre, nel suo rapporto del 10 aprile 2024 sulla stabilità delle banche, il Consiglio federale prevede diverse misure che riguardano in particolare il governo d’impresa («corporate governance») e gli strumenti di vigilanza della FINMA (v. n. 3).