24.3679 · Interpellanza · 2024-06-13
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
La Svizzera è una delle principali piazze del commercio internazionale di materie prime. A volte le attività delle imprese operanti in questo settore comportano gravi rischi in materia di diritti umani, ambiente e corruzione. Nonostante l’importanza nazionale e internazionale del commercio di materie prime in Svizzera e i rischi connessi, secondo il Consiglio federale le informazioni disponibili su questo settore scarseggiano. Ad esempio, non esistono dati ufficiali sul contributo del settore al valore aggiunto svizzero (prodotto interno lordo, PIL) né sui flussi dei beni scambiati dai commercianti svizzeri di materie prime. La piattaforma interdipartimentale sulle materie prime ritiene che questi dati siano necessari per prendere decisioni politiche fondate.
Il 22 novembre 2023, il Consiglio federale ha deciso di estendere la Statistica annuale del valore aggiunto, stilata dall’Ufficio federale di statistica (UST), a tutte le imprese del ramo che impiegano almeno tre persone. Ciò consentirà di spiegare meglio le decisioni di politica interna ed esterna. Tuttavia, i flussi di merci non vengono rilevati. Inoltre, secondo quanto riferito dal Consiglio federale, la partecipazione al sondaggio delle quasi 400 aziende interessate non è obbligatoria.
In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.
Perché non vengono rilevati i flussi di beni scambiati dalle imprese svizzere che commerciano materie prime?
Perché la partecipazione al sondaggio non è obbligatoria per le aziende interessate?
Come si può garantire che l’indagine produca dati pertinenti e rappresentativi?
Il Consiglio federale ritiene che in futuro, sulla base di questi dati, si possano prendere decisioni politicamente consapevoli sul settore delle materie prime?
Stellungnahme des Bundesrates
1. La raccolta di dati decisa dal Consiglio federale il 22 novembre 2023 mira soprattutto a determinare il valore aggiunto del commercio di materie prime e quindi la sua importanza per l’economia svizzera. L’estensione ai flussi per prodotto e per Paese richiederebbe risorse aggiuntive ma non produrrebbe risultati soddisfacenti, soprattutto per l’impossibilità di ottenere dati esaustivi.2. Per le imprese qualsiasi rilevazione genera dei costi di cui occorre tenere conto; per questo l’indagine dell’UST sul valore aggiunto delle imprese è facoltativa. Nel caso di questa rilevazione commerciale, il Consiglio federale ha sostenuto un approccio volontario, augurandosi che il rapporto costi-benefici rimanesse adeguato. Non ha infatti ritenuto opportuno aumentare l’onere amministrativo rendendo obbligatoria la raccolta dei dati per le aziende in questione, che sono principalmente piccole imprese.3. L’UST, responsabile dell’indagine, si impegnerà con il sostegno della SECO a fornire tutte le informazioni necessarie prima e dopo l’indagine per garantire un alto tasso di risposta e risultati rappresentativi. Beneficerà in particolare del sostegno di SUISSENEGOCE, l’associazione mantello del settore del commercio di materie prime. Al momento dell’invio del questionario sarà allegata una lettera che spiega le ragioni dell’indagine e invita le aziende a partecipare. Come per tutte le rilevazioni, sono previste diverse fasi di sollecito, eventualmente accompagnate da contatti telefonici.4. La conoscenza dell’importanza monetaria del commercio di materie prime aiuterà a colmare alcune lacune e permetterà di prendere decisioni politiche più consapevoli in questo settore. Le informazioni ottenute permetteranno anche di difendere più facilmente gli interessi della Svizzera nei negoziati internazionali e di fronte alle richieste di maggiore trasparenza.